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La Maremma è arancione: 5 bandiere del Touring

Le bandiere arancioni che premiano i paesi dell’entroterra vanno a Massa Marittima, Sorano, Pitigliano, Manciano e Santa Fiora
Le 5 bandiere arancioni della Maremma: Massa Marittima, Sorano, Pitigliano, Manciano e Santa Fiora
Le 5 bandiere arancioni della Maremma: Massa Marittima, Sorano, Pitigliano, Manciano e Santa Fiora

GROSSETO. Sono cinque i paesi maremmani che hanno avuto, per il triennio 2024-2026, la bandiera arancione del Touring Club Italiano.

Le bandiere arancioni sono state assegnate alla Bit di Milano, la Borsa internazionale del turismo, dal Tci alla presenza del ministro del turismo, Daniela Santanchè  e di oltre 200 sindaci da tutta Italia. In tutto le bandiere sono 281, di cui 277 confermate e 4 nuove, fra cui, in Toscana, Bagnone (Ms) e Sinalunga (Si).

Le 281 bandiere arancioni assegnate  rappresentano l’8% delle oltre 3.500 candidature analizzate da Touring Club Italiano negli ultimi 25 anni. Di queste, il 18% è riuscito comunque a conquistare la certificazione dopo aver intrapreso un percorso di crescita e aumento della qualità dell’offerta suggerito dai piani di miglioramento studiati ad hoc dal Touring Club Italiano e redatti per vari comuni candidati.

43 bandiere arancioni in Toscana, 5 in Maremma

In Toscana, quindi, salgono a 43 le bandiere arancioni, rendendola la regione più “arancione” d’Italia:

  • 2 in provincia di Pistoia – Abetone Cutigliano e Collodi (frazione di Pescia);
  • 3 in provincia di Arezzo – Anghiari, Castiglion Fiorentino e Lucignano;
  • 3 nel fiorentino – Barberino Tavarnelle, Certaldo e Vinci;
  • 2 in provincia di Lucca – Barga e Montecarlo;
  • 8 in provincia di Pisa – Casale Marittimo, Casciana Terme Lari, Castelnuovo di Val di Cecina, Monteverdi Marittimo, Peccioli, Pomarance, Vicopisano e Volterra;
  • 17 in provincia di Siena – Casole D’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Cetona, Chiusi, Montalcino, Montefollonico (frazione di Torrita di Siena), Montepulciano, Monteriggioni, Murlo, Pienza, Radda in Chianti, Radicofani, San Casciano dei Bagni, San Gimignano, Sarteano, Trequanda e la nuova entrata Sinalunga;
  • 2 in provincia di Massa-Carrara – Fosdinovo e la nuova entrata Bagnone;
  • 5 in provincia di GrossetoManciano, Massa Marittima, Pitigliano, Santa Fiora e Sorano;
  • 1 nel livornese – Suvereto.

Bandiera arancione, sinonimo di eccellenza

La bandiera arancione viene assegnata attraverso un processo di certificazione ai comuni dell’entroterra che sanno esprimere grandi eccellenze in termini ambientali, culturali, enogastronomici, di accoglienza e di innovazione sociale e che trovano nel turismo una concreta opportunità di rilancio, nonostante le difficoltà dovute alla situazione di marginalità.

Il Touring Club Italiano – che per primo aveva colto il potenziale turistico dell’Italia meno conosciuta e dei piccoli centri dell’entroterra – 25 anni fa ha risposto a un’istanza della Regione Liguria e – insieme a Regioni, comuni e altri enti territoriali – ha aiutato a mutare radicalmente consapevolezza, percezione e modello di sviluppo dei borghi e dei piccoli comuni, contribuendo a trasformarli da ambito marginale a destinazione di tendenza.

La bandiera arancione è una certificazione, sostenuta da un modello rigoroso, pensata dal punto di vista del viaggiatore e della sua esperienza di visita, ha una validità di tre anni e, premiando le realtà più virtuose, è anche uno stimolo per un miglioramento continuo, che porta benefici reali e tangibili per le realtà coinvolte.

I Comuni “arancioni” sono ulteriormente migliorati

Secondo i dati emersi dall’analisi del 2023, infatti, il 67% dei comuni Bandiera Arancione ha registrato un punteggio più alto rispetto a quello del 2020. I comuni certificati – che già si distinguevano per elevati standard qualitativi – hanno migliorato ulteriormente la propria accoglienza, dimostrando un impegno crescente nella tutela e nella valorizzazione del loro patrimonio storico-culturale, paesaggistico e ambientale.

Il sistema ricettivo e ristorativo, per esempio, è stato potenziato nel 50% dei comuni, con alcune località che hanno raddoppiato il numero di strutture e quasi triplicato i posti letto, principalmente di tipo extra-alberghiero.

La sostenibilità ambientale, già elemento distintivo dei borghi certificati, ha visto un ulteriore miglioramento nel 75% dei comuni. Tra questi, il 54% si è distinto per una gestione particolarmente virtuosa dei rifiuti, portandoli ad occupare i primi posti nella classifica generale italiana.

Una forte vocazione green

Il 90% dei borghi bandiera arancione, inoltre, ha sviluppato una forte vocazione green confermata anche dall’installazione di oltre 700 colonnine di ricarica per veicoli elettrici su tutto il territorio italiano. Un risultato sorprendente se si pensa che più della metà dei comuni italiani (58%) non ha punti di ricarica di accesso pubblico installati nelle proprie aree di competenza.

Le bandiere arancioni, infine, si distinguono anche per il coinvolgimento delle comunità locali nella risoluzione di problemi diffusi, ne è un esempio l’adozione di formule come quella della cooperativa di comunità, e per la forte spinta all’inclusività sociale, anche nell’offerta di servizi rivolti al turista.

Tutti questi dati testimoniano, ancora una volta, la qualità del turismo che si può vivere e ritrovare nelle bandiere arancioni: slow, autentico, accogliente e soprattutto rispettoso dell’ambiente e delle comunità ospitanti.

 

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