Magona, dramma senza fine: stipendi ancora bloccati, Trasteel frena sull’affitto | MaremmaOggi Skip to content

Magona, dramma senza fine: stipendi ancora bloccati, Trasteel frena sull’affitto

Liberty Magona, stipendi ancora bloccati e futuro incerto: Trasteel frena sull’affitto, i sindacati convocano l’assemblea. Simiani (PD) attacca il governo: «Succube delle multinazionali»
La Magona a Piombino
La Liberty Magona di Piombino

PIOMBINO. La crisi Liberty Magona si fa sempre più drammatica. Nei giorni scorsi l’azienda aveva assicurato ai sindacati e ai lavoratori che oggi, 25 settembre, sarebbero arrivati i soldi necessari a saldare gli stipendi arretrati, con pagamento previsto il 26. Ma la promessa si è infranta: la proprietà ha comunicato che i fondi potrebbero – forse – arrivare solo il 30 settembre, senza alcuna certezza.

Stipendi ancora fermi, sindacati sul piede di guerra

La notizia è piombata come un macigno su lavoratori e famiglie, che ormai da settimane attendono invano le spettanze. Subito i sindacati hanno convocato un’assemblea urgente nello stabilimento di Piombino.

Il clima è di grande tensione: senza certezze sui pagamenti e con un futuro industriale sempre più incerto, il malcontento cresce di ora in ora.

Trasteel frena sull’affitto del ramo d’azienda

A complicare lo scenario, le difficoltà nelle trattative con Trasteel, la società svizzera che aveva manifestato interesse per Magona.

L’azienda, infatti, non sembra intenzionata ad affittare il ramo d’azienda – come richiesto dalla proprietà – ma solo a fornire i materiali utili a riavviare la produzione. Solo successivamente valuterà se procedere o meno a un eventuale acquisto. Una frenata che mette a rischio la ripartenza e alimenta le incertezze sul destino dello stabilimento.

Simiani (PD): “Meloni incapace di farsi rispettare dalle multinazionali”

Durissimo l’intervento del deputato Pd Marco Simiani, che parla di “fatto gravissimo e inaccettabile”:

«Non si può chiedere ai lavoratori di garantire la continuità produttiva senza retribuzione e senza certezze sul futuro. È urgente sbloccare il decreto per il pagamento diretto dall’Inps della Cassa Integrazione e arrivare rapidamente a un accordo con Trasteel. Il 30 settembre sarà una data decisiva: servono risposte immediate sia sul fronte delle spettanze che su quello della prospettiva industriale».

Il parlamentare dem chiede al ministro Urso di anticipare l’incontro previsto per l’8 ottobre e di assumersi “la responsabilità di tutelare lavoratori e stabilimento”. Poi l’affondo contro il governo:

«È ormai evidente come questo esecutivo sia palesemente incapace non solo di programmare qualsiasi tipologia di politica industriale, ma persino di farsi rispettare dalle multinazionali straniere inadempienti».

Futuro appeso al 30 settembre

Con stipendi ancora non pagati e la trattativa con Trasteel in stallo, lo spettro della crisi si allunga nuovamente su Piombino. Per i lavoratori di Magona, il 30 settembre potrebbe diventare una data decisiva: giorno in cui, forse, arriveranno i fondi per gli stipendi e si chiariranno le prospettive sul futuro industriale dello stabilimento. Fino ad allora, l’incertezza regna sovrana.

Il comunicato dei sindacati

Questo il comunicato di Fim-Fiom-Uilm 

«La direzione Liberty Magona, dopo un aggiornamento con tutto il comitato di direzione, ci ha convocato alle 12.30 per comunicarci che il bonifico previsto dal settore finanziario Liberty non è arrivato come invece era previsto per oggi (25 settembre, ndr) e come ci era stato comunicato nei giorni scorsi e stanno valutando come risolvere e pagare gli stipendi entro fine mese».

«Ci siamo tutti attivati per accelerare al massimo i tempi del pagamento, ma per chiarezza ad oggi manca ancora il decreto per il pagamento diretto dall’Inps della cassa Integrazione ed abbiamo chiesto un incontro urgente al direttore Inps».

«Ci comunicano che stanno continuando a trattare con Transteel per fare con loro entro fine mese un accordo di inserimento nella Certificazione Negoziale della Crisi (CNC) per arrivare ad un affitto dello stabilimento che potrebbe dare risposte anche per il pagamento dello stipendio attuale e per i futuri stipendi».

«Ribadiamo che non si può chiedere ai lavoratori di andare a lavoro senza che gli siano stati pagati nemmeno gli stipendi di agosto e senza certezze sul pagamento dello stipendio corrente non siamo disponibili a fare partire le attività, escluso i comandati per salvaguardare lo stabilimento».

«A questo punto il 30 settembre diventa una data determinante sia per avere certezze degli stipendi, sia per la definizione dell’accordo con Transteel».

«Ci attiviamo fin da subito con le segreterie nazionali Fim-Fiom-Uilm e contemporaneamente convochiamo un’assemblea con tutti i lavoratori per il giorno 30 settembre alle ore 15 presso il Comune di Piombino dove si terrà un presidio perché, se non avremo certezze su questi punti, occorre che anche il sindaco si attivi con il ministero per anticipare la convocazione prevista per l’8 ottobre».

Ferrari e Nigro: «Chiesto incontro urgente al ministero»

Rabbia da parte del sindaco Francesco Ferrari e dall’assessora Sabrina Nigro.

«Riteniamo estremamente grave e profondamente preoccupante il fatto che ancora una volta Liberty Magona non abbia provveduto al pagamento degli stipendi ai propri lavoratori, malgrado gli impegni assunti nei giorni scorsi».

«Non si tratta di un ritardo accidentale o marginale: è una violazione inaccettabile di un diritto fondamentale, che colpisce centinaia di famiglie, mette in ginocchio il tessuto sociale locale e getta dubbi profondi sull’affidabilità dell’azienda».

«Ci chiediamo come la società possa continuare a chiedere ai lavoratori di prestare la propria opera senza alcuna garanzia che verranno retribuiti per il lavoro già svolto».

«La data del 30 settembre, indicata dai sindacati, diviene, quindi, cruciale come discrimine fra una risposta concreta e la dissoluzione degli impegni presi. Riteniamo anche che l’accordo con Transteel non possa costituire l’alibi per procrastinare all’infinito le responsabilità dell’azienda madre, che deve fin d’ora farsi carico dei debiti retributivi e delle proprie responsabilità industriali».

«Proprio per l’estrema gravità del reiterato mancato pagamento, abbiamo contattato il Mimit chiedendo e ottenendo che la convocazione per il tavolo prevista per l’8 ottobre sia anticipata con urgenza, affinché si intervenga tempestivamente e non si perda ulteriore tempo prezioso».

«Chiediamo inoltre che il Governo consideri da subito misure ponte, almeno in via emergenziale, per dare garanzie ai lavoratori in attesa del perfezionamento dell’operazione industriale che dovrà salvare lo stabilimento».

«Come Amministrazione resteremo al fianco dei lavoratori, solleciteremo ogni istituzione competente, vigileremo affinché non si consumi un’ennesima beffa ai danni della comunità piombinese».

 

 

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