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In dispensa da mesi, ecco cosa si rischia

Con l’avvicinarsi alle feste di Natale scatta la corsa a riempire congelatori e scaffali. Ma i cibi hanno una scadenza: ne parla l’esperto
Il dottor Giorgio Briganti, direttore del dipartimento di prevenzione sanità pubblica e sicurezza alimentare e dell’unità operativa complessa igiene alimenti di origine animale dell’Asl sud-est

GROSSETO. Con l’avvicinarsi delle feste di Natale, ma in generale durante tutto l’anno, in ogni casa nelle dispense ma anche nei congelatori, ci sono sicuramente prodotti alimentari inutilizzati da tempo.

Controllare le date di scadenza in modo sistematico, oltre che fare bene alla salute fa bene anche al portafogli, visto che alla fine andare a fare la spesa è diventato sempre più costoso. E lasciare andare i cibi oltre il consentito delle indicazioni è un vero “delitto”.

Una situazione, questa, che coinvolge praticamente tutte le famiglie: dal pacco di pasta al barattolo dei sottaceti, magari rimasto nascosto nello scaffale da anni. Oltre tutto, si occupa anche spazio inutilmente.

I consigli da dare ovviamente sono quelli del buonsenso: comprare cibi che si vogliono mangiare e tenere come “riserva” solo quelli che hanno comunque una scadenza più lunga.

Cibi in frigo e cibi in dispensa

Il dottor Giorgio Briganti, dal 2021 direttore del dipartimento di prevenzione sanità pubblica e sicurezza alimentare e dell’unità operativa complessa igiene alimenti di origine animale dell’Asl sud-est, spiega come comportarsi.

Giorgio Briganti

«I cibi si dividono in sostanza in due categorie: quelli deperibili e non deperibili – spiega Briganti – e le informazioni sono tutte nelle etichette dove viene spiegato un quadro preciso del prodotto. Inoltre bisogna fare attenzione alle diciture. Data di scadenza significa che il termine è perentorio, giorno-mese-anno. Gli alimenti poco stabili sono quelli da frigo come latte, yogurt, ma anche mozzarelle e latticini in genere. I cibi invece con la scritta “scadenza preferibilmente entro il…“ hanno bisogno di un minimo di conservazione e certamente non vanno consumati a distanza di mesi, come una conserva per esempio. In tutti i casi oltre la scadenza il rischio è che il cibo e gli alimenti possano essere nocivi e sicuramente avranno perso le caratteristiche nutrizionali».

Cibi conservati in una dispensa

Le condizioni di mantenimento del cibo

Leggere sempre le etichette. È questo uno dei consigli dell’esperto. 

«Come la scadenza anche le condizioni di come mantenere i cibi e gli alimenti – conferma Briganti – sono scritte nelle etichette. Generalmente tutti vanno tenuti in luoghi asciutti, al riparo dal sole (come le confezioni dell’acqua minerale nelle bottiglie di plastica). L’importante è leggere sempre le indicazioni e fare attenzione agli allergeni».

I congelati

«Discorso diverso sono i cibi congelati – spiega ancora il dottor Briganti – e anche qui ci sono due tipi di alimenti. I cibi che nascono già “congelati” e quelli congelati in casa. I primi hanno l’etichetta di conservazione che va dunque rispettata, mentre per quelli casalinghi il consiglio è di congelare parti modeste, un esempio è il petto di pollo. Il congelamento in questo caso deve essere rapido e veloce. Al massimo ad esempio, la conservazione del roast beef, è di qualche mese. Se tenuta più a lungo, la carne perde la sua consistenza, così come un sugo o la selvaggina».

Come scongelare un prodotto

«Un altro consiglio importante da non sottovalutare – dice ancora Briganti – è lo scongelamento. Come nel congelamento anche lo scongelamento deve essere il più rapido possibile, e bisogna evitare di farlo a temperatura ambiente. Meglio procedere prima all’interno del frigorifero, con un forno a microonde, o al massimo mettendo il cibo congelato sotto l’acqua calda. Il rischio anche in questo caso di uno scongelamento poco accurato è quello della perdita bromatologica: in sostanza non avere più i fattori nutritivi che compongono l’alimento, come glucidi, protidi, lipidi, vitamine e minerali».

 

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