Gli vietano di avvicinarsi, manda alla ex 151 messaggi | MaremmaOggi Skip to content

Gli vietano di avvicinarsi, manda alla ex 151 messaggi

Trentanovenne ai domiciliari: non si rassegna alla fine della sua relazione e la tormenta. Le ultime telefonate con il cellulare della madre, lui si giustifica: «Non posso chiamarti con il mio, non con un altro numero»
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GROSSETO. Il giorno in cui il giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna ha ordinato a un 39enne di Ribolla il divieto di avvicinarsi alla sua ex compagna, lui le ha inviato 151 messaggi su whatsapp. Alcuni scritti, altri, invece, vocali. Messaggi nei quali alternava le sue dichiarazioni di sentimenti nei confronti della donna, alle offese. Qualche giorno dopo, incurante di quanto stabilito dal giudice l’ha chiamata. Utilizzando il cellulare di sua madre

La donna ha risposto, credendo che fosse l’ex suocera. All’altro capo del telefono, invece c’era lui. Il 39enne si è giustificato: «Mi hanno detto che non posso chiamarti con il mio cellulare, non con quello di mia madre». Ma non è così: l’uomo ora è ai domiciliari con il braccialetto elettronico, come ordinato dalla giudice Cecilia Balsamo. È accusato di maltrattamenti e stalking

Maltrattata per anni e perseguitata

Il trentanovenne e la sua ex compagna, stavano insieme dal 2017, quando è nata loro figlia. Ma la convivenza tra i due, non sarebbe mai stata serena a causa – scrive il giudice nell’ordinanza – dell’eccessiva gelosia di lui. Gelosia diventata sempre più ossessiva quando la donna, una volta interrotta la relazione con il 39enne, aveva cominciato a frequentare un altro uomo. 

La ex coppia aveva continuato a vivere da separati in casa. E tutti e tre, lavorano nella stessa azienda. Fattori, questi, che hanno contribuito a peggiorare la situazione: non mancavano, infatti, le occasioni per incontrarsi. Soprattutto, non mancavano i momenti in cui l’uomo non offendesse la sua ex, in cui non controllasse se usciva o se restava a casa, in cui non la minacciasse di toglierle la custodia della figlia. 

In un’occasione, aveva seguito anche la sua ex con il nuovo compagno e li aveva minacciati entrambi

Costretta a chiamare i carabinieri per rientrare in casa

Non c’erano solo le minacce, i pedinamenti e le offese a rendere invivibile quella relazione finita, ci sono state anche le botte. Violenza che sarebbe scoppiata quando la donna, che era con i suoi amici a festeggiare il compleanno, aveva fatto ritorno a casa. Il 39enne, nel corso della serata, le aveva inviato decine di messaggi per costringerla a tornare a casa, minacciandola di non farla rientrare in casa. 

Quando la donna è arrivata, la porta non si apriva. Per entrare è stata costretta a chiamare i carabinieri e il suocero. Ma una volta dentro casa, è esplosa la violenza: dopo averla strattonata, il 39enne le ha tirato un calcio a un fianco. Dopo quell’episodio, l’uomo, difeso dagli avvocati Michela Pierini e Davide Lera, si era trasferito a vivere dalla madre che abitava poco lontano dall’abitazione che aveva condiviso con la sua compagna. 

«Controllava gli orari del parrucchiere e dell’estetista»

La mania di controllo, il 39enne, nei confronti della sua compagna, assistita dall’avvocata Francesca Carnicelli, l’aveva manifestata fin dai primi giorni della loro relazione, quando l’uomo le controllava gli orari e il tempo di permanenza dal parrucchiere e dall’estetista. «Calcolava anche i tempi di permanenza da casa al lavoro», ha spiegato la donna ai carabinieri, quando finalmente ha trovato il coraggio di denunciarlo

È un racconto straziante quello fatto dalla donna ai militari della compagnia di Follonica: il 39enne, quando ha saputo che la sua ex compagna, con la quale viveva da separato in casa, aveva una nuova relazione, cercava le prove di quella che riteneva essere un’infedeltà, anche nel cesto dei panni sporchi. Per dimostrare che la donna avesse avuto rapporti con il suo nuovo compagno. 

81 chiamate mentre è in discoteca

Nonostante le denunce presentate ai carabinieri, l’uomo non ha smesso di tormentare la sua ex compagna. Una sera, dopo averla aspettata sotto casa e dopo aver scoperto che sarebbe andata con alcuni amici a ballare in discoteca, le ha inviato 81 messaggi. 

Messaggi nei quali l’accusava di averla vista con un altro uomo. Un uomo che effettivamente era dentro allo stesso locale ma con il quale la donna non aveva alcun rapporto. Segno quindi, che il 39enne era rimasto davanti alla discoteca finché lei non era rincasata. 

Dopo le denunce presentate ai carabinieri, che avevano portato all’ordinanza di divieti di avvicinamento, la donna era stata costretta anche a chiedere alla società per la quale entrambi lavorano, di cambiare i loro turni, in modo tale da non incontrarsi. Ma anche questo, non era bastato. Ora l’uomo, dopo aver violato la disposizione del giudice, è agli arresti domiciliari. 

 

 

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