In piazza la rabbia degli operai: «Vogliamo tornare a lavorare» | MaremmaOggi Skip to content

In piazza la rabbia degli operai: «Vogliamo tornare a lavorare»

Manifestazione dei lavoratori Liberty Magona: 479 dipendenti senza stipendio di agosto. I sindaci chiedono risposte e un nuovo acquirente serio
Due immagini della Magona di Piombino e il sindaco Francesco Ferrari durante il suo discorso
Due immagini della Magona di Piombino e il sindaco Francesco Ferrari durante il suo discorso davanti al Comune

PIOMBINO. È durata circa due ore la manifestazione dei lavoratori Liberty Magona, dalle 15 di quest’oggi, martedì 30 settembre, si è conclusa intorno alle 17. Tantissime le persone che hanno partecipato alla mobilitazione, presenti anche la sindaca di Campiglia Marittima, Alberta Ticciati, la sindaca di Suvereto Jessica Pasquini, e Vincenzo Tuvé, consigliere di San Vincenzo, oltre a Francesco Ferrari, sindaco di Piombino.

La manifestazione

Il ritrovo in una piazza Cappelletti gremita di persone scese in piazza per difendere la dignità di chi alla Magona lavora. Sono 479 le persone che ancora non hanno ricevuto lo stipendio di agosto. Liberty ha abbandonato lo stabilimento, non mantenendo le promesse prese di fronte al pubblico ministero. Gli impegni presi con il Governo non sono stati portati a termine: il 25 settembre non c’è stato nessun accredito sui conti correnti dei lavoratori.

«Non è accettabile che non si venga retribuiti – dice chi alla Magona lavora – Non vediamo lo stipendio da luglio. Dobbiamo mantenere la nostra famiglia, pagare le spese. I soldi sarebbero dovuti arrivare il 25, invece, dello stipendio non c’è traccia. Solitamente viene caricato a partire dall’ottavo giorno del mese successivo. Oggi è il 30 settembre».

Sindaci e consiglieri in piazza

Jessica Pasquini, sindaca di Suvereto, Alberta Ticciati sindaca di Campiglia Marittima, e il consigliere di San Vincenzo, Vincenzo Tuvé si sono uniti al sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, e si sono stretti ai lavoratori della Magona, condividendo le stesse prospettive:

«Ringrazio i lavoratori e i sindacati che hanno organizzato questa mobilitazione per la dignità del lavoro – dice la sindaca Jessica Pasquini -. La Magona ha contribuito a costruire comunità, a dare dignità attraverso il lavoro. Per questo non possiamo rimanere indifferenti di fronte alla crisi che state vivendo, al dramma dei mancati pagamenti degli stipendi. È inaccettabile che nel 2025 ci siano lavoratori che devono attendere settimane, mesi, per ricevere ciò che spetta loro per diritto. Il lavoro va rispettato, tutelato, garantito».

Pasquini: «Non siete soli»

Pasquini, Ticciati e Tuvé alla manifestazione del 30 settembre
Pasquini, Ticciati e Tuvé alla manifestazione del 30 settembre

«Oggi io sono qui come sindaco non solo per portare la vicinanza del Comune di Suvereto ma per testimoniare che saremo al vostro fianco come istituzione insieme a tutti i comuni per chiedere al governo che prenda in mano la situazione per risposte immediate e un futuro concreto. Pretendiamo che gli stipendi vengano pagati, che i posti di lavoro vengano salvaguardati, che il futuro di questa fabbrica non venga abbandonato all’incertezza. un territorio che perde lavoro, perde pezzi della propria anima.

«A voi, lavoratrici e lavoratori, dico: non siete soli – conclude Pasquini – La vostra battaglia è la battaglia di tutti noi. Perché difendere il lavoro alla Magona significa difendere il futuro della Val di Cornia e delle nostre famiglie».

Cassa integrazione e nuovo proprietario: due fronti decisivi per il futuro di Magona

Adesso sono due i fronti aperti decisivi per il futuro della Magona. Il primo fronte riguarda la cassa integrazione, l’altro il passaggio di mano dell’azienda.

«Sono due fronti che non solo non possiamo abbandonare ma che dobbiamo affrontare con ancor più determinazione – dichiara il sindaco Ferrari in una nota – Fino a ieri chiedevamo con forza al Ministero del Lavoro un decreto urgente per consentirne l’anticipazione: il decreto è arrivato, ma adesso la priorità è che l’Inps eroghi le somme nel più breve tempo possibile, così che le famiglie non debbano attendere oltre. Sappiamo però che la cassa integrazione non coprirà tutti. È inaccettabile che chi continua a lavorare per garantire la sicurezza degli impianti resti senza alcun riconoscimento, così come è inaccettabile che i lavoratori interinali e le loro famiglie rimangano senza tutele. Dobbiamo trovare soluzioni anche per loro».

«Il governo aveva fissato la prossima riunione per l’8 ottobre. Abbiamo chiesto con decisione di anticiparla e così sarà: dopodomani torneremo a confrontarci. Un segnale di sensibilità che riconosciamo al governo, chiamato, insieme a tutti noi, ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità».

Il passaggio ad un altro gestore

Francesco Ferrari durante il discorso per i lavoratori della Magona
Francesco Ferrari durante il discorso per i lavoratori della Magona

«Diciamolo con chiarezza: l’attuale proprietà di Liberty Magona non è all’altezza né dei suoi lavoratori né della città. Non è tollerabile prendere impegni ufficiali – come quello di pagare gli stipendi entro il 25 settembre – e poi disattenderli. La chiave del futuro è dunque il passaggio a un soggetto solido, affidabile e realmente interessato a investire. Le verifiche del governo hanno confermato la volontà del potenziale acquirente di acquisire l’azienda: non c’è più tempo da perdere. Occorre procedere con determinazione nella procedura negoziale affinché un nuovo proprietario, serio e responsabile, si faccia carico non solo dello stabilimento, ma anche dei lavoratori, dell’indotto e della città».

«Solo così potremo chiudere rapidamente questa parentesi grigia che ha colpito uno stabilimento da sempre punto di riferimento per Piombino e per tutto il territorio. Per giungere agli obiettivi serve l’impegno di tutte le componenti di questa partita e la prosecuzione di un sforzo, che c’è stato e ci sarà, dei sindacati e l’impegno di una politica locale che non si limiti a esprimere solidarietà ma che agisca anche oltre le propri prerogative istituzionali».

La volontà dei lavoratori Magona

Ottimizzare i tempi per avere la cassa integrazione dall’INPS, in questa circostanza è opportuno, ma non è questa la volontà più sentita dai lavoratori:

«Il nostro scopo principale non è avere la cassa integrazione, ma quello di tornare a lavorare. Dobbiamo fare di tutto per far sì che questa società vada in mano a persone responsabili. Liberty ci ha illuso con promesse non adempiute. C’è gente che è costretta ad andare a lavoro per la tutela degli impianti e altre cose che non possono essere abbandonate. Andando a lavoro, però, non si ha diritto alla cassa integrazione, queste ore non pagate, prima o poi lo saranno? Chissà. Attendiamo adesso la nuova riunione dell’8 di ottobre, con la speranza che qualcosa di meglio possa uscire».

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