Il magico alone lunare nel cielo di Grosseto. Ecco cos'è | MaremmaOggi Skip to content

Il magico alone lunare nel cielo di Grosseto. Ecco cos’è

Nel cielo di Grosseto domenica 21 sera il curioso fenomeno: è causato dalla rifrazione della luce sui cristalli di ghiaccio
L'alone lunare visto dalla basilica del Sacro Cuore e da via Buozzi
L’alone lunare visto dalla basilica del Sacro Cuore e da via Buozzi

GROSSETO. Un alone attorno alla Luna, un effetto quasi magico nel cielo di Grosseto. In tanti l’hanno notato nella sera di domenica 21, qualcuno l’ha postato, altri ci hanno mandato le foto, chiedendoci spiegazioni.

Si tratta di un fenomeno del tutto naturale, legato alle leggi della fisica, in particolare della rifrazione della luce.

In sostanza un raggio luminoso che nel suo viaggio incontra una superficie di separazione con un altro mezzo prosegue la sua propagazione nel secondo mezzo con una traiettoria differente a causa della differenza di velocità della luce tra i due mezzi.

Un fenomeno che capita spesso attorno al sole, talvolta anche attorno alla luna.

Intanto il nome: “alone” deriva da ala (cerchio) dal latino halos che deriva dal greco ἅλως cioè “cerchio attorno al Sole”.

Ed è generato, appunto, dalla rifrazione della luce causato dai cristalli di ghiaccio.

Si chiama anche alone di 22°, ecco perché

Gli aloni di 22°, questo il nome del fenomeno, si formano quando il cielo contiene milioni di cristalli di ghiaccio di forma esagonale disposti con un orientamento casuale.

Avviene quando nel cielo ci sono i cirri o i cirrostrati,  nubi bianche che si trovano nella troposfera, tra i 5 e i 10 chilometri di altezza. Le nuvole contengono milioni di cristalli di ghiaccio che sono come piccolissime lenti. La luce entra e filtra attraverso una delle facce dei cristalli e fuoriesce da un’altra.

Percorso della luce attraverso un prisma esagonale con l'angolo ottimale che dà luogo alla deviazione minima.
Percorso della luce attraverso un prisma esagonale con l’angolo ottimale che dà luogo alla deviazione minima

Alcuni di essi risultano allineati perpendicolarmente alla luce solare vista da uno specifico osservatore e questa luce produce nel cielo il cerchio illuminato di 22°; altri cristalli producono lo stesso fenomeno visto da altri osservatori.

Quando un raggio di luce passa attraverso l’angolo di 60° di un cristallo di ghiaccio prismatico esagonale (essendo esagonali, i 6 angoli uguali sono 360° diviso 6, ndr) , la luce viene deflessa due volte, generando angoli di deflessione che vanno da 22° a 50°.

L’angolo di deviazione minima è di quasi 22° (più precisamente 21,84° in media; con 21,54° per il rosso e 22,37° per il blu).

Questa variazione nella rifrazione, che è funzione della lunghezza d’onda, provoca una colorazione rossastra nella parte interna del cerchio e bluastra in quella esterna.

Poiché per angoli sotto i 22° la luce non viene rifratta, il cielo è più scuro all’interno dell’alone. Proprio come si è visto nel cielo di Grosseto.

Un fenomeno che annuncia il maltempo

Il fenomeno, infatti, avviene anche con la luce lunare e questo veniva ritenuto in passato essere un preavviso dell’arrivo del maltempo.

Come gli altri aloni di ghiaccio, gli aloni di 22° appaiono quando il cielo è coperto da sottili cirri contenenti i cristalli di ghiaccio che causano il fenomeno; la formazione dei cirri spesso anticipa un fronte di maltempo. In campagna i vecchi contadini dicevano infatti che l’alone intorno alla luna portava brutto tempo.

Nella cultura popolare, gli aloni sono stati spesso legati a spiriti, demoni, pestilenze, guerre e catastrofi.

Il fenomeno ottico simile delle corone è prodotto invece da goccioline di acqua; le corone sono molto più piccole e colorate degli aloni di 22°.

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