GROSSETO. Se per Paolo Indiani la rete di Bigazzi al 25′ del primo tempo con il Montevarchi era calcisticamente “illogica”, l’apprensivo finale di Cannara si può tranquillamente collocare nel fascicolo, sempre calcisticamente parlando, denominato “innaturale”.
Biancorossi di cristallo
Sul terreno pesante del comunale Spoletini, guardato a vista da un assolato e magnifico Assisi, il Grifone aveva cancellato la parola “difficile” con cui era stata etichettata la trasferta di Cannara usando un calcio brioso, compatto e sicuro. I biancorossi agivano con ordine e carattere su ogni ciuffo d’erba, creavano gioco in ogni zolla evidenziando nettamente il sostanziale divario con l’avversario.
Marzierli e Ampollini mettevano a referto il doppio vantaggio, che Regoli lievitava sullo 0-3. Era il 13′ della ripresa. In campo una sola squadra, quadrata e spedita, nessuna nuvola, nessuna incertezza, la nave era in acque sicure, le vele gonfie del vento buono, che allargava le bandiere bianche e rosse. Momento da gustare ridendo, il rapace imponeva le sue qualità mostrandole su un vassoio di cristallo.
Due minuti di azzardo
Nel farlo lasciava che il Cannara potesse organizzarsi. Una triangolazione, un inserimento, una finta e i ragazzi di mister Armillei intuivano che qualcosa stava mutando. Il Grifone, lasciati i comandi, cambiava aspetto, si ammorbidiva, trasformandosi in comune passerotto.
Le conseguenze si sono mostrate prima al minuto 34, rete di Maselli cavalcando evidenti lacune di concentrazione, quindi al 36′ quando Vitaloni veniva steso in area e Myrtollari trasformava dal dischetto. Due minuti di fermo immagine, 120 secondi di improbabile sospensione delle attività biancorosse.
Al 95′ l’incubo sportivo di un pareggio, appunto “innaturale”, svaniva, il risveglio aveva il gusto dolcissimo della vittoria. Anzi, quella sofferenza del tutto inaspettata, dopo, aggiungeva aromi sconosciuti e lontani, dando ai tre punti raccolti ulteriori valori.
Con l’auspicio che non succeda mai più.




