GROSSETO. Il gasolio finisce alle 7 del mattino e torna disponibile soltanto un’ora e mezzo dopo. È successo da Grifo Carburanti di Michele Guasti, che giovedì 24 settembre ha venduto più litri del solito. Una maggiore richiesta che ha lasciato il distributore con le cisterne quasi vuote proprio mentre, con l’aumento dei prezzi, anche gli ordini del carburante vengono contingentati.
«Avevamo venduto più gasolio del solito e siamo arrivati corti – racconta Michele Guasti – Non so perché abbiamo lavorato così tanto. Il gasolio è finito alle 7 del mattino ed è tornato disponibile verso le 8.30».
Un’ora e mezzo senza diesel che racconta anche quanto sia complicato per i gestori programmare gli approvvigionamenti quando i prezzi iniziano a correre.
«Quando ci sono forti aumenti contingentano il prodotto»
Guasti aveva ancora una scorta di gasolio, ma non aveva potuto effettuare l’ordine il giorno precedente. «Quando ci sono aumenti particolari il prodotto è contingentato, è una cosa che è sempre successa – spiega – E può capitare che i fornitori sospendano l’inserimento degli ordini».
Questo accade quando il prezzo all’ingrosso sale rapidamente, aumenta anche il costo necessario per rifornire gli impianti e possono crescere contemporaneamente gli ordini dei distributori, per esempio perché cercano di assicurarsi prodotto prima di ulteriori rialzi. Il fornitore può allora limitare temporaneamente le quantità ordinabili o sospendere l’inserimento degli ordini, per distribuire le disponibilità tra la propria rete ed evitare che alcuni impianti assorbano quantità molto elevate.
Il gestore, quindi, non può necessariamente acquistare tutto il carburante che vuole nel momento in cui decide di farlo. Se nel frattempo le vendite aumentano più del previsto, le scorte possono quindi terminare prima dell’arrivo del rifornimento successivo.
Il prezzo può cambiare dopo aver fatto l’ordine
Ma la situazione cambia da distributore a distributore. Un altro gestore grossetano, anche lui rimasto senza gasolio, racconta un’attività nella quale rialzi e ribassi possono modificare il costo del carburante anche dopo che ha effettuato l’ordine.
«Ordino la sera e può arrivarmi un messaggio che mi comunica un aumento o una diminuzione del prezzo – racconta – A quel punto viene fatta una nota di credito o di addebito e cambia quanto devo pagare. I margini di guadagno sono bassi, a meno che non si tratti di una vecchia attività con contratti più redditizi».
Il prezzo esposto alla pompa, quindi, deve fare i conti innanzitutto con quanto il gestore ha pagato il carburante che ha nelle cisterne. E c’è un limite oltre il quale non può scendere senza erodere completamente il proprio margine.
Non esiste però una situazione identica per tutti. «È soggettivo da gestore a gestore», spiega. Il gestore, per qualche giorno, ha avuto uno fra i prezzi più bassi della città e sono molti i grossetani che sono passati da loro per fare rifornimento, tanto che hanno esaurito il carburante prima dell’ordine.
«Quando i prezzi sono alti vengono soprattutto i clienti fedeli»
L’altra faccia della medaglia arriva quando benzina e gasolio raggiungono prezzi molto elevati. E a guadagnare dalla speculazione del petrolio sono le aziende che forniscono il carburante, soprattutto per quei fornitori il cui greggio non passa dallo Stretto di Hormuz.
«Quando il costo era alto (e lo era anche per noi) non lavoravamo molto, venivano soprattutto i clienti fedeli – racconta il gestore – Noi non decidiamo il prezzo, anzi spesso e volentieri ci viene imposto e dipende sempre da fornitore a fornitore».
E per alcune stazioni di servizio la vendita del carburante non basta: benzina e gasolio vengono affiancati ad altre attività, come autolavaggio, officina meccanica, affitto di posti auto oppure bar. Servizi diversi che aiutano a sostenere un’attività nella quale il prezzo di acquisto può cambiare rapidamente, i margini non sono uguali per tutti e persino la possibilità di ordinare nuovo carburante può essere temporaneamente limitata.
Ma il prezzo dei carburanti non dipende solo dai fornitori: nel prezzo finale incidono anche la componente fiscale, con accise e Iva, e gli altri costi della filiera. Fino al 17 settembre sul gasolio era in vigore uno sconto fiscale di 17 centesimi al litro. Dal 18 settembre il governo ha ridotto progressivamente l’agevolazione. Fino al 25 settembre l’accisa sul gasolio è di 57,29 centesimi al litro, mentre dal 26 settembre al 5 ottobre salirà a 62,29 centesimi al litro: 5 centesimi in più per ogni litro di carburante. Una riduzione dello sconto che si aggiunge alle tensioni sui mercati energetici e che contribuisce a far salire il conto alla pompa.




