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Il vescovo Giovanni ordina due nuovi preti e un diacono

Si tratta degli attuali diaconi Claudio Bianchi e Simone Castellucci, che diventeranno preti e del seminarista Alessandro Ortalli
Claudio Bianchi, Simone Catellucci e Alessandro Ortalli

GROSSETO. La Chiesa di Grosseto si prepara a concludere l’anno liturgico, che coincide con la solennità di Cristo re dell’universo, in un modo bello e lieto. Domenica 26 novembre, infatti, il vescovo Giovanni Roncari ordinerà due nuovi preti e un diacono

Si tratta degli attuali diaconi Claudio Bianchi e Simone Castellucci, che diventeranno preti per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo Giovanni, e del seminarista Alessandro Ortalli

La Messa delle ordinazioni si terrà nella cattedrale di Grosseto, con inizio alle 17.30

Una celebrazione unica

Proprio per l’importanza dell’evento, che coinvolge tutta la comunità diocesana, il vescovo ha disposto che domenica pomeriggio l’unica celebrazione sia quella della cattedrale. Dunque non si terranno le Messe pomeridiane nelle parrocchie.  

Intanto venerdì 24 novembre, alle 21.15 nella cappella del Seminario (via Ferrucci 11), si terrà una veglia diocesana di preghiera. 

«È un dono grande quello che ci apprestiamo a vivere -commentano don Gian Paolo Marchetti e don Marco Gentile, rispettivamente rettore e vice rettore del Seminario vescovile di Grosseto – L’ultima ordinazione presbiterale di un nostro seminarista risaliva al giugno 2020, ma grazie a Dio il nostro seminario è stato e continua ad essere pieno di giovani che desiderano camminare per verificare con serietà e libertà la loro chiamata. Dietro a Claudio, Simone e Alessandro ci sono, infatti, giovani che, nei diversi gradi di formazione teologica, stanno portando avanti il percorso e ci sono due giovani che hanno iniziato il cosiddetto anno propedeutico, un periodo di verifica prima dell’ingresso vero e proprio come seminaristi».

Chi sono i tre candidati alle ordinazioni 

 Claudio Bianchi ha 49 anni ed è grossetano. «Vivevo una vita piena – ha raccontato al settimanale diocesano Toscana Oggi – ma c’era sempre un alone di insoddisfazione generale che pervadeva tutto quello che vivevo e sminuiva le buone cose che facevo. Ho iniziato un percorso, prima con la Ronda della solidarietà e ho vissuto un’esperienza missionaria in Albania. Rientrato a Grosseto, ho ripreso il mio cammino di fede. Ho vissuto esperienze importanti prima nei frati cappuccini, poi tra i monaci di Siloe, ma lo studio della teologia mi ha aiutato a comprendere che ero chiamato a essere prete diocesano. Ho completato così il mio percorso nel Seminario diocesano e gli studi alla Facoltà teologica dell’Italia centrale e ora mi appresto a questo decisivo passo. Il mio sogno? Essere un uomo di Dio, dalla cui umanità traspaia un Altro». Claudio è impegnato nella parrocchia dell’Addolorata e nella Caritas diocesana

Simone Castellucci è il più giovane dei tre ordinandi. 30 anni, originario di Marta, vive a Grosseto con la famiglia da alcuni anni. Attualmente studia alla Gregoriana storia della Chiesa con indirizzo beni culturali e nel fine settimana opera nella parrocchia del Cottolengo. «Sono felice del cammino di questi anni – ha raccontato a Toscana Oggi – Quando ho chiesto di entrare in Seminario non conoscevo nessuno e nessuno conosceva me. Abbiamo camminato e mi sono sempre sentito accompagnato nel mio percorso. Ho avuto tanti momenti, grandi e piccoli, in cui ho avuto la conferma che la scelta che avevo preso era quella che era preparata per me e ora, pur sentendomi cresciuto, desidero conservare quei sentimenti che mi hanno mosso all’inizio, perché accompagnino la mia vita di prete».

Alessandro Ortalli, 34 anni, arriva invece dal Veneto. Più precisamente da Schio. «Sono approdato in Toscana – racconta – perché, cresciuto voi Cappuccini, desideravo verificare la mia vocazione stando nei luoghi francescani toscani. Così, terminato il conservatorio (è diplomato in organo) e portati avanti, da laico, gli studi teologici, ho fatto esperienze a Cortona e Montevasale dove, assieme ai frati, ho compreso di essere più adatto a essere prete diocesano. Vivo il mio diaconato, che riceverò domenica, come una grande opportunità per vivere fino in fondo la dimensione di Cristo servo: se non impariamo a servire non potremo poi esercitare appieno la paternità tipica di un prete».

In Diocesi Alessandro è arrivato un anno e mezzo fa. Ha trascorso un intero anno pastorale nella parrocchia Madre Teresa: «È stata – dice – un’esperienza bellissima che mi ha molto formato». Ora svolge servizio in cattedrale.

 

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