GROSSETO. Dall’avvocato Roberto Cerboni, che difende Alessandro Tosi, riceviamo e pubblichiamo.
«Mi riferisco all’articolo comparso sulla Vostra testata titolato: Picchiato a sangue dal figlio, muore 49 giorni dopo».
«Né il titolo, né le notizie di seguito riportate, corrispondono al vero ma sono volutamente equivoci nel mettere in collegamento, per evidenti e meri fini sensazionalistici, l’evento morte (peraltro allo stato dovuto a cause del tutto estranee alla vicenda), con una presunta aggressione che non trova alcun riscontro nella realtà, tantomeno negli atti del procedimento».
«Nemmeno dalle parole che vennero raccolte in più occasioni nei confronti della allora parte offesa, è mai emersa l’esistenza di qualsivoglia azione di percossa nei confronti dello stesso da parte del figlio».
L’uomo è a Sollicciano, con l’accusa di tentato omicidio
Ricordiamo che Alessandro Tosi si trova adesso nella sezione psichiatrica del carcere di Sollicciano. Su di lui pende l’accusa di tentato omicidio formulata dal pm Federico Falco.





