Costa Civica: il civismo costiero si organizza per cambiare marcia alla Toscana | MaremmaOggi Skip to content

Costa Civica: il civismo costiero si organizza per cambiare marcia alla Toscana

I territori uniti per superare la «Toscana a due velocità»: amministratori e sindaci a confronto per una costa protagonista e un civismo capace di farsi «locomotiva della regione».
Il primo congresso della Costa Civica

VAL DI CORNIA. Non è stato solo un incontro tra amministratori, ma un vero e proprio “laboratorio politico” quello che si è tenuto sabato 18 aprile a Cecina. Il primo congresso di Costa Civica ha segnato il debutto ufficiale di un progetto che punta a unire le forze civiche del litorale per pesare di più negli equilibri della Regione Toscana. Una giornata di grande partecipazione, ascolto e confronto che ha messo intorno a un tavolo sindaci, assessori e consiglieri di diverse sensibilità progressiste.

Una rete per il territorio: i tre coordinatori

I lavori, moderati dalla consigliera cecinese Emma Gaglio, sono stati aperti dai tre coordinatori della Rete: Jessica Pasquini sindaca di Suvereto, Domenico Di Pietro presidente del consiglio comunale di Cecina e Giovanni La Sala capogruppo di Livorno Civica.

Pasquini ha voluto evidenziare la maturità raggiunta dal movimento: «Un civismo radicato e maturo per costruire progetti e azioni di rilevanza sovracomunale, nell’interesse di tutti i territori».

Sulla stessa linea Di Pietro, che ha richiamato la necessità di un cambio di passo nel metodo: «Sintesi politica spesso mancata a questo territorio, ma che è indispensabile per poter indirizzare le strategie sovracomunali».

La Sala ha infine tracciato i confini ideologici dell’operazione: «lo spazio in cui si muove Costa Civica: quello della giustizia sociale, dell’uguaglianza, dei diritti, della sostenibilità ambientale e della partecipazione. Insomma, una chiara prospettiva progressista che possa favorire il dialogo con le altre forze politiche di centrosinistra».

Un’agenda tematica tra ambiente e sviluppo

I sindaci della Costa civica in congresso

Il congresso ha messo sul tavolo un’agenda politica densa di contenuti tecnici, affrontati attraverso le relazioni dei vari esponenti della rete. Il dibattito ha spaziato dai temi della pace e dei diritti, approfonditi da Giovanni La Sala e Mattia Mura, alle priorità su salute e diritto alla casa esposte dall’assessora cecinese Simona Salvadori.

La sostenibilità è stata invece il filo conduttore che ha legato gli interventi di Giovanna Cepparello sull’ambiente, di Jessica Pasquini sulle energie rinnovabili e di Paolo Riccucci sul turismo sostenibile, prima di arrivare alla visione d’insieme del «Piano della Costa» illustrato dal sindaco di Livorno, Luca Salvetti.

Salvetti: «Siamo la locomotiva della regione»

L’intervento di Luca Salvetti ha dato un respiro strategico alla giornata, inquadrando Costa Civica come un modello esportabile: «Costa Civica nasce per legare, permettendo di superare quelle dinamiche locali che ci vedono amministrare con compagini diverse. La nostra esperienza livornese può rappresentare uno stimolo ed un modello per contribuire alla costruzione di una sinistra partecipata in grado di rappresentare un’alternativa alle destre nazionaliste. Quello a cui puntare è il superamento della Toscana a due velocità, rendendo consapevole il governo regionale che il nostro territorio costiero non è da trainare ma può diventare locomotiva per tutta la regione».

Apertura al dialogo e sguardi al futuro

Il congresso ha incassato anche l’interesse del Partito Democratico. Alessandro Franchi, segretario della Federazione PD di Livorno, presente tra il pubblico, ha dichiarato: «è importante per il PD aprire le porte al confronto e alle diverse sensibilità, a partire dai contenuti come ho sentito qui a Cecina e sui temi sovracomunali di interesse generale condivisi, per lavorare insieme».

Significativi, in chiusura, i contributi dei sindaci Alessandro Giari di Castellina Marittima, che ha definito l’evento «un’esperienza che solo pochi anni fa sarebbe stata impensabile, quella di un confronto pragmatico come quello di questo congresso», e di Sandra Scarpellini di Castagneto Carducci, a suggellare un’unità d’intenti che ora attende la prova dei fatti nelle prossime sfide amministrative regionali.

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