PIOMBINO. Il futuro del polo siderurgico di Piombino precipita nuovamente nell’incertezza.
Quello che doveva essere il momento della svolta si è trasformato nell’ennesimo nulla di fatto: l’incontro previsto con la direzione di Jsw Steel Italy è saltato, lasciando i sindacati e migliaia di famiglie nel limbo.
Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm denunciano un silenzio assordante che dura ormai dallo scorso 4 dicembre. In quella data, il presidente Marco Carrai e i Ceo Sudhakar Asawale e Vinay Tiwari avevano assicurato la firma del nuovo Accordo di programma entro Natale.
Ad oggi, di quel documento si sono perse le tracce.
Un’azienda allo sbando
Il grido d’allarme delle sigle sindacali è durissimo: «Siamo di fronte a un disastro annunciato».
Nonostante la disponibilità dei lavoratori a discutere un nuovo accordo sindacale, condizione posta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy MiMit, tutto sembra essersi fermato.
«Mentre l’azienda appare totalmente allo sbando e disinteressata alla gestione, la politica a ogni livello resta inerte, in attesa di non si sa cosa» dichiarano i rappresentanti dei lavoratori.
Anche la richiesta di un incontro urgente inviata al Ministero lo scorso 28 gennaio è rimasta, finora, senza risposta.
Le criticità: dal piano industriale al “caso” Bam
I sindacati chiedono risposte immediate su punti che definiscono vitali per la sopravvivenza del sito:
- Investimenti e occupazione: chiarezza sul piano industriale per Jsw, Piombino Logistics e Gsi, con garanzie di salvaguardia per tutti i lavoratori tramite ammortizzatori sociali fino al completamento degli investimenti.
- Questione Bam: forti preoccupazioni sul costo del Bam, il nuovo sistema di tariffe e oneri, che invece dei pochi euro ipotizzati dal Ceo Asawale, sembrerebbe pesare per 60/70 euro a tonnellata, rischiando di mandare fuori mercato la produzione di rotaie.
- Impianti e manutenzione: si rincorrono voci di una lunga fermata del treno rotaie a partire da aprile, un impianto già gravato da pesanti criticità tecniche.
- Salari: La necessità di discutere l’accordo integrativo e il pagamento dell’elemento perequativo per i lavoratori che non beneficiano degli accordi attuali.
L’appello alle istituzioni e lo stato di mobilitazione
Fim, Fiom e Uilm hanno lanciato un appello diretto al sindaco Francesco Ferrari, e al Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, affinché si attivino immediatamente per sbloccare lo stallo con il MiMit.
Il tempo delle attese sembra però scaduto. Il prossimo 18 febbraio, in occasione delle assemblee per il rinnovo del CCNL, i lavoratori saranno chiamati a decidere le prossime mosse.
Se non arriveranno convocazioni ufficiali, il sindacato è pronto a mettere in campo tutte le necessarie iniziative per difendere il polo siderurgico e il futuro di Piombino.