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La guida Slow Wine premia la Maremma

Una guida del vino che valuta i valori di Slow Food. Ecco le aziende. Da Manciano fino a Suvereto, ma con forti legami con Grosseto
Marco Tait, vignaiolo di Ampeleia

GROSSETO.  Ottobre e novembre sono i mesi in cui escono le guide più prestigiose. Per il vino e per il food. Il Gambero Rosso, con i tre bicchieri, ha premiato ancora una volta la Maremma. E lo stesso ha fatto Slow Food con le osterie.

Slow Food ha anche una guida dei vini, Slow Wine, molto prestigiosa. L’edizione 2022, che recensisce 1958 cantine, vede il ritorno di due delle principali caratteristiche della guida, sospese a causa della pandemia nel 2020. Innanzitutto, la visita dei collaboratori alle cantine. Unica nel panorama delle guide al vino, infatti, Slow Wine non si limita a degustazioni ma, grazie alla capillarità degli oltre 200 collaboratori presenti in tutta l’Italia, visita i filari e le cantine delle aziende recensite.

Uno sforzo grandissimo che pone la guida di Slow Food come un punto di riferimento di tutta l’enologia e di chi vuole conoscere questo straordinario mondo, in Italia e non solo.

218 chiocciole, 31 sono in Toscana

Sono 218 le chiocciole in Italia, 31 in Toscana, tre in Maremma. Sono premi conferiti alle cantine “per il modo in cui interpretano valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia di Slow Food”.

  • Ampeleia
  • Antonio Camillo
  • Badia a Coltibuono
  • Baricci
  • Caiarossa
  • Caparsa
  • Cappellasantandrea
  • Castello dei Rampolla
  • Corzano e Paterno
  • Fabbrica di San Martino
  • Fattoria di Bacchereto Terre a Mano
  • Fattoria Selvapiana
  • Fornacina (new entry)
  • Frascole
  • I Luoghi
  • I Mandorli
  • Il Paradiso di Manfred
  • Isole e Olena
  • Le Chiuse
  • Le Cinciole
  • Monte Bernardi
  • Montenidoli
  • Monteraponi
  • Montevertine
  • Petrolo (new entry)
  • Pian dell’Orino (new entry)
  • Podere della Civettaja
  • Poderi Sanguineto I e II
  • Riecine
  • Stefano Amerighi
  • Tenuta di Valgiano
  • Val delle Corti

Ampeleia, un’esperienza di vita

Ampeleia è una cantina, ma prima di tutto è un’esperienza di vita. Siamo a Meleta, vicino a Roccatederighi. Qui Elisabetta Foradori e Giovanni Podini, dopo aver girato mezza Italia a caccia di un posto particolare dove fare vino, decidono di mettere radici. E chiamano un vignaiolo trentino, Marco Tait. Scelgono di puntare su vitigni non proprio tradizionali da queste parti, come il cabernet franc e l’alicante nero, che molti però considerano come il vero vitigno della Maremma. Coltivati con il sistema biodinamico. Oggi Ampeleia ha 120 ettari di terra, di cui 35 a vigneto. Il resto è occupato da boschi, seminativi e dall’uliveto.

QUI I VINI DI AMPELEIA

Antonio Camillo, il re del ciliegiolo

Antonio Camillo è un visionario del vino. In Maremma ha lavorato per varie aziende importanti, ma poi ha deciso di mettersi in proprio. Siamo a Manciano, anzi, a Pianetti di Montemerano. Qui Antonio, dal 2006, ha iniziato la propria produzione. Tutta orientata ai vitigni autoctoni, in particolare al ciliegiolo, che lui vinifica in purezza, con due etichette distinte. Poi, ovviamente, produce anche morellino.

QUI I VINI DI ANTONIO CAMILLO

Antonio Camillo
Antonio Camillo

I Mandorli, a Suvereto grazie a Giancarlo Bini

Con i Mandorli non siamo proprio in provincia di Grosseto, ma nel comune di Suvereto, qualche km più a nord. Ma sempre in Maremma, in un posto chiamato Belvedere perché da qui lo sguardo spazia in più direzioni e, nelle giornate più limpide si vede anche la Corsica. E il proprietario ha scelto quella zona dopo aver conosciuto Giancarlo Bini e il suo ristorante Ombrone, che prima era a Grosseto e poi a Suvereto. «Per primo – raccontano i proprietari dei Mandorli – aveva selezionato una grande quantità di olii d’oliva mono-cultivar che proponeva ai clienti con una propria carta degli olii, quand’ancora l’olio era considerato un semplice e vile ingrediente per cucinare». Quindi i legami con Grosseto sono fortissimi. Qui si coltivano sangiovese, cabernet sauvignon e franc, vermentino ed aleatico dell’Elba. È un posto da visitare.

QUI I VINI DEI MANDORLI

La vista dai Mandorli
La vista dai Mandorli

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