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I tre candidati del Pd: «Noi, gli esponenti del territorio»

Enrico Rossi, Marco Simiani e Silvio Franceschelli si presentano: «Porteremo a Roma le istanze dei cittadini e delle imprese»
I tre candidati del Pd: Marco Simiani, Enrico Rossi, Silvio Franceschelli
I tre candidati del Pd: Marco Simiani, Enrico Rossi, Silvio Franceschelli

GROSSETO. Si sentono i tre candidati del Pd del territorio. E lo sono. Perché Marco Simiani è grossetano doc, Silvio Franceschelli è sindaco di Montalcino e presidente della Provincia di Siena e Enrico Rossi, da assessore regionale e governatore poi, il legame con la Maremma ce l’ha sempre avuto: «Sfido qualunque altro candidato mio avversario – dice – a fare due passi con me in Maremma: vediamo se riconoscono e salutano prima me o prima lui». 

L’aveva messa come pregiudiziale, il segretario provinciale: «Lo abbiamo messo come condizione – spiega Giacomo Termine – prima della scelta dei nomi. Ogni territorio doveva avere un proprio candidato eleggibile. Perché è parlando con la gente che si vincono queste elezioni».

In effetti l’assenza di Laura Boldrini, che è di Macerata e chissà se in Maremma almeno una volta in vacanza c’è stata, non ha stonato più di tanto, nessuno ci ha fatto caso. I tanti sindaci e amministratori presenti in via Svizzera erano lì per i tre loro candidati.

Al punto che quando è stata organizzata la presentazione nessuno ha pensato di chiamarla e lei, tramite una sua persona di fiducia, ha fatto sapere di non aver gradito. E che, comunque, verrà a fare un evento tutto grossetano. Uno, tanto del posto lei è sicura, almeno al 99%, essendo capolista del listino. «Dispiace che ci sia rimasta male – dicono in via Svizzera -, ma qui non abbiano neppure il suo cellulare. Dopo la scelta della direzione poteva farsi sentire. Ma abbiamo qualche data utile per organizzare qualcosa con lei».

E se è sicura lei, buone chanches le ha anche Marco Simiani, che in quel listino è secondo.

La vera battaglia la dovranno fare Enrico Rossi, che sta cercando casa a Grosseto per passare un mese accanto ai suoi elettori, che se la vedrà nel testa a testa nell’uninominale alla Camera e Silvio Franceschelli, che lo stesso duello deve combatterlo al Senato. In una terra, la Maremma, ma anche il senese e l’aretino, che da anni ha virato verso posizioni di centrodestra, se pur in modo non uniforme. Lo sanno che sarà dura, ma sanno anche che nulla è scritto nel granito.

Fra l’altro, alla Camera, ci potrebbe essere il terzo incomodo, quello Stefano Scaramelli da Chianciano che, dopo aver fatto un lungo percorso a fianco proprio di Enrico Rossi (è stato fra i fondatori del Pd e presidente della commissione sanità della Regione), è passato a Italia Viva con cui è stato rieletto in Regione. Sarà candidato per il polo Renzi-Calenda.

Alla presentazione c’erano tanti simpatizzanti, assessori, sindaci. C’era anche Leonardo Marras che, per una volta, potrà seguire un’elezione senza essere parte in causa, restando saldo sul suo posto di assessore regionale. Anche se, c’è da scommetterci, sarà in prima fila fino al 25 settembre.

I tre candidati con Leonardo Marras
I tre candidati con Leonardo Marras

Termine: i tre candidati sono l’espressione del territorio

«La caduta del governo Draghi è stata un problema serio per l’Italia – dice il segretario del Pd, Giacomo Termine -, una caduta voluta dal Movimento 5 Stelle e poi dal centrodestra che, annusando l’odore di vittoria, ha messo da parte gli interessi del paese. Ma gli elettori questa cosa ce l’hanno chiara».

E ancora: «Queste candidature esprimono competenza, stabilità, senso di responsabilità nazionale, capacità di governo a partire da Enrico Rossi che ha guidato a lungo la nostra Regione Toscana, al sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli, primo cittadino “ai confini” con la nostra provincia, ed infine, ma non per ultimo, al nostro Marco Simiani, grossetano, profondo conoscitore della realtà locale».

