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Da Roccastrada al Qatar per insegnare Padel

Eva, 20 anni, è appena rientrata da Doha, dove ha lavorato 9 mesi come istruttrice per una facoltosa famiglia
Alcune immagini di Eva Barbato, al Padel Village, a Follonica in coppia con Silvia Rustighi e al Padel Maremma, con Riccardo Simi, Matilde China, Giulia Rossi e Daniela Neri
Alcune immagini di Eva Barbato, al Padel Village, a Follonica in coppia con Silvia Rustighi e al Padel Maremma, con Riccardo Simi, Matilde China, Giulia Rossi e Daniela Neri

ROCCASTRADA. 20 anni, un sogno nel cassetto, lo sport nel sangue e un discreto spirito di avventura. Quello di Eva Barbato, roccastradina, che già da piccola aveva dimostrato la sua tempra praticando motocross, la passione trasmessa dallo zio Roberto Parri, in gioventù affermato motocrossista.

Eva è appena tornata dal Qatar, dove ha vissuto per 9 mesi e ha lavorato come istruttrice privata di padel per i figli di una ricchissima famiglia qatariana. Una storia che ha il sapore della favola, ma che richiede una buona dose di coraggio per mollare tutto e partire lasciando alle spalle amici, affetti e sicurezze. Quella comfort zone che – si dice – i giovani italiani fanno fatica ad abbandonare.

Ma Eva ha voluto provarci, spinta dalla curiosità, dalla voglia di fare un’esperienza unica e non facilmente ripetibile, dal desiderio di mettere da parte un po’ di soldi e camminare sulle sue gambe verso il suo più grande desiderio: andare a vivere a Firenze e laurearsi in chitarra.

Dal tennis, al lavoro come istruttrice di padel

La giovane roccastradina è una vera sportiva. Ha giocato a tennis per 10 anni a livello agonistico, poi ha deciso di passare al padel – sempre agonistico – che pratica da 4 anni. Da 2 è istruttrice di primo livello. Dopo il diploma di scuola superiore ha cominciato a lavorare al Village padel and tennis di Grosseto, “il Village” per gli appassionati della racchetta. 

Eva Barbato con Emanuele Fommei, Gabriele Vegni e Silvia Rustighi
Eva Barbato (la prima a sinistra) con Emanuele Fommei, Gabriele Vegni e Silvia Rustighi

Ed è proprio in questa occasione che, lo scorso anno, le è passata davanti la possibilità di un’esperienza professionale fuori dall’Italia. «Una mia amica – racconta – mi ha chiesto se fossi interessata a un lavoro in Qatar. Incuriosita, ho accettato di incontrare la famiglia che stava cercando un’istruttrice di padel per i tre figli, tra i 10 e i 12 anni», racconta.

«Sono venuti a Grosseto e abbiamo fatto una prova che è andata decisamente bene, tanto che mi hanno ingaggiata praticamente subito. Un contratto di 6 mesi rinnovabili».

La partenza tra entusiasmo e timori

Decidere è stato relativamente facile. Più difficile affrontare la preoccupazione dei familiari e degli amici riguardo alla scelta di vivere, anche solo per un periodo, in un Paese lontano non tanto nello spazio, quanto nella cultura e nelle abitudini di vita. Ma la determinazione di Eva era tale da trasformare rapidamente le paure in entusiasmo.

Timori e incertezze che anche lei si è portata in valigia al momento di partire, ma che nello spazio delle 6 ore di volo si è lasciata alle spalle, fino a scomparire all’arrivo nella capitale Doha. 

«Avevo un appartamento mio e molto tempo libero, perché le lezioni di padel ai ragazzi mi impegnavano in totale 1 o 2 ore al giorno. Il resto del tempo stavo con la famiglia, che mi invitava spesso anche nella loro casa al mare, oppure andavo in giro per la città. In seguito ho conosciuto diversi italiani che vivono e lavorano in Qatar, ma abituarsi è stato faticoso perché la vita è molto diversa», racconta Eva. 

In viaggio a Londra e Parigi, poi la decisione di rientrare

Spesso la famiglia per cui Eva ha lavorato era fuori, al mare, in barca, ma anche all’estero, a Londra e Parigi in particolare. Eva andava con loro e, in più, comunicando in inglese, ha avuto anche l’opportunità di migliorare la conoscenza della lingua, finora limitata all’esperienza scolastica. 

Ma non è oro tutto quello che luccica e, malgrado le tante opportunità che questo lavoro le ha offerto, Eva, dopo 9 mesi ha deciso di non prolungare ulteriormente il contratto e, a dicembre, è rientrata in Italia.

«Con i ragazzi e i loro genitori sono stata molto bene, avevo tutti i comfort e molto tempo a disposizione per me. Il problema era come passarlo, oltre ad altri aspetti cui mi sono abituata con difficoltà. Il caldo, per prima cosa, quindi la necessità di avere ovunque l’aria condizionata. Per fare un esempio, tutti gli impianti sportivi sono al chiuso e con la temperatura controllata. Inoltre a tutto molto caro per cui, anche con un buon stipendio, fare vita sociale è molto costoso», spiega Eva.

«Per il resto, Doha è una città avveniristica, molto particolare, pulita, tranquilla. Ma, un po’ per il clima che non rende agevole vivere all’aperto, un po’ per le sue stesse caratteristiche, la vita si svolge al chiuso. Ci sono enormi centri commerciali dove i qatariani facoltosi praticano il loro hobby preferito che è fare shopping. Ma certo non è alla portata di tutti», aggiunge.

Insomma, per quanto tutto molto bello, alla fine, Eva ha deciso di tornare.

«Mi mancava la mia famiglia, i miei amici, le cose semplici e di tutti i giorni, che a volte possono sembrare banali, ma che sono la base della vita quotidiana», dice.

«Una bella esperienza, ma non la rifarei»

«Ho conosciuto tante persone, ho stretto amicizie – racconta Eva – mi sono calata in un mondo molto diverso, una cultura per me completamente nuova, ma è stato come vivere in una dimensione parallela, che non consente di costruire niente. Una bella esperienza che, però, non rifarei. E se torno in Qatar, sarà com turista. Certo, se invece di Doha fosse stata New York sarei rimasta», scherza.

La chitarra e Firenze, il sogno di Eva

E ora non resta che dare gambe a un progetto nuovo, che suona come un progetto di vita. Accanto allo sport, la giovane roccastradina coltiva anche un’altra grande passione: la musica. Studia chitarra con Andrea Bonucci che ha seguito on line anche dal Qatar. Ovviamente continuerà con il padel e lo sport, ma bisogna sempre avere davanti più strade. questo Eva lo ha capito bene.

Eva durante una recente esibizione a Roccastrada
Eva durante una recente esibizione a Roccastrada

«Sono al primo anno di diploma e vorrei fare tutti e tre gli anni, più i due di laurea. Potrebbe essere uno sbocco professionale, perché no? alla fine le occasioni arrivano quando meno ce le aspettiamo. Io ora ne sto aspettando, anzi costruendo un’altra: andare a vivere a Firenze. Il lavoro in Qatar mi ha permesso di mettere da parte un po’ di risparmi con i quali vorrei trasferirmici. Poi quando sono lì trovo anche un lavoro!».

E c’è da scommettere che Eva Barbato ci riuscirà.

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