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La Provincia firma: sarà più facile trovare lavoro

Arrivano oltre 2 milioni di euro: saranno destinati alla formazione, facilitando le aziende a trovare personale
Alessandra Nardini e Francesco Limatola con sindacati, scuole e associazioni di categoria dopo la firma del protocollo
L’assessora regionale Alessandra Nardini e il presidente della Provincia Francesco Limatola con sindacati, scuole e associazioni di categoria dopo la firma del protocollo

GROSSETO. Combattere la disoccupazione con un’alleanza formativa. Istituzioni, parti sociali, scuole e polo universitario firmano un Patto per il lavoro che ha come obiettivo la riduzione della disoccupazione giovanile, facilitando le aziende a trovare le figure professionali richieste.

L’assessore regionale al lavoro e alla formazione Alessandra Nardini sta girando tutte le province della regione. Mettendo la sua firma accanto alle altre per questo nuovo patto. Oggi, 20 gennaio, è stata accolta nel palazzo della Provincia a Grosseto per siglare l’accordo per il territorio maremmano. Con lei Francesco Limatola e una prima rappresentanza di associazioni, sindacati e scuole firmatari del protocollo.

Sul piatto regionale ci sono complessivamente 53,8 milioni di euro di fondi statali sbloccati dal precedente governo: ne sarà inizialmente utilizzata la metà.

L’altra metà arriverà in suo soccorso per sopperire a eventuali mancanze, lanciare nuovi percorsi o dare lancio a formule ben collaudate. Il budget per il territorio provinciale di Grosseto ammonta inizialmente a oltre 2 milioni di euro. Le parti sociali grossetane hanno deciso di destinarne 405mila proprio a percorsi formativi legati al Protocollo territoriale, che ha durata di tre anni. Gli altri andranno verso altri indirizzi: a sostegno di startup o per voucher formativi ad esempio.

Alessandra Nardini e Francesco Limatola durante la firma
Alessandra Nardini e Francesco Limatola durante la firma

La fotografia della Provincia

La provincia di Grosseto – dice Francesco Limatola – è caratterizzata da un tasso elevato di abbandono scolastico e da una popolazione con un indice di vecchiaia tra i più elevati in Toscana. Questi fattori, insieme, determinano la forte difficoltà delle imprese nel trovare manodopera qualificata e nel garantire adeguato ricambio generazionale all’economia locale».

«Con questo patto – prosegue Limatola – puntiamo a definire un’offerta formativa strategica che sappia anticipare i bisogni del sistema produttivo, contrastando il disallineamento tra offerta formativa ed esigenze del mondo del lavoro. Una offerta che garantisca pari opportunità nell’accesso alla formazione e allo sviluppo delle conoscenze digitali, tecnologiche e ambientali. Sempre più richieste nella transizione verde e digitale dell’economia. Promuovendo allo stesso tempo la cultura di impresa tra giovani. Il Patto è aperto a nuovi firmatari».

Priorità: giovani, donne e disabili

«Lo sviluppo a livello territoriale di alleanze formative – dice Nardini – è una priorità, con queste azioni rendiamo aderenti ai bisogni dei territori le azioni da mettere in campo a livello regionale. Ci sono importanti risorse a disposizione in questa fase: il nuovo Programma garanzia occupabilità lavoratori (Gol), previsto dal Pnrr, il nuovo settennato del Fondo sociale europeo, il nuovo patto per il lavoro che abbiamo concertato con la commissione regionale permanente tripartita. Abbiamo allargato il confronto anche ai territori attraverso appositi tavoli provinciali con le parti sociali, nella convinzione che il dialogo e il confronto aiuti a creare strumenti sempre più aderenti ai bisogni veri delle persone. La priorità la hanno i giovani, le donne e le persone con disabilità, i piu colpiti dalla crisi. Ci sarà una particolare attenzione alle aree critiche e a quelle interne».

Alessandra Nardini
Alessandra Nardini

«Così si lega il mondo del lavoro a quelli dell’istruzione, dell’università, della ricerca e delle pari opportunità – precisa Nardini – L’obiettivo è creare e salvaguardare l’occupazione. Stabile, sicura e di qualità. Serve ridare valore agli istituti tecnici e professionali, scuole tutt’altro che di secondo piano. Sarà aiutata anche la formazione continua, adatta a chi già lavora o ai meno giovani, molto importante per accompagnare le transizioni che le nostre imprese stanno vivendo».

I primi firmatari

Il Patto locale per lo sviluppo e il potenziamento delle competenze, vede coinvolti tra i soggetti firmatari la Regione Toscana come ente promotore e la Provincia di Grosseto come ente coordinatore. Insieme a loro:

  • Camera di commercio della Maremma e del Tirreno
  • Arti – agenzia regionale toscana per l’impiego
  • Cgil (Grosseto)
  • Cisl (Grosseto)
  • Uil (Grosseto)
  • Ugl (Grosseto)
  • Confindustria Toscana Sud
  • Cna
  • Confartigianato imprese Grosseto
  • Confesercenti
  • Confcommercio
  • Cia Grosseto
  • Confagricoltura
  • Ance
  • Confcooperative
  • Lega cooperative
  • Fondazione polo universitario grossetano
  • Istituti scolastici di Grosseto

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