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Hockey, una via a Follonica per i Campioni d’Europa

La strada adiacente all’impianto Antonio Armeni, il Capannino, sarà intitolata alla squadra degli “Immarcabili”. Nel 2006 la prima vittoria italiana in Champions League
Il Follonica Hockey vincitore della Champions League a Torres Novas nel maggio del 2006
Il Follonica Hockey vincitore della Champions League a Torres Novas nel maggio del 2006

FOLLONICA. A distanza di quasi 18 anni, era il maggio del 2006, a Torres Novas in Portogallo il Consorzio Etruria Follonica vinceva la Champions League, la massima competizione europea di hockey su pista.

Un vero evento, considerando che l’Italia la coppa dalle dieci stecche l’aveva fin lì solo accarezzata, il Novara per esempio che ha vinto 32 scudetti (era un record nazionale per le squadre) c’era andato vicinissimo, così come altri quintetti italiani ma mai nessuno l’aveva vinta.

Una Coppa ad uso e consumo di Spagna e Portogallo.

Quello del Follonica fu un successo meritato, al termine di una cavalcata nelle qualificazioni con la partita chiave contro il Barcellona, eliminato per differenza reti nel ritorno proprio al Capannino, stracolmo di pubblico e entusiasmo, con un rigore di Enrico Mariotti, entrato anche quello nel ricordo collettivo dei tifosi.

La trasferta in Portogallo alla vigilia era temuta, anche se carica di speranze. Quell’edizione vedeva in pista 4 squadre con una formula particolare: girone all’italiana e vittoria dunque a chi faceva più punti, senza dimenticare che si poteva arrivare in parità e li sarebbe entrata in gioco la classifica avulsa.

Il Follonica allenato da Massimo Mariotti, che era anche nella lista dei giocatori, sapeva bene che quella sarebbe stata un’opportunità unica. E la preparazione fu definita fin nei minimi dettagli.

La sistemazione in albergo a Fatima a pochi passi dal Santuario dove si dice che apparve la Madonna, pochi chilometri di distanza da Torres Novas, luogo ameno almeno per l’hockey pista senza una tradizione ma con un palasport nuovo di zecca, che la municipalità locale voleva insomma onorare con una competizione di altissimo livello.

Qualificate per la Final Four i “padroni” di casa del Porto con Oporto distante oltre 220 chilometri, e gli spagnoli del Noia e del Reus

Il girone per gli azzurri del Golfo iniziò proprio contro i lusitani, con i giornali sportivi che alla vigilia, in prima pagina, non furono certo teneri con i giocatori italiani, chiamandoli in tutti i modi possibili e insinuando anche ben altro sulla loro longevità sportiva.

Un gol di Alessandro Michielon contro il Porto a Torres Novas

Proprio contro il Porto, dopo che appunto il Follonica aveva eliminato i tedeschi del Cronemberg nel primo turno (11-5 in Germania e 7-2 al Capannino) e negli ottavi di finale il Barcellona, sconfitta dei maremmani al Palau per 3-1 e strepitosa vittoria al Capannino per 4-1, ci furono due scontri nel girone A di qualificazione.

Il Follonica iniziò il cammino vincendo 12-3 contro gli svizzeri del Thurnestern battuti anche al ritorno per 7-4; poi vittoria al Cà Dolfin di Bassano con i rivali più pericolosi dell’epoca, 3-2 e 5-2 al Capannino, e poi vincendo l’andata in casa con il Porto per 3-2 e pareggiando al ritorno in Portogallo per 4-4.

Alessandro Bertolucci del Follonica Hockey

Il viatico di avvicinamento alle finali era stato perfetto  

A Torres Novas oltre 50 tifosi, i fedelissimi ultras Eagles 85, e tanti altri, sapevano che si poteva scrivere la storia con il presidente Stefano Venturi che non nascondeva anche lui le ambizioni degli azzurri del golfo. Già la prima partita del quadrangolare era decisiva, contro il Porto.

E in quella pista che sembrava un aereo porto, sempre all’epoca esisteva la linea dell’antigioco che non si poteva oltrepassare (all’interno della metà campo di difesa) ma a Torres Novas era di fatto la linea di centro campo, prendere le misure era imperativo.

Contro i lusitani, spinti dai Super Dragoes, il tifo più caldo anche del calcio, in pista i due Mariotti, Massimo e Enrico, i fratelli Bertolucci Alessandro e Mirko, i gemelli Michielon, Alessandro e Alberto, i lusitani Sergio Silva e il portierone Guilherme “Muro” Silva, oltre all’altro portiere Andrea “Doria” Tosi e il giovane argentino Victor Bertran.

Una partita praticamente a senso unico: 4-1 maremmano già alla fine del primo tempo, match che si ricorderà anche per una clamorosa steccata alla testa di Pedro Gil al “secco”, Ale Bertolucci, con la doppietta di Mirko Bertolucci e reti di Ale Michielon e Sergio Silva.

Poi nella ripresa le altre reti, ancora Mirko Bertolucci, Sergio Silva, doppietta di Alberto Michielon e rete di Alessandro, per un 9-4 a dir poco clamoroso. Nella seconda giornata la sfida al Reus fu adrenalinica.

Spagnoli a lungo in vantaggio, prima che nel finale si scatenasse Sergio Silva con una doppietta incredibile in pochi minuti per il 3-2 e diventando per sempre “l’Hombre del partido”.

Quel successo infatti spalancò le porte alla conquista della Champions, visto che nella terza giornata il Porto vinse con il Reus nella prima sfida, consegnando il titolo alla squadra italiana, che comunque in un clima goliardico, i giocatori scesero in pista tutti con i capelli colorati di biancoazzurro, liquidò anche il Noia per 4-3. Un trionfo incredibile, festeggiato in pista e sugli spalti con i tifosi.

Mirko Bertolucci del Follonica, con i capelli colorati, contro il Noia

Il trofeo di capocannoniere andò in frantumi

Tra i ricordi anche qualche aneddoto: il trofeo di cristallo per il capocannoniere a Mirko Bertolucci andò in frantumi, visto che proprio Mirko che era sdraiato per la foto, rialzandosi lo colpì in pieno con il pattino.

Una cosa analoga capitò all’aeroporto di Lisbona durante il rientro quando uno dei gemelli Michielon fece lo stesso, ma con la testa, acciaccando la Coppa delle 10 stecche che ancora oggi nella sala dei trofei del Capannino ne porta i segni.

Ora l’intitolazione della strada a quei fantastici campioni

Per ricordare quell’incredibile impresa, l’amministrazione comunale di Follonica intitolerà a quei “Campioni d’Europa” la via che costeggia il palazzetto Armeni. La cerimonia è stata riprogrammata per sabato 24 febbraio alle 18.30, prima del superderby di campionato contro il Forte dei Marmi.

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