GROSSETO. Non è durata nemmeno una settimana la scritta Free Fyras sulla panchina nel parco in via Orazio Coclite. Una scritta che aveva mandato su tutte le furie anche i familiari del diciottenne arrestato per il pestaggio dell’avvocato Fabbri.
Il Comune di Grosseto è intervenuto nei giorni scorsi per rimuovere una scritta comparsa sulla panchina sotto casa del professionista. Sullo schienale era stato tracciato «Free Fyras», frase che non è stato possibile cancellare. Per questo, la panchina è stata sostituita.
Ginanneschi: «Il Comune contro le offese»
Riccardo Ginanneschi, assessore ai lavori pubblici, spiega: «La scritta non si poteva eliminare senza rovinare definitivamente la panchina. Per questo abbiamo scelto la sostituzione. È un servizio che facciamo sempre quando ci troviamo davanti a frasi offensive o lesive».
Il comune, infatti, interviene regolarmente per ripristinare superfici e arredi deturpati da scritte che prendono di mira persone o luoghi sensibili.
Gli altri casi in città
Non è il primo episodio: qualche tempo fa, sulla facciata di una scuola superiore grossetana erano comparse frasi offensive indirizzate a una studentessa. Anche in quel caso il Comune era intervenuto, ripulendo la parete.
Stesso copione in piazza san Francesco, dove erano state tracciate scritte sui muri, e nel sottopassaggio tra via Mazzini e via Manetti, più volte oggetto di atti vandalici.
Ginanneschi ribadisce: «Ogni volta che ci segnalano scritte offensive, noi ripuliamo. È un lavoro costante, necessario per mantenere il decoro della città e tutelare le persone che vengono prese di mira».



