GROSSETO. Spesso le cronache dimostrano quanto i giovani d’oggi possano essere distanti e indifferenti, ma la storia che arriva dal centro commerciale Maremà racconta tutta un’altra realtà.
È la storia di un incontro casuale, avvenuto domenica 8 febbraio, che ha trasformato un momento di difficoltà in una lezione di civiltà e altruismo.
Troppo peso, arriva l’aiuto inaspettato
Protagonista della vicenda è Giuseppe Santucci, grossetano, che terminati gli acquisti al supermercato si è trovato in evidente affanno: tra le mani aveva due borse stracolme e due pesanti confezioni d’acqua.
Un carico proibitivo da trasportare da solo fino all’auto, ma proprio quando la fatica sembrava avere la meglio, si è materializzato quello che l’uomo ha definito un vero e proprio “angelo”.
Senza che gli venisse chiesto nulla, un giovane gli si è avvicinato con naturalezza ed ha preso in consegna il carico in eccesso accompagnando l’uomo al parcheggio.
Un gesto spontaneo, quasi d’altri tempi. Quando il signore, incredulo, ha cercato di ringraziarlo offrendogli almeno un caffè, il giovane ha declinato con un sorriso e una frase che colpisce per la sua semplicità: «È un dovere aiutare chi è in difficoltà».
Un “angelo” di nome Alessandro
Prima di congedarsi i due si sono presentati. È così che è stato possibile conoscere il giovane “soccorritore” che si chiama Alessandro Rubega, è di origini venete e indossa la maglia del Follonica Hockey.
Un atleta, dunque, che ha dimostrato come i valori dello sport – il sacrificio e il sostegno reciproco – non restino confinati in pista, ma possano essere applicati anche nella vita quotidiana.
«Ragazzi come lui ce ne sono pochi», ha commentato con gratitudine il protagonista della vicenda, desideroso di rendere pubblico questo episodio per sottolineare l’estrema gentilezza e l’animo nobile del giovane sportivo. In un mondo che corre veloce, Alessandro ha scelto di fermarsi, dimostrando che il vero altruismo non cerca ricompense, ma solo il bene dell’altro.



