L'allievo di Giugiaro e la sua moto da sogno | MaremmaOggi Skip to content

L’allievo di Giugiaro e la sua moto da sogno

Si chiama Biancaneve ed è ancora un prototipo, ma presto potrà essere omologata. Il modello ideato d un trentanovenne grossetano
Gianluca Bartolini e Francesco Iannuzzi dietro alla loro Biancaneve

GROSSETO. Il futuro passa anche dal design. E quella che sembra una moto da mostra, è anche un “mostro” di moto che pare lanciata anche con la sua forma, verso il domani.

Biancaneve è il suo nome, ed è prodotta da una startup che non poteva non chiamarsi “Dotto”. Per adesso è un pezzo unico, ma è progettata per restare una limited edition. Una ventina di pezzi unici, fatti per non essere solo esposti, ma anche per essere messi alla prova su circuito o su strada.

Frutto di 2 anni di studio Biancaneve ha un’anima al 50% maremmana. I due soci della startup “DOTTO creations” infatti sono Francesco Iannuzzi, 39enne grossetano, e Gianluca Bartolini, 30enne originario di Milano.

Iannuzzi, dopo un master a Firenze ha continuato a studiare allo Iaad di Torino specializzandosi in transportation design, e lì, proprio mentre stava finendo gli studi, è entrato in Italdesign, la creatura co-fondata da Giorgietto Giugiaro, dove ha trascorso 10 anni disegnando automobili. Questo è il lavoro che tutt’oggi lo porta a soddisfare il suo estro. Bartolini è un visual artist, e si sono conosciuti all’interno di Pininfarina.

«Siamo diventati amici lì – racconta Iannuzzi – e abbiamo iniziato a renderci conto che il mondo automotive talvolta ci era stretto. Le case produttrici investono molto, ma danno sempre delle regole da seguire. Noi volevamo proporre la nostra visione, facendo del design una leva per l’innovazione, creando così un prodotto che potessimo entrambi guardare come qualcosa di davvero nostro».

Nata come scultura, Biancaneve è divenuta moto

Chi sono e cosa li ha spinti a creare Biancaneve è scritto sulla cover del radiatore: «Quello che vogliamo fare lo teniamo vicino al cuore, e il cuore della moto è il motore», dice Iannuzzi.

La della cover del radiatore di Biancaneve, uno dei dettagli che fanno la differenza

Anche se Biancaneve riprende la parte motoristica della Honda CX500 del 1979 (smontata e restaurata totalmente), fare una moto non era il principale obiettivo di Bartolini e Iannuzzi.  I due infatti erano partiti dall’idea di fare una scultura, questo il motivo per cui in molte immagini anche sul loro canale Instagram, Biancaneve si trova in un ambiente interno. Il suo colore bianco poi, richiama quello del marmo. «La parte difficile – dice Iannuzzi – è stato trovare il modo di renderla guidabile. Il nostro obiettivo non è mai stato coprire la sella di una moto, ma rendere una scultura utilizzabile. Decideranno i clienti se parcheggiarla in garage o in salotto».

Tra razionalità e fantasia

«Pensavamo di fare un oggetto da esposizione, poi piano piano chi ci ascoltava quando ne parlavamo si entusiasmava – racconta Iannuzzi –  e così abbiamo creato la startup “DOTTO creations”: è  come se fosse un fiume che nasce da due affluenti. Uno parla di razionalità, logica, che arriva da anni di esperienza, di “saper fare”. L’altro di estro e fantasia, desideroso di guardare il mondo con l’ingenuità dei bambini. Dotto in fin dei conti è un personaggio di fantasia, è un nano di una storia per bambini, ma è quello che ne sa di più degli altri, la guida del gruppo. E rifacendoci al cartone animato, il nome della moto, Biancaneve, anche per via del colore scelto all’inizio, è venuto da sé».

Biancaneve nasce 2 anni fa, è stata sviluppata e portata in esposizione per la prima volta al Bike Shed di Londra a fine maggio 2022 e ha fatto la sua prima uscita italiana al Fuorisalone di Milano durante la Milan Design Week (7 -12 giugno). Stampata in 3d, in materiale Asa e acciaio, sfrutta tutte le tecniche più moderne che vengono utilizzate per la produzione di automobili su misura, quei pezzi “one off” che le case automobilistiche costruiscono appositamente per i clienti più esigenti. Anche le ditte fornitrici sulle quali hanno fatto affidamento sono quelle del settore automotive, molto ben conosciute da Iannuzzi e Bartolini.

La Dotto creations gli ha dato in pasto tutti gli accorgimenti matematici dei propri disegni, e loro, i fornitori, con le stampanti 3D hanno realizzato le strutture necessarie. «Ogni parte è stata disegnata e realizzata ad hoc sfruttando macchinari di alta tecnologia. Il body, per esempio, è stato stampato da un macchinario che costa 600mila euro», dice Iannuzzi.

L’esperienza dei due di Dotto creations, unita all’alta specializzazione dei fornitori, permetterà di personalizzare Biancaneve, andando incontro ai desideri dei futuri clienti.

Il coprisella il pezzo più difficile da progettare

«Il pezzo più difficile da creare è stato quello del movimento che scopre la sella – racconta – Tutta la progettazione doveva essere fatta in modo che fosse replicabile in 20 esemplari e fosse stabile per la guida. Stabilità, ergonomia, comodità, solidità, usabilità, questi alcuni dei principi che ci hanno guidato nella creazione». Tutta la moto è stata progettata seguendo questi dettami, dal body al particolare più piccolo.

 

 
 
 
 
 
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Il primo modello è ancora un prototipo, tuttavia Iannuzzi e Bartolini sono già in contatto con degli omologatori per rendere il prodotto utilizzabile anche su strada e fare della limited edition una nicchia di moto decisamente rivoluzionarie. Il serbatoio è una delle caratteristiche che parla chiaramente di usabilità: i suoi 10 litri, ricavati utilizzando ogni spazio utile sotto al body, completano l’insieme delle accortezze che potranno permettere alla moto di non essere solo una “scultura”. Per averla nel proprio garage basterà aspettare 6 mesi dall’ordinazione «Dopo le sperimentazioni che abbiamo fatto sul prototipo – conclude Iannuzzi – sono questi i tempi di attesa che prospettiamo al cliente, comprensivi anche della personalizzazione per la propria Biancaneve».

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