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Grosseto piange il giudice Bocelli: «Un galantuomo, un esempio per tutti»

Storico magistrato del Tribunale grossetano, aveva 81 anni. Colleghi e avvocati: «Perdita enorme per la città»
Il giudice Pietro Bocelli

GROSSETO. «Una figura di grande umanità, un magistrato preparatissimo». Nel giorno dell’addio a Pietro Bocelli, la città ricorda con commozione lo storico giudice del tribunale di Grosseto, scomparso nella notte di giovedì 31 ottobre all’età di 81 anni nella residenza sanitaria Anni Azzurri dov’era ricoverato da tempo. 

Nato il 26 giugno 1944, Bocelli aveva lasciato la toga da molti anni, dopo una carriera intensa e ricchissima: migliaia di fascicoli, casi complessi e ruoli di grande responsabilità. Era stato giudice del lavoro e giudice delle indagini preliminari.

Sempre con uno stile inconfondibile: rigore, equilibrio, ascolto, profonda rispetto per le persone.

Prima come pretore, poi come giudice a Grosseto, si era guadagnato la stima di colleghi, avvocati e cittadini. Curioso, attento, sempre pronto ad approfondire anche ciò che andava oltre il diritto.

Nel 2010 fu nominato vicepresidente dell’Associazione magistrati tributari. Nel 2013 venne indicato tra gli esperti del referendum sulle farmacie comunali. Per anni tenne conferenze con i Lions su temi internazionali e religiosi, e le sue lezioni per l’Università delle Tre Età – dalla Via della Seta alla spiritualità contemporanea – erano seguitissime.

Il ricordo della città e del mondo della giustizia

Il cordoglio è unanime. Il presidente facente funzione del Tribunale Sergio Compagnucci alla procuratrice capo Maria Navarro, dai giudici agli avvocati, tutti ricordano con affetto e riconoscenza il giudice Bocelli. 

L’avvocato Alessandro Oneto, presidente dell’Ordine, lo ricorda così:

«Se il nostro Foro è diverso da tanti altri e se la collaborazione fra i protagonisti della giurisdizione è così avanzata, lo si deve anche alla sua opera, al suo sapere, alla sua curiosità intellettuale e alla sua signorilità indiscussa».

Il pensiero dell’avvocato De Carolis Ginanneschi

Parole toccanti arrivano anche dall’avvocato Alessandro De Carolis Ginanneschi, che aggiunge:

«Apprendo adesso della scomparsa del dottor Pietro Bocelli. Condivido pienamente il pensiero del presidente dell’Ordine, collega avv. Alessandro Oneto: “Pietro Bocelli è stato una persona come poche altre. Se il nostro Foro è diverso da tanti altri e se la collaborazione tra tutti i protagonisti della Giurisdizione è così avanzata lo si deve anche alla Sua opera, al Suo sapere, alla Sua curiosità intellettuale e, non certo in ultimo, alla Sua signorilità indiscussa.”
Aggiungo che ricordo personalmente più di un episodio di confronto e collaborazione che ricercava anche con me, all’epoca giovane praticante e lui Magistrato esperto e giustamente stimato».

Il legame con la famiglia e l’ultimo saluto

Bocelli aveva perso troppo presto la moglie Lietta Ciani, morta a 58 anni. Lascia una figlia, sempre al suo fianco negli ultimi mesi.

La salma è esposta nella camera ardente della residenza Anni Azzurri, in via Genova. I funerali saranno celebrati lunedì alle 10, nella chiesa dell’Addolorata a Grosseto. Le onoranze sono affidate alla La Pace.

Grosseto lo saluta con un’unica parola che si ripete senza esitazione: «Galantuomo».

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