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I viaggi astrali di Ensitiv: «La morte è un passaggio. Dopo c’è un’altra vita»

A Ensitiv, grossetano, sensitivo e viaggiatore astrale, si crede o non si crede. Le sue parole minano qualsiasi tipo di conoscenza. Ha collaborato con Battiato
Per Ensitiv, viaggiatore astrale dall’età di 13 anni, la vita oltre la morte è una certezza che ha visto con i suoi stessi occhi
Per Ensitiv, viaggiatore astrale dall’età di 13 anni, la vita oltre la morte è una certezza che ha visto con i suoi stessi occhi

di Elisa Bartalucci

GROSSETO. «Quindi c’è qualcosa dopo la morte?», «Soprattutto c’è!». La risposta, sicura e semplice, di Ensitiv non lascia spazio a dubbi o perplessità: il grande mistero che scandisce ogni singolo giorno della vita terrena dell’uomo ha una risposta.

A Ensitiv, grossetano, sensitivo e viaggiatore astrale, si crede o non si crede. Le sue parole minano qualsiasi tipo di conoscenza e convinzione scientifica, ogni forma di nozione logica e razionale, e a vincere tocca alla spiritualità, alla trascendenza, all’anima, alle energie e alle dimensioni.

Per Ensitiv, viaggiatore astrale dall’età di 13 anni, la vita oltre la morte è una certezza che ha visto con i suoi stessi occhi e che con una semplicità disarmante, se pensiamo che siamo di fronte al più grande quesito dell’esistenza, lui accetta di raccontarci.

Il viaggio astrale di Ensitiv: «Mi sdraio sul letto e entro nelle altre dimensioni»

Se il suo primo viaggio astrale è stato spontaneo, cioè non voluto e non guidato, questo potere di separazione tra l’elemento energetico e la materia corpo, Ensitiv lo ha affinato con il tempo fino a farlo diventare, oggi, una tecnica di cui è completo padrone e che insegna nei suoi corsi in giro per l’Italia.

Ogni viaggio inizia allo stesso modo: «Mi sdraio sul mio letto – racconta- mi rilasso, attraverso l’utilizzo di frequenze sonore o attraverso l’esclusione sonora, e pian piano entro nelle altre dimensioni energetiche».

L’anima si separa dal corpo e mentre questo rimane steso sul letto lei comincia a viaggiare, superando i confini a noi conosciuti, di spazio e tempo.

Per Ensitiv la morte è solo un passaggio

L’aldilà esiste. I morti continuano a vivere in altre dimensioni, con aspetti e abiti diversi da quelli indossati nella vita terrena e vogliono andare avanti a comunicare con i loro cari rimasti in vita perché, dice Ensitiv: «Se c’è stato sentimento, affetto, amore tra due persone, non si può smettere di trasmetterlo».

Quindi i vivi vogliono comunicare con i morti per avere una speranza che loro continuino ad esistere, per rassicurazione, e al contempo, i morti vogliono continuare a parlare con i vivi perché la morte non è la fine, è solo un passaggio.

400 morti da cercare

Questi sono gli assiomi di Ensitiv ed è suo, spesso, il compito di aiutare questa comunicazione: «Ho una lista di oltre 400 morti da cercare – continua il sensitivo- Le persone mi chiedono di andare di là a rintracciare i loro cari e a recuperare messaggi per loro».

Quando chiediamo ad Ensitiv quale sia stato il suo viaggio più bello, lui ci racconta di aver conosciuto suo figlio prima che nascesse: «Durante un mio viaggio ho visto un bambino di circa tre anni seduto che mi aspettava e che mi ha detto ‘vengo io’ e così sono riuscito a descrivere alla perfezione la nascita di mio figlio».

Se diamo per assodato che una vita dopo la morte esista da vero, la curiosità ci spinge a porre ad Ensitiv il più grande degli interrogativi: “e di là com’è?”.

La collaborazione con Franco Battiato

La risposta il sensitivo la spiega bene anche nel suo libro “Manuale per sopravvivere dopo la Morte”, che è valso ad Ensitiv una collaborazione con il maestro Franco Battiato, e ci racconta che la dimensione dopo la morte dipende da tre importanti fattori: il tipo di morte, la consapevolezza raggiunta e lo stato emotivo.

Il libro di Ensitiv
Il libro di Ensitiv

«Chi muore in un incidente stradale non troverà la stessa situazione di chi muore in un letto di ospedale; un cristiano, che crede in Dio e San Pietro, non troverà lo stesso posto di chi è libero da credenze religiose. Il livello di consapevolezza e le convinzioni acquisite determineranno i meccanismi che condizioneranno l’anima nell’immediato futuro del decesso».

Il viaggio astrale è latente in tutti gli esseri umani

A vedere Ensitiv e ad ascoltare le sue parole, cariche di coscienza, proprie di qualcuno che è certo delle proprie credenze e convinzioni, ci viene da domandarci perché questa grande capacità a noi non sia stata donata; e lui, con la stessa calma, pacatezza e fermezza che contraddistingue i suoi discorsi, ci dice che «il viaggio astrale è latente in tutti gli esseri umani. La differenza – continua-  è che spesso non ce ne accorgiamo, li scambiamo per sogni, non affiniamo la tecnica e siamo distratti da giochi e superficialità terrene, dimenticandoci dell’importanza della spiritualità».

Incontrare Ensitiv e lasciarsi trasportare dai suoi racconti potremmo definirlo un atto di fiducia; un abbandono incondizionato di qualsiasi prova, nozione e convinzione razionale e scientifica acquisita fino a quel momento.

Perché crederci è il primo passo per riuscirci, dice Ensitiv, perché per cogliere i segnali che ci arrivano dalle altre dimensioni, per ricevere messaggi dai nostri cari defunti e per riuscire a metterci in contatto e a credere possibile l’esistenza di mondi, piani diversi dal nostro, la prima regola è ammettere che tutto questo sia possibile.

 

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