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Il rosso di Maremma tra i primi al mondo

Nella Best wine of the world competition è 14esimo, dalla terra di Capalbio l’annata 2019 conquista i palati dei giudici
Monteverro 2019
Monteverro 2019

CAPALBIO. È tra i primi 20 migliori vini al mondo. La prestigiosa Best wine of the world competition, una delle competizioni più sfidanti del panorama enoico, ha inserito nella classifica il rosso di punta della cantina di Capalbio. Il Monteverro 2019.

Nel 2017 Matthieu Taunay, enologo del team Monteverro, si era aggiudicato il premio Best winemaker of the world.

La classifica raccoglie i migliori vini rossi del mondo. Quasi 8.000 i concorrenti provenienti da ogni angolo del globo.

La competizione è organizzata attraverso il portale Tastingbook.com. I vini finalisti sono stati degustati due volte alla cieca da una giuria di 23 degustatori professionisti provenienti da 9 Paesi diversi. 

Il successo del Monteverro 2019

Il Monteverro 2019 è stato inserito al quattordicesimo posto tra i migliori 20 vini al mondo. È il vino italiano più in alto nella classifica (l’altro è un Barolo, in sedicesima posizione). Il risultato è una sorpresa in una classifica dominata da vini californiani e francesi.

«È una bellissima soddisfazione che va al di là della semplice competizione – dice il team di lavoro di Monteverro – Siamo davvero orgogliosi perché il nostro Monteverro 2019, un super tuscan elegante e autentico, è ancora giovane come annata, ma già mostra tutte le sue potenzialità. È un vino da prendere e tenere in cantina qualche anno, così da poterlo degustare al massimo della sua espressione».

Monteverro non è nuova ai premi

La competizione oltre ai vini valuta anche gli enologi. Nel 2017 ad avere la meglio in questa categoria è stato proprio Matthieu Taunay, dal 2003 enologo di Monteverro, che si è aggiudicato, appunto, il Best winemaker of the World. Nato e cresciuto nella valle della Loira, Taunay ha studiato viticoltura ed enologia in Borgogna e in Champagne. Ha poi viaggiato tra Napa Valley, Sudafrica, Nuova Zelanda e Cile, per approdare poi in Toscana a inizio anni duemila. Qui ha seguito, fin dai suoi esordi, Monteverro.

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