GROSSETO. Una semplice serata fuori per mangiare una pizza si è trasformata in un incubo per una coppia di grossetani che vive nella zona del Tiro a segno.
I due erano usciti intorno alle 20, come tanti il sabato sera, e poco prima delle 22 erano già di ritorno. Al rientro, però, si sono trovati davanti a una scena sconvolgente: la loro villetta, affacciata sulla pista ciclabile, era stata completamente messa sottosopra dai ladri.
Cassetti svuotati, armadi buttati all’aria, mobili ribaltati persino in cucina. Ogni stanza mostrava segni evidenti di un passaggio rapido ma metodico. Un fine settimana da dimenticare, l’ennesimo episodio che va ad aggiungersi alla lunga serie di furti registrati in questo autunno inquieto per la città di Grosseto.
Nessuna effrazione: aperti portone blindato e cassaforte
Il dettaglio più inquietante emerso dopo la denuncia è che nell’abitazione non sono stati trovati segni di scasso. Il portone blindato risultava aperto, sebbene fosse stato chiuso a tripla mandata prima dell’uscita, così come la cassaforte a muro dove erano custoditi denaro e gioielli.
Secondo la prima ricostruzione della polizia, intervenuta su richiesta dei proprietari, i ladri potrebbero aver utilizzato un passepartout, ovvero una chiave universale, quella che viene chiamata “chiave bulgara“, capace di aprire serrature domestiche senza lasciare tracce. Una modalità che rende il furto ancora più preoccupante per i residenti della zona.
Famiglia probabilmente osservata: colpo studiato nei dettagli
La coppia vive con un figlio, che quella stessa sera era uscito più tardi per conto suo. Gli investigatori non escludono che i ladri potessero monitorare da tempo movimenti e abitudini della famiglia, scegliendo il momento più favorevole per entrare e agire indisturbati.
Una volta in casa, la banda avrebbe aperto la cassaforte, prelevando oro e contanti, per poi dileguarsi rapidamente senza lasciare rumore né danneggiare accessi o infissi.
Non è il primo caso: furti simili già registrati negli ultimi anni
Il metodo ricorda una serie di colpi avvenuti qualche anno fa nella zona della cittadella, sempre a Grosseto, quando diversi appartamenti furono svaligiati senza alcuna effrazione apparente. Anche allora i proprietari rientravano e trovavano i portoni blindati regolarmente chiusi, come se nulla fosse successo, apribili soltanto con chiavi «universali».
La somiglianza con l’episodio attuale riaccende le preoccupazioni tra i residenti, che chiedono maggiori controlli e protezioni contro furti sempre più silenziosi e organizzati.



