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“I love Grosseto”, lo tsunami dei 5 Stelle

A tre anni e mezzo dal voto a Grosseto il Movimento 5 Stelle inizia a lavorare per coinvolgere i cittadini in liste civiche: «Alla base la partecipazione»
Mario Gambassi, Giacomo Gori e Isacco Bocci del Movimento 5 Stelle con il cuore "I love Grosseto"
Mario Gambassi, Giacomo Gori e Isacco Bocci del Movimento 5 Stelle con il cuore “I love Grosseto”

GROSSETO. Hanno chiamato la conferenza stampa “I love Grosseto”, con tanto di cuore di cioccolata sul tavolo che fa tanto vigilia di San Valentino, poi aperto per distribuire dolcezza ai giornalisti, e definito l’iniziativa “uno tsunami“.

E, in effetti, giocano con largo anticipo, spiazzando le regole non scritte, ma consolidate da sempre, del voto amministrativo. A tre anni e mezzo dal voto a Grosseto, si voterà nel maggio del 2027, i 5 Stelle riscoprono le loro origini e aprono un tavolo partecipativo a tutta la città. L’obiettivo è creare una o più liste civiche, lontane dai partiti, per «far innamorare di nuovo la gente di Grosseto della politica».

A presentare un’iniziativa «mai messa in atto» ci sono i due eletti in Maremma del Movimento, i consiglieri Giacomo Gori (Grosseto) e Mario Gambassi (Roccastrada), e il vice presidente del gruppo territoriale provinciale, Isacco Bocci.

Alle spalle c’è un lavoro fatto nel corso degli anni, fin dal 2011. Erano altri tempi, il Movimento 5 Stelle era nato a Milano da un paio d’anni, per la prima volta i candidati si affacciavano alla prova delle Amministrative. E Giacomo Gori si candidò e prese poco più del 5%, circa 2300 voti. Quell’anno fu eletto Emilio Bonifazi, che sconfisse al ballottaggio Mario Lolini (57.3% a 42,7%).

Da allora, in consiglio comunale, i 5 Stelle a Grosseto ci sono sempre stati. 

Isacco Bocci rompe il cuore di cioccolata "I love Grosseto"
Isacco Bocci rompe il cuore di cioccolata “I love Grosseto”

«Abbiamo fatto le pulci all’Amministrazione»

«Dal 2011 a oggi abbiamo fatto le pulci all’Amministrazione – spiega Giacomo Gori – e ne conosciamo le dinamiche, i rapporti interni, le tante cose che non funzionano e anche quelle che funzionano. E abbiamo sviluppato gli anticorpi da condividere con la cittadinanza. Perché i cittadini tornino ad avere un peso nella macchina, tornino a partecipare».

Quindi, da adesso, e per tre anni e mezzo, parte un processo di condivisione e partecipazione, aperto alla società civile.

«Vogliamo incontrare tantissime persone, con l’obiettivo di costituire una serie di liste civiche, divise per interessi e settori, perché la partecipazione è nel nostro Dna. E iniziamo da subito a raccogliere le candidature, magari arriviamo anche a 200 nomi. Un movimento che parte dal basso e che non è, come le tante liste civiche che nascono a ridosso del voto, finalizzato al solo risultato elettorale. Partiamo adesso proprio per questo, mettendoci la faccia».

Poi, più avanti, sarà individuato anche un candidato a sindaco: «Ovviamente della società civile».

Un modo diverso di fare politica

Non ci girano troppo attorno gli esponenti del Movimento, vogliono marcare in modo netto la differenza con l’altra politica. Quella che – spiegano – ha fatto allontanare la gente.

«Siamo contenti che questa conferenza stampa arrivi proprio quando c’è in atto la scissione della Lega, in un momento in cui la politica sta dando il peggio di sé. In questi tre anni e mezzo contiamo di far riavvicinare alla politica tanta gente, senza alcuna preclusione, purché ci sia condivisione dello spirito alla base di questa iniziativa».

«Siamo, per fare una similitudine, come in un Comune sotto ai 15mila abitanti dove il meccanismo elettorale impone di riunire più anime. La nostra colla è la partecipazione e la voglia di cambiare un certo tipo di politica. Un Comune non si governa con le ideologie, ma con le persone e la concretezza».

Le Provinciali: «Stavolta non ci fregano»

Alle elezioni Provinciali del 17 marzo, manca poco più di un mese, elezioni di secondo livello nelle quali votano i consiglieri e i sindaci dei 28 Comuni della Maremma, i 5 Stelle stavolta si sentono liberi da qualunque vincolo.

«L’altra volta il mio voto – dice Gori – era decisivo, perché Grosseto è il Comune più grande e il voto è ponderato. Pesava e mi cercarono. Feci un accordo in 5 punti con l’attuale presidente in carica che non è stato rispettato. Siamo stati presi in giro per un anno e mezzo. Stavolta neppure ci riparliamo con queste persone».

 

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