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Lascia Hollywood per trasferirsi a Grosseto

In trent’anni di carriera Pearl Lucero ha lavorato con volti noti del grande schermo: George Clooney, Drew Berrymore, Matt Damon, Johnny Depp e Denzel Washington
Da sinistra: il produttore Roger Lapage, Pearl Lucero e l’attore Alec Newman

GROSSETO. Negli ultimi due anni nel centro di Grosseto gira una signora, alta circa un metro e 60, sulla settantina, sempre sorridente e cordiale. Parla inglese, ma sta imparando l’italiano. Lei è Pearl Lucero, supervisionatrice della produzione nell’industria cinematografica, e ha lavorato insieme a Johnny Depp, George Clooney e Denzel Washington.

Era nella produzione di “Paura e delirio a Las Vegas“, “Breackdown la trappola” e anche “Confessioni di una mente pericolosa“. 

Pearl era colei che risolveva i problemi e programmava la produzione dei film, sia per quanto riguarda i costi sia per quanto riguarda l’organizzazione del set di tutti i giorni.

Due anni fa, Pearl ha deciso di cambiare vita: ha lasciato Hollywood e si è trasferita a Grosseto. Ad incantarla, nel 2015 durante una visita in città, le Mura medicee e il calore dei maremmani. 

Anche in Toscana, Pearl continuerà a fare il suo lavoro. 

«Sono molto emozionata perché fra qualche mese dovrei iniziare a lavorare ad un film – dice Pearl – sono curiosa di vedere come me la caverò… di certo dovrò imparare meglio l’italiano».

La vita con gli attori

Pearl ha lavorato con molti volti noti del grande schermo, come Drew Berrymore, Matt Damon, Julia Roberts, Roger Moore e Cuba Gooding Jr.

«La maggior parte delle stelle di Hollywood sono gentili e disponibili sul set, alcuni erano molto esigenti – dice – come Sharon Stone che voleva un particolare tipo di thè canadese».

«Kurt Russel è un ottimo padre di famiglia – continua – mi ricordo che stavamo girando un film nello Utah e lui tutti i giorni faceva avanti e indietro da Los Angeles per stare con i figli. Ho lavorato con George Clooney in “Confessioni di una mente pericolosa” dove era regista e attore. Parlavamo molto ed era direttivo, ma mai scortese o cattivo».

«Ho lavorato anche in “Paura e delirio a Las Vegas“, il film più costoso a cui ho partecipato, ben 80 milioni di dollari – conclude – Depp è molto carismatico e molto pacato, una volta eravamo in un bar a bere una birra ed è passato inosservato».

L’inizio della carriera

Pearl ha studiato lingue perché voleva fare la traduttrice.

«Parlo molto bene lo spagnolo perché l’ho studiato alle superiori – dice – un giorno mio fratello, che andava alla scuola per attori, mi ha chiesto di trasferirmi a Los Angeles per fare un’esperienza diversa, così sono partita dal New Mexico e mi sono iscritta all’università. Dopo la laurea ho iniziato a lavorare in una compagnia che affitta le pellicole dei film e dopo qualche anno mi sono detta che se potevo vendere i film potevo anche farli, quindi sono tornata a studiare».

«Nel 1993 mi sono laureata e la compagnia New Line Cinema mi ha fatto lavorare a “8 Secondi di gloria“, come coordinatrice della produzione – continua – sapevo tutto quello che dovevo fare nella teoria, ma non nella pratica. Ho pensato che fossero pazzi a farmelo fare».

«Piano piano mi sono fatta un nome nel settore e ho iniziato a ricevere molte richieste di lavoro, che mi hanno fatto viaggiare in tutto il mondo: Grecia, Polonia, Norvegia, Messico, e Slovacchia. Stavo fuori casa circa 5 mesi per ogni film – conclude – ma era un lavoro meraviglioso per me, quando ero sul set e vedevo che tutto stava funzionando ero molto orgogliosa e felice».

La vita in Italia

Pearl ha scelto di vivere nel Bel Paese perché per lei era arrivato il momento di cambiare vita.

«Tutte le volte che sono venuta in Italia ci ho lasciato un pezzo di cuore – dice – mi sono innamorata delle persone, del cibo, del vino e della cultura. La prima volta che sono venuta a Grosseto, nel 2015, mi hanno colpito le Mura medicee e lo stile di vita e oggi sono molto felice qua, anche perché siamo nel centro e in poche ore riesco a raggiungere sia il nord e sia il sud Italia».

Pearl Lucero oggi a Grosseto

«A Grosseto ho trovato degli amici e più sicurezza: non ho paura di tornare a casa di notte come negli Stati Uniti, la vita è più tranquilla e non tutto è incentrato sul lavoro e sui soldi. Le persone qua sono più calorose – conclude – hanno meno paura. Negli U.S.A siamo portati ad essere freddi per il timore che qualcuno ci possa sparare solo perché li abbiamo guardati mentre camminiamo per strada, visto che anche le persone mentalmente instabili riescono a comprare fucili d’assalto o pistole, grazie al secondo emendamento, che regola l’accesso alle armi».

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