CANA. Mentre le squadre dei vigili del fuoco e dei volontari anche oggi, domenica 17 agosto, continuano l’opera di bonifica, dopo il terribile incendio che a Cana ha distrutto 500 ettari di vegetazione, campi coltivati e bosco, e anche di spegnimento dei numerosi focolai di ripresa, ci scrive la moglie di uno dei tanti uomini che, da Ferragosto, stanno combattendo contro le fiamme.
Uomini che fanno il loro lavoro con passione e professionalità ma che, quando vanno su emergenze così grandi, corrono comunque grandi rischi.
E, a casa, c’è chi sta in forte pensiero per loro.
«La storia si ripete»
«Come ogni anno la storia si ripete – ci scrive Ludovica -. Incendi. Ettari di terra che in pochi minuti devastano un territorio meraviglioso come la Maremma. Nei miei occhi vive ancora la paura del rogo che devastò la pineta di Marina di Grosseto, il 18 agosto del 2012».

«A distanza di anni la paura mi tocca in ogni momento».
«Vivo con la paura e l’angoscia»
«Sono una moglie di un vigile del fuoco. Vivo con la paura e l’angoscia di sapere che mio marito, insieme ai suoi colleghi, e a tutti i volontari che si prodigano per il bene comune, rischia la vita per spegnere incendi che potrebbero essere evitati, se le mani di qualche piromane restassero ferme».
«Purtroppo queste azioni non sono solo un danno alla natura, agli animali e alle persone che vivono in quei luoghi, ma anche un dolore profondo per le famiglie di chi, come mio marito, si dedica con coraggio e sacrificio a proteggere tutti noi. L’irresponsabilità ha conseguenze terribili».
Alcune foto dell’incendio, da vicino



