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Gennaro e i gettoni della felicità

È l’unico venditore di palloncini ambulante in città, un mestiere tanto datato quanto immortale: «Non morirà mai, come l’amore delle persone»
Gennaro Delli Paoli
Gennaro Delli Paoli nel sul banchetto nel parco giochi di via Ximenes

GROSSETO. Se la felicità avesse una profondità, sarebbe quella degli occhi di Gennaro. Se avesse dei colori, sarebbero quelli dei suoi palloncini. Oramai da 10 anni presenza fissa nel parco giochi di via Ximenes. In estate anche a Marina di Grosseto.

Gennaro Delli Paoli porta avanti un mestiere analogico in un mondo sempre più digitale. Senza alcun timore che la brillantezza degli smartphone possa competere con la lucentezza dei suoi palloncini. Non sono pezzi di plastica. «Qui si comprano emozioni – racconta sincero dietro al suo banco – si compra un pezzo di felicità. E la felicità non ha fine. La vedo negli occhi dei nonni che regalano un palloncino ai nipoti, in quelli dei genitori, nei bambini. È un fiume brillante che non si esaurisce e allo stesso modo non troverà fine un mestiere come quello che faccio».

«Il lavoro finirà se smetteranno di esistere le persone e il loro amore – prosegue – Un lavoro così finisce se non si è più in grado di amare. Una cosa fatta con il cuore per me dura, per sempre. Non c’è la fine».

Gennaro Delli Paoli palloncini
Alcuni dei palloncini di Gennaro

Da Gennaro “solocosebelle”

Gennaro, classe 1981, è originario di Napoli ed è arrivato a Grosseto 22 anni fa. Non ha perso né l’accento partenopeo né l’affetto per la squadra biancoceleste, ma nel frattempo ha sviluppato un altro amore, quello per Grosseto.

Una città che lo ha adottato e alla quale si sente di dire grazie. «Sono venuto a Grosseto quando ero poco più che maggiorenne – ricorda – ho iniziato lavorando in uno stabilimento balneare a Marina. Grosseto La trovo una bella città e l‘affetto dei grossetani non è mai venuto meno fin dai primi giorni e qui è il mio cuore. A Grosseto ho conosciuto mia moglie Annamaria e qui sono nati i miei figli Andrea e Luca, nel 2011 e nel 2023».

Dopo l’esperienza nello stabilimento di Marina di Grosseto, Gennaro ha proseguito qualche anno facendo il barista. Sempre più circondato da persone che hanno contribuito a fare della Maremma un luogo accogliente e generoso. Tra un cappuccino e un cornetto però, guardando fuori dal bar, sentiva che alla città mancasse qualcosa, qualche nota di colore.

Così ha deciso di diventare il suo re dei palloncini con l’attività dal nome “Solocosebelle“. «Mi è venuta questa idea, volevo fare un regalo alla città che tanto mi stava dando – dice Gennaro – trovavo che questo mestiere a Grosseto mancasse, così, ho deciso di provare».

Gennaro Delli Paoli palloncini solocosebelle
“Solocosebelle” nel parchetto di via Ximenes

Le difficoltà non sono mancate ma a mettere le ali al suo sogno hanno contribuito molto anche i cittadini. «Il contatto con i grossetani è stato sempre molto importante – racconta Gennaro – al parco scambiamo due parole, capita che partecipi anche a feste e compleanni, e iniziando con poco ho potuto arricchire anche la mia offerta.  Iniziare con questo lavoro non è stato facile, devo dire che ho anche avuto la fortuna di avere una moglie meravigliosa che mi supporta sempre. Mi ha cambiato la vita. Abbiamo passato momenti difficili ma, insieme, ce la abbiamo sempre fatta».

 

Il gettone della felicità

Probabilmente sia Grosseto che Gennaro avevano bisogno di trovarsi. Ora quell’angolo del parco è sempre colorato di palloncini a giocattoli, così come le estati a Marina, così come alcune delle ricorrenze maggiori in piazza Dante.

Con l’arrivo del Natale, anche per Gennaro la stagione si illumina ulteriormente. «Ogni bambino che passa di qui è il futuro – dice Gennaro – non solo mio ma di tutti. Così affronto il mio lavoro».

Gennaro Delli Paoli palloncini
A Marina di Grosseto

«Quello che viene comprato ai più piccoli con qualche euro al mio banco, so bene che magari a casa i bambini lo hanno già. Magari hanno già un pallone, una macchinina. Ne hanno due, tre, quattro – racconta – Però chi si ferma qui, nel momento in cui dona qualcosa al figlio o al nipote, sta facendo un gesto d’amore. È qualcosa che va oltre al regalo a sé o al nipote».

Con un palloncino o un pensiero, si vola in un altro mondo. La felicità può costare davvero pochi euro e così può cambia tutto. «Donare qualcosa è un regalo che, ripetuto, rinnova un amore e talvolta cambia anche la giornata. È un regalo che le persone si fanno tra loro, ma che fanno anche a me. Capita con molti di fare due parole e oltre al regalo non manca mai quello scambio di consigli o battute, ed è sempre un piacere».

«Grazie Grosseto, non ti cambierei con nessun’altra città»

Gennaro ha trovato in Grosseto il luogo dove vivere.  «Non tornerei a Napoli – dice – Sono felice qua e sono contento che i nostri figli crescano qua. Non vivo nell’oro ma sto bene nell’animo. Credo nelle istituzioni, nella medicina grossetana, nelle scuole della città e soprattutto nel valore dei suoi abitanti».

Grosseto per Gennaro si è dimostrata sempre presente in questi anni. «I cittadini mi hanno sempre supportato – dice – così come le varie amministrazioni comunali. Vivo la città con serenità. Le Forze dell’ordine ci sono e mi sento sicuro. C’è tanta gente perbene a Grosseto».

Gennaro Delli Paoli
Gennaro Delli Paoli

Se dovesse scegliere un luogo della città che gli piace di più, sceglierebbe il centro storico. «Mi piace tutta – racconta – ma la sua perla è sicuramente il centro. Un luogo dove poter passare pomeriggi tranquilli e godersi una passeggiata con la famiglia. Credo molto anche nei commercianti di questo posto. Persone forti e sincere. A volte quando passo vedo i titolari al lavoro nei negozi. Il loro legame con la città è così radicato e genuino, che caratterizza tutto il centro».

«Voglio davvero dire grazie a tutto il popolo grossetano che in questi anni mi ha supportato e sta continuando a farlo – conclude Gennaro – in questa città c’è tanto bene e le persone si sanno voler bene e lo sanno dimostrare. Anche per questo mi piace. Auguro a tutti buone feste».

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