Grifone, l'assessore Rossi: «Rispetto o restituiteci la società» Skip to content

Grifone, l’assessore Rossi: «Rispetto o restituiteci la società»

L’assessore Rossi interviene sulla vicenda Grifone: «La città merita rispetto. Pronti a riprenderci la società e a trovare persone serie»
I tifosi del Grifone domenica allo stadio e l'assessore Rossi
I tifosi del Grifone domenica allo stadio e l’assessore Rossi

GROSSETO. Fabrizio Rossi, assessore allo sport, prende posizione sulla grottesca vicenda del Grosseto. Di cui, al momento, non si sa chi sia il proprietario, anche se è in corso la cessione da Di Matteo a Salvatore Guida. E chiede rispetto, dicendosi pronto a riprendere in mano la società come Amministrazione.

Parole dure, quelle del vicesindaco.

«Us Grosseto: l’ennesima vicenda grottesca. Pretendiamo rispetto! – scrive – Avevamo detto, all’inizio del nuovo corso, che non c’erano pregiudizi nei confronti di nessuno e che avremmo giudicato solo i fatti. Adesso i fatti parlano chiaro».

Rossi: giusto che i Ceri abbiano venduto

«Ma partiamo dall’inizio. A Natale dell’anno scorso, sotto l’albero, non pensavamo di trovare anche una nuova proprietà dell’Us Grosseto. Ma gli eventi erano già maturi per il cambio poiché, come detto più volte da Mario Ceri e ripetuto da Simone Ceri, la situazione debitoria non consentiva più un cammino sereno per il Grifone. Giusto e onesto è stato vendere; dire di continuare sarebbe stato bello ma impossible: gli eventi degli ultimi anni con la pandemia e i costi alle stelle, insieme ai mancati introiti, non l’hanno permesso. Così, dopo anni di esaltanti successi, passare la mano. È stata la scelta migliore»

Rossi: da Di Matteo solo promesse

«Non sapevamo chi sarebbe arrivato dopo. L’abbiamo conosciuto a cose fatte. E, sempre con la serietà dell’amministratore prima ancora che del tifoso, abbiamo preso atto che il nuovo proprietario era Nicola Di Matteo. Dopo i proclami iniziali abbiamo voluto attendere i fatti, nella speranza che quanto dichiarato trovasse conferma in termini di risultati e progetti futuri. Così non è stato. Oltre all’amara retrocessione, abbiamo assistito a una vicenda societaria grottesca, che sembrava tuttavia aver avuto un epilogo felice con l’arrivo del dott. Marco Nacciarriti e con l’ad. Luigi Cinelli».

Rossi: cessione ad altri sconosciuti, noi all’oscuro

«Dopo tre mesi, Invece, il nuovo colpo di scena nel giro di una settimana, a campionato iniziato. In pochi giorni siamo passati dalla lettera di infinito amore per Grosseto alla cessione nottetempo ad altri sconosciuti. L’incontro con la stampa di sabato scorso è stato, in ordine di tempo, l’ultimo triste episodio di imbarazzo, per non dire di peggio. Il presunto presidente, dott. Salvatore Guida, che non conosciamo (anche in questa occasione nessuno ci ha interpellato come amministrazione comunale) subentra in una situazione dai contorni ancora nebulosi e senza alcun concreto progetto, con la squadra e la società ancora sotto pressione e senza una direzione precisa».

Rossi: per me la misura è colma, serve rispetto

Per quanto mi riguarda, dopo aver giudicato i fatti degli ultimi mesi, la misura può dirsi colma. Chi gioca nello stadio di proprietà del Comune di Grosseto, chi dispone delle chiavi del centro sportivo del Comune di Grosseto deve rispetto agli amministratori comunali ma soprattutto ai grossetani che sono i veri proprietari degli impianti e il vero motore del calcio in città».

Rossi: restituiteci il Grifone

«Il Grosseto è della sua gente, degli sportivi e dei tifosi. Se pretendere rispetto è chiedere troppo, se il Grifone non vi interessa, restituitelo a noi! Ci adopereremo a consegnarlo a chi saprà meritare la considerazione del Comune di Grosseto e degli sportivi grossetani. È ora di parlare apertamente, basta con le prese in giro! Se non si è interessati a portare avanti degnamente l’Us Grosseto, dovete dirlo. Sapremo noi trovare persone che possano far uscire il Grifone dalla palude dell’incertezza: l’abbiamo fatto in passato, siamo pronti a farlo anche adesso. Siamo stufi delle chiacchiere, non vogliamo più le parole e le tante giravolte di questi mesi: pretendiamo i fatti. Fatti concreti»

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