Marco Simiani, Giacomo Termine, Enrico Rossi e Silvio Franceschelli
Marco Simiani, Giacomo Termine, Enrico Rossi e Silvio Franceschelli

«Nella  scelta di questi tre candidati è evidente l’attenzione del Pd a offrire al giudizio degli elettori tre persone vicine alla provincia di Grosseto in forme diverse e diversi livelli, ma che insieme possono garantire un rapporto costante e qualificato con il territorio. E non possiamo che ricordare l’ottimo lavoro che negli anni passati ha fatto Luca Sani, deputato uscente (non presente alla presentazione in via Svizzera, ndr), che ha saputo inserire, valorizzare e sostenere le peculiarità locali all’interno dei programmi nazionali. Lo ringrazio a nome di tutto il partito e, ritengo, dei maremmani»

I tre candidati: porteremo a Roma le istanze della gente

Enrico Rossi cita Fernando Di Giulio, deputato grossetano del Pci dal 1972 al 1981, quando era capogruppo alla Camera del Partito Comunista. Morì proprio in quell’anno, stroncato da un infarto a Principina a Mare a soli 57 anni. 

«Mi onora il fatto – dice l’ex governatore della Regione – che il collegio che mi è stato proposto è lo stesso in cui veniva eletto alla Camera Fernando Di Giulio, giovane partigiano e poi grande dirigente e parlamentare del Pci. Ripartire da Di Giulio significa ripartire dalla grande storia della sinistra italiana e toscana, cosa di cui in questo particolare momento storico c’è un gran bisogno. C’è la necessità di richiamare il popolo della sinistra a stringersi attorno ai propri valori, alle proprie radici e all’orgoglio per le conquiste raggiunte nel corso della storia. Il socialismo deve essere un impegno quotidiano».

Sono tre i temi che Enrico Rossi cita come “fari” del programma: «Al primo posto ci sono le imprese, in particolare il problema dei costi dell’energia, schizzati a livelli insostenibili, tanto da minare la stessa sopravvivenza delle aziende. Draghi, prima che venisse fatto cadere, già ci stava lavorando e il nuovo governo dovrà prendere in mano subito il problema, con accordi di livello europeo».

Al secondo punto il lavoro: «Il Pd propone un salario minimo, dignitoso. E, tramite la detassazione del costo del lavoro stesso, anche la possibilità di avere una mensilità di stipendio in più, per combattere i danni dell’inflazione che sta pesando su ogni famiglia».

Il terzo tema, e non poteva essere altrimenti, sono le infrastrutture: «Combatto da sempre per la Tirrenica. Ora diventa fondamentale. E l’ultima spinta deve arrivare dal nuovo governo».

Marco Simiani vuole essere un collegamento fra il territorio e Roma. E punta il dito sul problema delle grandi distanze che caratterizzano questo territorio, tanto che per la sua campagna elettorale ha scelto la parola “Unire”: «Vorrei portare in Parlamento qualcosa del territorio, più che qualcosa di nuovo. A partire dal problema delle distanze che, in questa zona, sono enormi rispetto a quelle di altre zone della Toscana. Va superata la diseguaglianza della distanza,  dal punto di vista infrastrutturale, digitale e non, ma anche nei servizi socio-assistenziali e per la persona».

Distanza che pesa anche per il mondo economico: «Le imprese artigiane sono il motore della nostra economia e ora sono in grande crisi per i costi dell’energia, ma anche per le difficoltà da affrontare nella transizione al digitale. Non conta quanto incassano, ma quanto resta loro dopo i costi e le tasse».

Silvio Franceschelli fa il sindaco a Montalcino. E l’avvocato a Siena. Quindi sa bene quali sono i problemi dei cittadini: «Questa è una grande occasione per il territorio, visto che la Toscana del sud ha enormi potenzialità ancora da sfruttare. La sinergia fra Pd e sindaci ha fatto nascere questa candidatura. Deve essere primario per noi occuparci di turismo, di infrastrutture e collegamenti, mantenimento dei servizi sanitari e sociali, riorganizzazione degli enti locali, digitalizzazione delle aree marginali, agricoltura e caccia. Una bella sfida, che vogliamo vincere».

 

 

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