GROSSETO. Reparto di Pneumologia pieno e pronto soccorso preso d’assalto: l’influenza sta continuando a mettere a letto decine e decine di maremmani, che hanno cominciato l’anno nuovo con febbre, tosse, raffreddore e difficoltà respiratorie.
I dieci letti del reparto sono occupati, così come i quattro che sono dedicati all’unità di terapia intensiva pneumologica.
Un quadro che conferma come l’inverno 2026 si sia aperto con un forte impatto dell’influenza sulle strutture sanitarie locali.
Influenza e insufficienza respiratoria
La maggior parte dei ricoveri registrati nelle ultime settimane è riconducibile a quadri di insufficienza respiratoria, spesso associati a polmoniti, in molti casi provocati dal virus influenzale.
I pazienti arrivano soprattutto dal pronto soccorso, dove si registra un aumento consistente di accessi per sintomi febbrili persistenti, tosse e dolori diffusi.
Quando i sintomi coinvolgono la funzione respiratoria, i casi più complessi vengono valutati dagli specialisti e, se necessario, indirizzati al ricovero in Pneumologia.
Terapia intensiva e ventilazione non invasiva
Una parte dei pazienti presenta condizioni tali da richiedere il trasferimento in terapia intensiva pneumologica, dove vengono sottoposti a supporto ventilatorio non invasivo, utilizzato nei casi di insufficienza respiratoria grave con accumulo di anidride carbonica.
Altri restano invece nella degenza ordinaria, ma il risultato è lo stesso: reparti pieni e alta pressione assistenziale.
Non solo anziani: ricoveri anche tra i 30 e i 40 anni
A destare particolare attenzione è il fatto che non tutti i pazienti ricoverati sono anziani o fragili.
Negli ultimi mesi sono stati registrati ricoveri anche in persone tra i 30 e i 40 anni, senza patologie particolarmente gravi pregresse.
Restano più esposte le categorie considerate a rischio – come fumatori, ex fumatori, asmatici e chi soffre di bronchite cronica – ma l’andamento dei ricoveri conferma che il virus influenzale può colpire in modo serio anche soggetti giovani e apparentemente sani.
L’influenza non è più una malattia “banale”
Il quadro che emerge è quello di un’influenza sempre meno sottovalutabile. Il virus mostra una particolare affinità con l’apparato respiratorio e può provocare complicanze anche importanti, fino alla necessità di ricovero in terapia intensiva.
Vaccino e prevenzione restano le armi principali
In questo contesto, la vaccinazione antinfluenzale resta lo strumento principale per ridurre il rischio di forme gravi e complicanze respiratorie, soprattutto per i soggetti più esposti, ma anche per i più giovani.
L’influenza continua a circolare e, come dimostra la situazione del Misericordia, può avere conseguenze rilevanti anche fuori dalle categorie tradizionalmente considerate fragili.




