La statua della Madonna di Lourdes in città | MaremmaOggi Skip to content

La statua della Madonna di Lourdes in città

Il 12 e 13 dicembre, un’occasione di preghiera verso il Natale: il programma sarà svelato nei prossimi giorni. La peregrinatio, simbolo di pace, è in Italia per celebrare i 120 anni dell’Unitalsi
La Madonna di Lourdes

GROSSETO. La città di Grosseto si prepara ad accogliere la statua della Madonna proveniente dal santuario di Lourdes. Il capoluogo maremmano, infatti, è stato scelto come una delle tappe italiane della peregrinatio che l’effigie mariana sta compiendo e sarà tra noi martedì 12 fino al primo pomeriggio di mercoledì 13 dicembre quando sarà consegnata alla delegazione Unitalsi del Lazio.

A toccare, pellegrina, varie zone del nostro Paese è la statua che ogni sera viene portata in processione a Lourdes nella fiaccolata che si tiene ininterrottamente alle 21, da aprile ad ottobre, fin dal dal 1872.

Il regalo all’Unitalsi

La peregrinatio è un regalo che il santuario di Lourdes fa all’Unitalsi, che celebra i 120 anni dalla sua nascita. È l’associazione che riunisce ammalati, dame e barellieri che custodiscono la devozione ai luoghi mariani e a Lourdes in particolare, perché lì è nata in un modo del tutto particolare.

Una persona originaria di Roma, ferita nel corpo e nell’anima da una malattia, va in pellegrinaggio, ma nel cuore ha come una sfida verso la Madonna e i suoi devoti. «Se non guarisco, ho con me una pistola carica. La userò contro di me, davanti alla sua grotta». 

Ma in quei giorni la sua vita si incrociò con quella di tanti altri malati, anche più gravi, e vide nei loro occhi una fede e una serenità di abbandono che smontò i suoi progetti. Si scoprì guarito dentro e invece di un gesto di morte, ideò e diede origine a un fiume di fede e di carità: bisognava dare a quanti più malati possibile l’occasione di andare a Lourdes. Dalla sua esperienza e dal suo impegno nasce l’Associazione che, in più di un secolo, ha coinvolto centinaia di migliaia di persone: barellieri, accompagnatori, malati, famiglie, giovani, medici, farmacisti, infermieri, volontari… treni, pullman, aerei, strutture.

«Nelle nostre parrocchie, famiglie, associazioni, ma anche nella società civile e in noi stessi, in questi tempi angusti, c’è bisogno di qualcuno o qualcosa che risvegli fede, fiducia, vita cristiana, prendersi cura, camminare insieme – commenta padre Rodolfo Cetoloni, vescovo emerito di Grosseto e assistente dell’Unitalsi Toscana – Arriva semplicemente una statua, certo! Ma è segno eloquente di una storia meravigliosa, da Nazareth ad Ain Karim, dai Pirenei alle nostre colline… Storia e devozione che resistono al tempo e sostengono nella vita quotidiana, nel lavoro, nei pellegrinaggi, nella carità e nella vicinanza chi è in difficoltà».

 

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