L'oro Roberto Cammarelle torna a scuola per un giorno: un colloquio sano e celebrativo | MaremmaOggi Skip to content

L’oro Roberto Cammarelle torna a scuola per un giorno: un colloquio sano e celebrativo

La medaglia d’oro di Pechino 2008 ha incontrato gli studenti del Fossombroni nell’aula magna dell’istituto. Presenti il presidente Amedeo Raffi e l’intero staff tecnico della Fight Gym
Roberto Cammarelle con Amedeo Raffi, Raffaele D’Amico e i ragazzi del Fossombroni (foto di Aldo Giuliani)

GROSSETO. La mattina di mercoledì 18 febbraio l’aula magna dell’istituto Isis “V. Fossombroni” è stata avvolta da riverberi d’oro olimpico.

I ragazzi delle classi ad indirizzo sportivo 5D, 5E e 5F, nell’ambito del progetto «Boxando s’impara» hanno incontrato la medaglia d’oro Roberto Cammarelle, campione olimpico dei pesi super massimi ai giochi di Pechino 2008.

Il progetto è nato tramite la collaborazione con la palestra Fight Gym di Grosseto rappresentata dal presidente Amedeo Raffi, il maestro Raffaele D’Amico, i due tecnici Giulio Bovicelli e Carmine Perna, che hanno svolto le lezioni di pugilato, e la psicologa Andreina Arcuri. Presente anche la preside Manuela Carli.

«Il primo avversario è stato mio fratello maggiore» 

Il confronto con Cammarelle ha viaggiato su tematiche come fair play, la gestione delle sconfitte, sacrificio e impegno nello sport e nella vita. Ma la centralità dell’incontro è stata ascoltare la voce del campione olimpico, i suoi ricordi ancora vivaci e profondi, i particolari in rilievo, le paure, le gioie, i dubbi, che ne hanno costellato il cammino. 

(Foto Aldo Giuliani per @maremmaoggi) 

«La medaglia d’oro rappresenta il sogno che si realizza – è l’esordio – volevo essere campione, ci sono riuscito. Questo è unico, fantastico, essere ricordato per questo è straordinario. La boxe è una scuola molto seria, significa rispetto per se stesso e l’avversario, è sacrificio inteso come privazioni. Muoversi all’interno di un quadrato mi affascinava, si chiama agonismo. Indossando i guantoni capisci che non potrai simulare o esultare per l’espulsione del tuo avversario. Il mio primo rivale è stato mio fratello maggiore».

Cammarelle parla nel silenzio totale dell’aula magna, ogni parola, ogni frase e concetto viene recepito e messo da parte.

«La privazione maggiore è stata la lontananza dai miei figli»

«Ho dovuto soffrire per l’ernia al disco, che mi ha costretto a due operazioni davanti alle quali si spalancava il dilemma di smettere o andare avanti. Dopo la prima sono stato fermo 3 mesi, dopo 5 anni il chirurgo della seconda mi disse che potevo fare tutto tranne che la boxe. Non sono mai stato al 100 per cento della forma fisica. Dopo mi qualificai per Atene 2004 prendendomi il bronzo. Certamente il ricordo più luminoso è quello di Pechino 2008 quando, in un palazzetto strapieno di cinesi scatenati ho sconfitto il beniamino di casa Zhang Zhilei per ko tecnico. Un traguardo infinito, una gioia incredibile, che, comunque non ha cambiato il mio modo di essere, non ha stravolto il mio futuro. Ricordo, comunque, la mia felicità quando mi riconoscevano e chiedevano una foto. La mia volontà mi aveva portato a quel punto – conclude Cammarelle – l’unica privazione è stata la lontananza dai miei tre figli. Adesso abito ad Assisi, dal 2000 sono direttore sportivo della Fiamme Oro, la squadra sportiva della Polizia di Stato. Le mie medaglie sono conservate nel museo nazionale del pugilato di Assisi».

La boxe è scuola di vita

Dopo i saluti iniziali di Amedeo Raffi, presidente della Fight Gym, e della preside Manuela Carli, il microfono è passato alla psicologa Andreina Arcuri: «Mio figlio è iscritto alla Fight Gym. La boxe è in grado di canalizzare rabbia e frustrazione, riuscendo a far osservare le regole e toccare l’autodisciplina, elementi necessari anche nella vita di tutti i giorni».

Il maestro Raffaele D’Amico chiude il ring: «Il pugilato è diverso da ogni altro sport, nella boxe trovi dolore e paura sapendo che il rivale di fronte vuole farti male. L’insegnamento più profondo consiste nel canalizzare e indirizzare questa paura, superarla e batterla. Insegnare nelle scuola è affascinante».

Il cammino di Cammarelle

Roberto Cammarelle nasce a Milano il 30 luglio 1980. Scoperto da Biagio Pierri a 14 anni inizia a gareggiare nella società pugilistica “Rocky Marciano” di Cinisello Balsamo. Ottiene il suo primo titolo italiano Under 16 nel 1995 nella categoria pesi massimi, dal 2002 nella categoria supermassimi. Vince consecutivamente i campionati italiani Elite dal 2000 al 2007. Nel 2012 riconquista il titolo italiano dei supermassimi portando così a 9 gli scudetti. Entra a far parte della nazionale junior nel 1996, in quella senior nel 1999.

Nel 2002 raggiunge la finale dei Campionati europei a Perm (Russia) conquistando l’argento sconfitto dal russo Povetkin; nel 2004 accede alla finale dei Campionati europei a Pola e nel 2011 a quelli di Ankara senza mai toccare il successo. Alle Olimpiadi di Atene 2004 vince il bronzo nei supermassimi.

Partecipa alle Olimpiadi di Pechino 2008 raggiungendo l’oro nella categoria +91 kg. Dopo 20 anni dall’oro di Giovanni Parisi (Seul 1988) l’Italia torna a vincere l’oro nel pugilato. Il 12 agosto 2012 alle Olimpiadi di Londra prende la medaglia d’argento dopo un verdetto contestato contro l’inglese Anthony Joshua.

Vince il bronzo ai Mondiali del 2005 a Mianyang in Cina, è oro ai campionati mondiali di Chicago 2007, il 12 settembre 2009 si riconferma campione del mondo dei supermassimi battendo a Milano l’ucraino Roman Kapitonenko.

Medaglia di bronzo a Almat in Kazakistan nel 2013 perdendo la semifinale con l’azero Medizov. Ritrova l’oro ai Giochi del Mediterraneo di Almeria in Spagna nel 2005. Il 19 giugno 2009 viene nominato portabandiera della delegazione italiana ai Giochi del Mediterraneo del 2009 a Pescara, è la prima volta per un pugile, e lui vince l’oro. Si ripete 4 anni dopo nel XVII giochi del Mediterraneo a Mersin in Turchia portando a tre le medaglie d’oro ai Giochi del Mediterraneo. Dal 2004 al 2007 vince consecutivamente 4 campionati della comunità europea.

Chiude la carriera il 29 aprile 2016 con un successo sul francese Ahmed El Gazi al PalaBadminton di Milano.

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