VAL DI CORNIA. Tra sport all’aria aperta, un’immersione totale nella natura e il fascino magnetico della storia, la scelta di come trascorrere una giornata di relax in Val di Cornia è variegata.
Da Piombino fino ai boschi di Sassetta, passando per i borghi medievali e le spiagge di Baratti e la Costa Est ce n’è davvero per tutti i gusti.
Se state pianificando una fuga tra la storia e la natura per il ponte del 1° maggio, ecco la classifica dei migliori luoghi nascosti da visitare a piedi o in bicicletta.
Un classico intramontabile: il trekking da Punta Falcone a Baratti

Il promontorio di Punta Falcone è una tappa che unisce la meraviglia panoramica alla memoria storica. Questo parco offre una fitta rete di sentieri adatti sia a escursionisti esperti che a famiglie, che si snodano tra profumati cespugli di mirto eboschi di lecci. Camminando lungo la costa, con lo sguardo che nelle giornate limpide arriva fino alla Corsica, ci si imbatte nei resti di bunker e postazioni militari risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.
Un luogo dove la natura si è letteralmente riappropriata della storia. Per gli amanti dell’astronomia, qui si trova anche l’osservatorio astronomico cittadino.
Per chi cerca una sfida di trekking più impegnativa, da non perdere il celebre sentiero che da Calamoresca conduce a Baratti: un percorso a picco sul mare che attraversa la macchia mediterranea regalando scorci mozzafiato e un contatto primordiale con la costa toscana.
Lungo l’itinerario, i più audaci possono spingersi fino a Populonia Alta, concedendosi una deviazione impegnativa ma rigenerante verso Buca delle Fate e Cala San Quirico, dove la fatica della salita è ampiamente ripagata da scorci rari e un panorama da togliere il fiato.

Il Parco della Sterpaia: un’oasi dunale da Bandiera Blu
Esteso nell’ampio golfo compreso tra Piombino e Follonica, il Parco della Sterpaia occupa una superficie di circa 296 ettari. Le sue spiagge, caratterizzate da una sabbia chiara e finissima, sono state insignite fin dal 2008 della prestigiosa Bandiera Blu.
L’arenile è delimitato da una stretta fascia dunale popolata da una vegetazione capace di resistere al vento salmastro.

L’area è divisa nelle località di Perelli, Carlappiano, Mortelliccio, il Pino, Carbonifera e Torre Mozza. Le dune più ampie ospitano lembi di pineta costiera, ideali per rilassarsi all’ombra dei pini, ascoltando il tipico canto delle cicale, anche se per il loro frinio ci sarà da attendere ancora qualche settimana. Un concerto che ci accompagnerà da giugno fino a fine agosto.
Campiglia Marittima: avventura e storia al Parco di San Silvestro
Nel cuore del Parco Archeominerario di San Silvestro, la storia e lo sport si fondono in un connubio perfetto tra le attività sportive dedicate ai più piccoli e la memoria storica per i più grandi, ma con percorsi adatte anche alle famiglie con bambini.

Per i giovani biker, all’ingresso del parco (area del Temperino) si trova il Bike Skill Park, un percorso tecnico-didattico per bambini dai 6 ai 12 anni. Composto da ostacoli in legno per migliorare la tecnica di guida in mountain bike, prevede la fornitura di bici e caschetto e la presenza di guide abilitate. Le tariffe vanno dai 18 euro a persona a 30,00 per due bambini della stessa famiglia.
Per gli amanti dell’avventura sotterranea e dell’archeologia industriale, due sono le tappe obbligate: la Galleria Lanzi e il Temperino.
Un viaggio di 50 minuti a bordo di un caratteristico trenino minerario che ripercorre i tragitti ottocenteschi e del secondo dopoguerra, tra i colori dei minerali e le enormi sale di estrazione sotterranee.

Il Museo del Minatore è, invece, situato nel Morteo (la baracca metallica che fungeva da spogliatoio), racconta attraverso foto, documenti e video la dura vita dei minatori e le loro storiche lotte sindacali degli anni ’70 per salvare il sito dalla chiusura.
Suvereto e il Parco di Montioni: il borgo del sughero e i sentieri dei grandi boschi
Salendo verso l’entroterra si incontra Suvereto, uno dei borghi medievali più belli d’Italia. Cinto da mura e situato a pochi passi dall’etrusca Populonia, Suvereto domina la Val di Cornia, immerso in un paesaggio rurale fatto di ulivi secolari e fitti boschi di sughere.
Non a caso, il suo nome deriva dal suvero (il sughero), pianta che abbonda nei boschi circostanti insieme ai noti vigneti che danno vita ad alcuni dei migliori vini della regione.

La storia qui si respira ovunque, dalle concessioni dei Conti Aldobrandeschi nel 1201 fino all’epoca napoleonica con Elisa Bonaparte, la “Baciocca”.
Alle spalle del borgo, le pendici del Monte Calvi degradano verso la vasta area boscosa di Montioni. Divenuto parco provinciale è il luogo ideale per gli amanti del trekking e delle passeggiate a cavallo, grazie a una fitta rete di sentieri che si snodano tra risorse naturali e resti archeologici industriali di varie epoche, pronti ad essere scoperti.
Sassetta e il Museo del Bosco: sulle tracce dell’antica arte dei carbonai
Nel fitto dei boschi del Monte Bufalaio, nel comune di Sassetta, si trova un vero e proprio museo a cielo aperto che rappresenta l’anima più autentica e rurale di questo territorio: il Museo del bosco.

Questo spazio documenta minuziosamente la vita e le tradizioni dei carbonai, le figure eroiche che per secoli hanno trasformato il legname dei boschi in carbone. Il percorso mostra l’intera filiera produttiva gestita dal capomacchia, dal tagliatore, dal carbonaio e dal vetturino. I visitatori possono comprendere come venivano costruite le capanne nel bosco (a “dispensa” o a “gesù”), come si preparava la piazza per la cottura e la complessa arte dell’involgitura e della cottura della carbonaia, dove l’occhio esperto del capo fuoco doveva interpretare colore e odore del fumo per capire quando “scarbonare“.
Un luogo di pura memoria storica immerso nel silenzio della natura incontaminata. Le visite sono effettuabili solo su appuntamento contattando Enzo Ronco al 392 4109793 o Angiolo Acquafresca al 327 5373616, oppure via mail a arcisaxeta@gmail.com.