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L’ictus, un killer. Ecco come riconoscere i sintomi

Sabato 30 al Maremà (dalle 10 alle 19) l’associazione Alice sarà a disposizione per misurare i fattori di rischio
L'ictus cerebrale è la terza causa di morte in Italia
L’ictus cerebrale è la terza causa di morte in Italia

GROSSETO. Il 29 ottobre si celebra, come ogni anno, la giornata mondiale contro l’ictus cerebrale e la World Stroke Organization ha voluto – per questa edizione 2021 – accendere i riflettori su quanto sia importante il riconoscimento tempestivo dei sintomi, lanciando il tema “Minutes can save lives”: «1 persona su 4 verrà colpita da ictus nel corso della propria vita, ma ogni minuto è prezioso».

I sintomi dell’ictus cerebrale

Debolezza da un lato del corpo, bocca storta, difficoltà a parlare o comprendere (afasia), muovere con minor forza un braccio, una gamba o entrambi, vista sdoppiata o campo visivo ridotto, mal di testa violento e improvviso, insorgenza di uno stato confusionale, non riuscire a coordinare i movimenti né stare in equilibrio: questi sintomi indicano chiaramente che potrebbe trattarsi di un ictus cerebrale.

«Quando si tratta di ictus, ogni minuto è fondamentale – dichiara Andrea Vianello, neopresidente di A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) -. L’ictus è una patologia tempo-dipendente: i risultati positivi che possono essere ottenuti grazie alle terapie disponibili (trombolisi e trombectomia meccanica) sono strettamente legati, infatti, alla precocità con cui si interviene. È dunque fondamentale riconoscere il prima possibile i sintomi e chiamare il 112 per poter arrivare in tempi rapidi in ospedale».

Il tempo è decisivo per salvare un paziente

Se compare dunque anche uno solo dei sintomi precedentemente illustrati, è necessario chiamare subito il 112 perché è fondamentale che la persona venga portata il più rapidamente possibile negli ospedali, dotati dei centri organizzati per il trattamento dell’Ictus (Unità Neurovascolari- Centri Ictus – Stroke Unit).

Queste unità, reparti altamente specializzati per l’inquadramento clinico-diagnostico-terapeutico e per la miglior gestione della malattia – dalla fase acuta alla riabilitazione neuromotoria e cognitiva precoce fino alla prevenzione delle possibili complicanze, con il trattamento dei fattori di rischio modificabili – sono costituite da personale medico pronto ad intervenire in tempi brevi per ripristinare il flusso sanguigno a livello dei vasi occlusi.

A.L.I.Ce. Italia Odv è da sempre impegnata in campagne di informazione per favorire la conoscenza dell’ictus cerebrale e dei fattori di rischio che ne favoriscono l’insorgenza. È necessario attuare tutte le strategie possibili per sensibilizzare i cittadini sul “fattore tempo” perché la finestra temporale per intervenire è racchiusa entro le prime 4,5 – massimo 6 ore.

Ictus cerebrale, terza causa di morte in Italia

L’ictus cerebrale, nel nostro Paese, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie e la prima causa di invalidità permanente. Quasi 150.000 italiani ne vengono colpiti ogni anno e la metà dei superstiti rimane con problemi di disabilità anche grave. In Italia, le persone che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 1 milione, ma il fenomeno è in crescita sia perché si registra un invecchiamento progressivo della popolazione sia per il miglioramento delle terapie attualmente disponibili.

Sabato 30 incontro al Maremà

Sabato 30 ottobre dalle 10 alle 19 al Centro Commerciale Maremà, Spazio Soci Coop, A.L.I.Ce. Grosseto sarà presente con i suoi volontari sanitari e laici per una giornata di sensibilizzazione e prevenzione. Potrai misurare con l’APP 3 Ictus i tuoi fattori di rischio.

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