GROSSETO. Chi di mestiere fa il truffatore sa sempre come trovare nuovi metodi per rovinare la vita delle persone. Soprattutto se i destinatari della telefonata sono chi ha davvero bisogno di un aiuto.
Ciclicamente, soprattutto al telefono, tornano di moda messaggi a dir poco sospetti, come quello che recita: «Il tuo curriculum è stato approvato», e che invita a chiamare il numero telefonico scritto.
Federconsumatori: «Dovete stare sempre in guardia»
«Purtroppo le truffe informatiche sono all’ordine del giorno e alla fantasia non c’è mai fine. È il caso della telefonata che approva il curriculum, che nasconde la trappola dei cybercriminali – spiega Giorgio Romualdi, presidente di Federconsumatori – Come è noto, il web è un luogo di opportunità ma è anche colmo di tentativi di truffa. C’è ad esempio, colui che cerca di approfittare di chi sta cercando un’occupazione ed è più propenso a leggere comunicazioni e aggiornamenti in merito al proprio curriculum, nella speranza di firmare un contratto di lavoro. Il rischio però, è quello di fidarsi e credere a messaggi truffaldini, che segnalano una fantomatica “approvazione” del proprio curriculum vitae».
Come funziona il raggiro
I messaggi subdoli, sono una strategia funzionale e abbastanza comune, che sta colpendo numerosi utenti anche in Toscana. A rendere la truffa credibile infatti, è il numero di telefono di cellulare con prefisso +39 – solitamente i criminali utilizzano numeri con prefissi stranieri, che convince le vittime a rispondere.
A questo, poi, si aggiunge il fatto che chiunque stia cercando lavoro in questo momento non aspetta altro che una chiamata simile da parte di un’azienda o un’agenzia del lavoro. Proprio su questo i truffatori fanno presa: molte delle vittime finiscono con il cadere in questa trappola, perché mosse dal desiderio di trovare un’occupazione.
La truffa del curriculum vitae
Proprio in questi mesi gli esperti di sicurezza informatica segnalano un ignobile tentativo di raggirare l’ignara vittima di una telefonata, in cui una voce registrata conferma che il curriculum vitae ha passato un primo scalino di selezione, quasi a voler preconizzare una vicina assunzione. Queste le parole utilizzate: «Il tuo curriculum è stato approvato. Contatta il numero tramite WhatsApp per sapere di cosa si tratta».
Ecco allora che colui che inviando il Cv ad aziende e portali di ricerca di lavoro e sta cercando occupazione, potrebbe imbattersi in questo inconsueto messaggio vocale, mirato come facilmente intuibile a generare curiosità nel suo destinatario, puntando sull’interesse a trovare un nuovo lavoro.
Un messaggio vocale su Whatsapp
Il meccanismo utilizzato dai cybercriminali funziona così: scrivendo al numero dettato dalla voce registrata su WhatsApp, l’utente entrerà in contatto diretto con i truffatori, i quali inizieranno a tessere la loro tela affermando, in modo menzognero, di essere un famoso brand o un’importante azienda e, soprattutto, promettendo un sostanzioso reddito grazie allo svolgimento di attività da remoto, ossia dal computer di casa o da uno smartphone.
Il pericolo concreto è quello di cadere nella rete dei truffatori, fornendo loro una serie di informazioni private e dati personali, nella convinzione che serviranno alla procedura di assunzione e al nuovo lavoro. Il meccanismo è ingegnoso perché in un primo tempo incrementa la fiducia della vittima, perché i pagamenti saranno puntuali, ma successivamente alle attività svolte si affiancheranno insolite richieste.
I cybercriminali chiederanno di investire somme, inizialmente esigue per poi salire, su piattaforma Exchange utilizzata come strumento per attuare la truffa. Faranno leva sulla promessa di guadagni da capogiro, ma il loro obiettivo è solo uno: raggiungere una determinata cifra investita. Dopodiché i truffatori si dilegueranno e la vittima avrà perso tutti i soldi investiti.
Ecco perché è essenziale riconoscere subito questa truffa telefonica, che utilizza come esca una immaginaria approvazione del curriculum vitae. Se una voce registrata invita a contattare un numero tramite WhatsApp o a visitare un link, è raccomandabile non farlo. Infatti i datori di lavoro seri non utilizzano queste modalità per comunicare informazioni importanti riguardo al lavoro. Anzi, se hai dubbi è possibile contattare subito l’azienda, tramite i canali ufficiali (ad esempio sito web o numero di telefono), per confermare l’offerta di lavoro. Al contempo, tramite WhatsApp o email non verificate, non si deve condividere informazioni sensibili come dati bancari, documenti di identità o dettagli finanziari.
Come evitare le truffe telefoniche
«Nonostante spesso vengano forniti numerosi consigli su come difendersi dalle truffe telefoniche, e non solo – dice Romualdi – la sola cosa da fare in questi casi è diffidare dalle chiamate o dai messaggi che arrivano da aziende e organizzazioni non verificate. In ogni caso, se proprio non riuscite a evitare di rispondere alle chiamate dei numeri non salvati in rubrica, assicuratevi di raccogliere quante più informazioni possibili sull’azienda o l’organizzazione che vi contatta, così da essere certi che questa esista e che non si tratti di una truffa bella e buona».
«Aldilà di questo, ricordatevi che condividere informazioni strettamente personali tramite WhatsApp non è mai consigliato, soprattutto se si parla di dati finanziari o simili – conclude – Infine, la soluzione migliore per tenere i truffatori alla larga è bloccare i numeri di telefono da cui si ricevono chiamate scomodo. Oppure, nei casi più estremi, contattare la polizia postale per segnalare la truffa».



