L'incisore centenario dona 67 sue opere al Comune | MaremmaOggi Skip to content

L’incisore centenario dona 67 sue opere al Comune

Guido Strazza è nativo dell’Amiata, le sue opere si trovano al British Museum, agli Uffizi nei Musei Vaticani e in altri templi dell’arte. Tra gli amici ha avuto anche il futurista Marinetti e nella sua carriera ha collezionato numerosi riconoscimenti
Strazza, il sindaco di Santa Fiora e il notaio durante la firma dell'atto
Da sinistra: Guido Strazza, il sindaco Federico Balocchi e il notaio durante la firma l’atto della donazione

SANTA FIORA. Il paese dell’Amiata si arricchisce di una nuova prestigiosa collezione d’arte contemporanea. Sarà destinata alla fruizione pubblica. Tutti potranno ammirare le opere (67) che il pittore e incisore di fama internazionale Guido Strazza ha donato al Comune, per un valore complessivo di 432mila euro.

Dopo una lunga preparazione adesso l’operazione si è concretizzata: il 23 novembre, il sindaco Federico Balocchi è andato a Roma per incontrare l’artista e insieme hanno firmato l’atto che formalizza la donazione, alla presenza del notaio Valentina De Nardo.

La collezione si compone di dipinti, disegni e incisioni dell’artista che vanno dal 1944 al 2018 e che coprono 74 anni del percorso artistico. Toccando le principali fasi della sua lunghissima e proficua carriera artistica. Sono stati donati al Comune anche due manoscritti, uno dei quali porta la firma del poeta spagnolo Rafael Alberti.

Guido Strazza, dalle Bagnore alla fama mondiale

Guido Strazza è nato a Bagnore il 21 dicembre del 1922 ed è sempre rimasto sentimentalmente legato alla sua terra d’origine, pur avendo avuto una vita piena e ricca di esperienze che lo hanno portato a girare il mondo.

A 20 anni, nel 1942, entrò nel circolo dei futuristi italiani e sotto la guida del maestro e amico Filippo Tommaso Marinetti espone in diverse mostre di aeropittura e alla Biennale di Venezia. Si laurea in ingegneria per poi decidere nel 1948 di dedicarsi esclusivamente all’arte viaggiando tra Brasile, Cile e Perù, dove lavora ed espone. Torna in Italia nel 1954 e qui inizia per lui un periodo di grande fermento creativo, soprattutto tra Milano e Venezia.

Nel 1964 si trasferisce a Roma per frequentare l’ambiente dell’Istituto nazionale per la grafica, dedicandosi all’incisione, esperienza che lo porta alla Biennale di Venezia nel 1968.

Innumerevoli sono le esposizioni organizzate nella sua vita e molti i riconoscimenti che ha ottenuto nel corso della sua carriera. Nel 2003 riceve dall’Accademia dei Lincei il “Premio Feltrinelli per l’Incisione”. Ha insegnato alla Calcografia nazionale, all’Accademia di belle arti de L’Aquila, alla Wesleyan university (Conn. USA), all’università di Siena e all’Accademia di belle Arti di Roma, della quale è stato direttore.

Strazza è membro della Koninglijke Vlaanse accademie van Belgie (Bruxelles) e dell’Istituto nazionale di studi romani. Membro dell’Accademia nazionale di San Luca dal 1997, è stato eletto presidente nel biennio 2011-2012. Nel 2014 gli è stato conferito anche il Premio De Sica per le arti visive e nel 2015 il Comune di Santa Fiora gli ha assegnato il Provisino d’oro, massima onorificenza civica.

Le sue opere si trovano, fra i tanti musei e gallerie, ai Musei Vaticani, agli Uffizi, al British Museum di Londra, al Ludwig di Colonia, allo Stedelijk di Amsterdam, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, all’Accademia dei Lincei e all’Accademia di San Luca.

Strazza «Tornare con i miei quadri a Santa Fiora è come tornare a casa»

«Il legame che sento di avere con Santa Fiora va oltre la mia storia personale – racconta il maestro Guido Strazza – è un posto che mi ha sempre intrigato poeticamente, con i panorami, i suoi boschi, i soffioni. È stato costantemente nel cuore e nella mente come un segno di nascita. La donazione dei quadri al Comune non è quindi motivata semplicemente dalla volontà di rendere omaggio al luogo che mi ha dato i natali, ma rappresenta per me il desiderio di ricollegarmi al mio pensiero più profondo, alle fantasie metafisiche che uniscono da sempre la mia vita a questa terra. Tornare con i miei quadri a Santa Fiora è come tornare a casa».

Guido Strazza e Federico Balocchi
Guido Strazza e Federico Balocchi

A Santa Fiora la collezione di Guido Strazza più importante al mondo

Per il sindaco Federico Balocchi è stato davvero emozionante incontrare nuovamente Strazza. «Un onore incontrare questo straordinario artista e condividere con lui la firma di un atto di importanza storica per la comunità di Santa Fiora – dice il sindaco Balocchi – Grazie alla generosità del maestro il nostro territorio custodirà la collezione più importante al mondo dell’arte di Guido Strazza».

L’artista in questi anni ha fatto diverse donazioni ai principali musei e accademie d’Europa. «Siamo onorati della sua speciale attenzione riservata nei confronti del nostro territorio – dice Balocchi – ne beneficeranno anche le future generazioni. Le opere saranno esposte al Museo civico di Santa Fiora e a Palazzo Sforza Cesarini. Saranno valorizzate attraverso una sezione del museo dedicata a lui. Così il Museo, prima ancora di nascere, si rafforza di un’ulteriore offerta, quella dell’arte contemporanea, che si aggiunge alla bellezza monumentale del vecchio castello, all’archeologia, all’arte rinascimentale, alla storia».

Il professore Gianluca Murasecchi, docente in ruolo all’Accademia di belle arti di Roma, ha effettuato la perizia giurata sul valore della collezione e definisce quella di Santa Fiora la donazione più importante che Strazza ha compiuto sinora. «Perché nessuna altra sua donazione annovera un tale numero di dipinti, disegni e stampe raccolti in un unico corpus – precisa Musecchi – Consente di presentare una panoramica completa della poetica visiva di Guido Strazza. L’artista può essere considerato il massimo interprete italiano dell’arte dell’incisione del Novecento. E nella pittura ha saputo rinnovare il prestigio che l’arte toscana ha sempre raggiunto nei secoli, con una sensibilità e sapienza degni dei più importanti maestri della Storia dell’Arte italiana».

«Questo sicuramente invoglierà il pubblico anche non residente a visitare il museo e la sua collezione – conclude – Certamente diverrà un elemento di attrazione, già dall’immediato futuro».

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