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Il cuore dell’Amiata: fra i primi in Toscana per le donazioni di sangue

Avis traccia il bilancio delle donazioni in Maremma. Mancano gli infermieri in alcune zone. Fra i donatori aumentano le donne
Carlo Sestini ed Erminio Ercolani, presidente di Avis, durante la presentazione del bilancio delle donazioni
Carlo Sestini ed Erminio Ercolani, presidente di Avis, durante la presentazione del bilancio delle donazioni

GROSSETO. Castel del Piano è secondo in Toscana, dopo Volterra, per le donazioni di sangue: lo “regalano” quasi 2 abitanti su 10 (194 donazioni ogni 1000 abitanti), mentre una sezione Avis di Massa Marittima è seconda, ancora dietro a una sezione del borgo etrusco  (184 ogni 1000).

Sono i casi più significativi di un bilancio delle donazioni tracciato, nella sede Avis di via Varese, dal presidente provinciale Erminio Ercolani con Carlo Sestini. C’è stato un lieve calo in Maremma, ma i dati sono sostanzialmente stabili. E l’inizio del 2024 fa ben sperare, con un +6,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

«L’Asl Sud Est ha operato un’imponente azione volta a ridurre le carenze di personale medico, utilizzando medici prelevatori (medici generici che fanno un corso specifico, ndr). Purtroppo permangono quelle relative al personale infermieristico che ci impediscono di tenere aperto il quarto giorno a Follonica e incrementare la raccolta nell’area del Tufo. Carenze di personale infermieristico ci sono anche a Massa Marittima».

Avis, i numeri del 2023 rispetto al 2022

«Nel 2023 rispetto al 2022 abbiamo perso 135 donazioni, con una perdita percentuale dell’1,17%. Lo scorso anno abbiamo registrato dunque 11.405 donazioni, con una diminuzione del sangue intero (-3,4%), mentre plasma e multicomponent sono aumentati rispettivamente del 4,82% e del 14,6%, valori ribaltati rispetto al 2022 e in linea con le indicazioni nazionali, tendenti ad aumentare volumi di plasma e multicomponent».

«In particolare sul plasma non si è raggiunta l’autosufficienza e pertanto si tende a puntare molto di più rispetto al passato su questa donazione, capace di fornire la materia prima per i farmaci salvavita di cui il sistema sanitario fa un uso sempre più ampio».

«Resta tuttora ancora incomprensibile il fatto che alcuni centri trasfusionali, come Massa Marittima e Castel del Piano, siano stati depotenziati di una macchina per aferesi ciascuno (a Massa ne è rimasta 1 e a Castel del Piano solo 2) in base a una discutibile valutazione che tiene conto delle procedure effettuate, rispetto ai giorni di apertura, senza considerare il fatto che è assolutamente imprescindibile la presenza di una macchina di backup». 

L’esercito dei donatori in Maremma, aumentano le donne

I donatori attivi (coloro che hanno compiuto una donazione negli ultimi due anni)  sono stati 6.866 (+12, +0,17%  sul 2022), invertendo la tendenza degli ultimi due anni, in cui si evidenziava un decremento.

Dei donatori attivi si conferma la discesa dei maschi 4.439 (-45), mentre continua l’ascesa delle donne 2.427 (+57). Gli uomini rappresentano il  64,65% della platea dei donatori. Di questi 5.859 hanno compiuto almeno una donazione (+ 56 rispetto al 2022), facendo scendere l’indice di donazione da 1,99 a 1,94. Il risultato è dunque un aumento di donatori che complessivamente vanno meno a donare.  

Se negli anni scorsi rimaneva stabile il numero dei nuovi donatari, nel 2023 vi è stata una loro crescita, 627 (+62 e 316 uomini e 311 donne) con una crescita  di oltre il 20% della componente femminile. Le nuove iscrizioni hanno ampiamente compensato le 267 cessazioni o cancellazioni.

Per fasce di età la concentrazione maggiore di donatori si sta sempre più spostando verso età maggiori, ossia  tra i 46 e i 55 anni per entrambi i sessi, mentre tra i nuovi si conferma la fascia d’età 26/35 con 87 nuovi iscritti tra i maschi, mentre per le femmine è quella 18/25 che aumenta del 58% passando a 98 iscrizioni. In crescita i donatori ultrasessantacinquenni che passano 328 a 353.

Il gruppo 0+ il più numeroso

La tipologia di gruppo più numerosa è quella dello 0+ (2.693) seguita dall’A+ (2.294) e quella meno numerosa gli AB- con 37 e il B- con 94.

I rarissimi 0-, i donatori universali, rimangono stabili a 502. Complessivamente, pur regredendo, sono le donazioni maschili  a rappresentare il 70,98% del totale (8.096) i quali prediligono ii sangue intero nel 77,59 % dei casi  e il 20,18% di plasma (percentuale in incremento rispetto al 2022) mentre per le donne questa differenza si contrae passando al 61,16% per il sangue al 38,59%  per il plasma.

Lo schiaffo ai donatori nel periodo del Covid

Non manca, nel resoconto, una vena polemica. 

«Durante la pandemia – spiega il presidente Ercolani – il plasma di chi aveva contratto il Covid si rivelò importante, in un certo periodo, per la cura del virus. Aveva già gli anticorpi… Poi se n’è perso traccia, forse perché era gratuito e non c’era un business dietro. Fu una decisione politica poco comprensibile, certo uno schiaffo a noi donatori».

Il gioco per imparare a donare

Nei prossimi giorni, poi, sarà distribuito gratuitamente un gioco, ideato dall’Avis di Viareggio, per educare alla cultura della donazione. Si chiama Capitan Avis ed è un gioco “collaborativo”, nel quale si vince solo se si riesce a fare rete con gli altri. Il gioco è stato creato da Game Science Research Center in collaborazione con Confservizi Cispel Toscana.

Carlo Sestini ed Erminio Ercolani con il gioco Capitan Avis
Carlo Sestini ed Erminio Ercolani con il gioco Capitan Avis

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