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Fosso Cervia chiuso dalle alghe, diporto nel dramma

L’associazione Protemare che gestisce il piccolo attracco lungo l’alveo del fosso Cervia è in difficoltà. Impossibile uscire con le barche
Il fosso Cervia a Follonica chiuso dalle alghe
Il fosso Cervia a Follonica chiuso dalle alghe

FOLLONICA. Si mettono male le cose per la salute del fosso Cervia. In particolare, dopo l’improvvisa colorazione biancastra apparsa nelle settimane scorse che ha reso necessario l’intervento dell’Arpat e dell’ufficio ambiente del comune di Follonica, si profilano altre difficoltà per l’associazione Protemare che gestisce il piccolo attracco lungo l’alveo del canale al confine tra la provincia di Grosseto e quella di Livorno.

L’associazione, costituita nel 1989 attualmente presieduta da Gianni Baiocco, è composta da circa un centinaio di soci che sono anche i proprietari delle piccole imbarcazioni ormeggiate lungo il fosso a cui, per convenzione, spettano le attività della “nautica sociale” nonché la manutenzione del luogo.

Calano i soci, aumentano le spese

Ultimamente la preparazione ai lavori per le barriere soffolte a difesa dell’arenile che va verso Torre Mozza, ha creato non pochi problemi tra cui la diminuzione dei soci che da 100 sono passati a 85, visto che il cantiere ha di fatto occupato per diverso tempo gli spazi prima destinati ai proprietari delle barche.

In conseguenza a questo sono anche diminuite le quote entrate nelle casse della società, per la quale invece le spese sono destinate ad aumentate vertiginosamente.

«I costi che si prospettano per i prossimi mesi sono proibitivi per i soci rimasti nell’associazione –  spiega Marco Donati, segretario amministrativo della Protemare – a cominciare dall’aumento del 70% del canone demaniale che andrà dai circa 20.000 euro del 2022 ai 35.000».

IL VIDEO

 

 
 
 
 
 
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Il canale è insabbiato

Oltre alla perdita delle quote e all’aumento del canone demaniale infatti, c’è da fare i conti con l’insabbiamento della foce del canale attualmente ancora chiuso dall’ammasso di alghe che lì si sono depositate.

Una chiusura che non solo impedisce l’uscita delle imbarcazioni verso il mare, ma sta compromettendo l’ossigenazione e la salubrità delle acque al suo interno.

«In merito alla pulizia della foce che prima o poi dovrà comunque essere fatta, facciamo presente che per far portare il materiale nella discarica prevista, occorreranno circa 35/36.000 euro. Noi non potremmo mai raggiungere queste cifre» spiega Donati.

«Intanto qui al Cervia ci si augura di ottenere l’autorizzazione da parte dell’ingegner Renzo Ricciardi (responsabile del Genio Civile Toscana Sud della Regione Toscana) per poter effettuare almeno una pulizia provvisoria come quella fatta lo scorso giugno».

Nel frattempo però la situazione è quella delle foto, mentre dal comune di Follonica e dall’Arpat si stanno ancora aspettando i risultati delle analisi delle acque fatte per individuare la sostanza bianca che invase il Cervia una paio di settimane fa.

 

 

 

 

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