GROSSETO. Scatta l’allarme sul futuro delle case popolari di via dei Barberi a Grosseto, una situazione che secondo il sindacato rischia di diventare ancora più critica con le nuove politiche nazionali sulla casa.
A lanciare l’allarme è Antonio Terribile, segretario provinciale del Sunia Cgil, che mette nel mirino il piano casa del Governo, definito «irrealistico» e non adeguato alle reali esigenze dei territori.
Il riferimento a via dei Barberi non è casuale: si tratta di una realtà già segnata da fragilità sociali, criticità abitative e necessità di interventi strutturali, che potrebbe risentire in modo diretto delle nuove misure.
«Qui Investire Sgr (società di Invimit) – dice Terribile – potrebbe accordarsi con uno o più privati per realizzare gli appartamenti previsti, e dopo pochi anni affittarli a canoni insostenibili per buona parte nei grossetani. Oppure rivenderli».
Secondo il sindacato, il rischio è che situazioni già complesse possano aggravarsi, lasciando gli inquilini ancora più esposti a difficoltà economiche e incertezze sul futuro.
«Un piano casa lontano dalla realtà»
Il giudizio del Sunia sul piano casa nazionale è netto.
«Ogni volta che si parla di riforma dell’edilizia pubblica – spiega Terribile – si rischia di costruire interventi teorici che non tengono conto delle condizioni reali in cui vivono le persone».
Il piano, secondo il sindacato, non affronta in modo concreto i nodi principali: manutenzione degli immobili, gestione degli alloggi e tutela degli inquilini.
«Siamo di fronte a un impianto che rischia di essere più ideologico che pratico – aggiunge – e che potrebbe avere effetti negativi proprio sulle fasce più deboli».
«Partiamo dal recupero del patrimonio pubblico inutilizzato. Ipotizzare una spesa media di 20.000 euro – stanziando 1,7 miliardi – per ristrutturare gli appartamenti inutilizzati è irrealistico. Se non altro perché una cifra simile basta a malapena ad adeguare la sola parte impiantistica».
Le criticità per gli alloggi popolari
Tra i punti più delicati evidenziati dal Sunia ci sono:
- la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica
- il rischio di riduzione delle tutele per gli inquilini
- la possibilità di interventi non sostenibili sul piano sociale ed economico
- la mancanza di risposte concrete su manutenzioni e riqualificazioni
In contesti come quello di Grosseto, queste criticità si traducono in problemi quotidiani: edifici che necessitano di interventi, famiglie in difficoltà e tempi lunghi per le risposte.
«Solo a Grosseto le case di proprietà pubblica da ristrutturare sono almeno 300. Sulle circa 3.500 esistenti; 2.000 delle quali risalgono agli anni ‘70 e ’80, e richiedono interventi di manutenzione straordinaria, come dotarle di ascensori o rifarne il tetto».
Per questo, sottolinea il sindacato, è fondamentale evitare interventi che possano peggiorare l’equilibrio già fragile del sistema.
Via dei Barberi come simbolo
Il caso di via dei Barberi diventa quindi emblematico.
Un’area dove convivono esigenze abitative, difficoltà sociali e necessità di interventi mirati. Secondo il Sunia, è proprio da situazioni come questa che dovrebbe partire qualsiasi riforma.
«Non si possono fare politiche nazionali senza partire dai territori – ribadisce Terribile – perché è qui che si vedono davvero gli effetti delle scelte».
Il timore è che senza correttivi, il piano casa possa tradursi in meno certezze per gli inquilini e meno strumenti per i Comuni.
La richiesta del sindacato
Dal Sunia arriva quindi una richiesta precisa: più attenzione alle realtà locali, coinvolgimento diretto dei territori nelle scelte, politiche abitative concrete e sostenibili e interventi strutturali sugli immobili esistenti.
L’obiettivo è quello di costruire un sistema che sia realmente in grado di rispondere all’emergenza abitativa, senza scaricare i problemi su chi già vive situazioni di difficoltà.
Un tema sempre più centrale
Il tema della casa resta uno dei più delicati anche in Maremma.
Tra aumento dei costi, difficoltà economiche e carenza di alloggi, il rischio è quello di una pressione crescente sulle fasce più deboli.
Per questo, conclude il sindacato, è necessario intervenire con misure realistiche ed efficaci, capaci di tutelare davvero chi vive nelle case popolari.
E il caso di via dei Barberi a Grosseto, oggi, rappresenta un campanello d’allarme da non sottovalutare.



