GROSSETO. I carabinieri stavano svolgendo un servizio di controllo alla stazione ferroviaria di Grosseto quando hanno notato un ragazzo che si guardava intorno con fare sospetto. Un comportamento che ha attirato l’attenzione dei militari, che lo hanno seguito: poco dopo lo hanno visto mentre acquistava una dose di hashish.
I carabinieri hanno quindi aspettato il momento giusto e hanno fermato il ragazzo. E lui ha vuotato subito il sacco: ha spiegato di avere un appuntamento con lo spacciatore per comprare altre dosi di hashish. All’incontro, però, si sono presentati anche i carabinieri, che hanno bloccato e arrestato il pusher, trovato in possesso di 12 dosi di hashish già pronte per essere spacciate.
La soffiata che ha incastrato il pusher
A far finire nei guai il 35enne è stata la soffiata dell’acquirente. Durante la perquisizione, i militari gli hanno trovato 12 dosi di hashish avvolte nel cellophane e nascoste nelle mutande.
I carabinieri di Grosseto hanno poi deciso di perquisire la casa del 35enne, ma una volta arrivati sul posto hanno scoperto che l’indirizzo indicato nei documenti era falso.
In quell’abitazione vivevano altre persone e non c’era né un letto libero che potesse ospitarlo e né i suoi effetti personali.
Lo spacciatore, un 35enne originario della Nigeria, difeso dall’avvocata Elena Dell’Olio in sostituzione dell’avvocata Melania Renaioli, è comparso nel pomeriggio del 5 novembre davanti alla giudice Agnieska Karpinska e alla vice procuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo. La giudice Karpinska ha convalidato l’arresto e disposto per il 35enne il divieto di dimora nel comune di Grosseto.



