Follonica in rivolta per la nave rigassificatrice nel golfo | MaremmaOggi Skip to content

Follonica in rivolta per la nave rigassificatrice nel golfo

Per compensare la carenza di gas russo, è previsto l’arrivo della Golar Tundra nel porto di Piombino, un’operazione decisa senza sentire il parere dei Comuni
La nave che ha a bordo il rigassificatore
Una nave rigassificatrice

FIRENZE. L’impianto di rigassificazione in Toscana interesserà il golfo di Follonica partendo dal porto di Piombino. Questo dice il progetto redatto dai tecnici di Snam

La nomina da parte del governo dei due commissari (i due presidenti regionali Bonaccini e Giani) per i rigassificatori ha reso evidente la sua scelta sulla localizzazione dei rigassificatori ovvero Ravenna e Piombino. Il progetto per quanto riguarda Piombino, insieme al memorandum sull’impianto di rigassificazione, è stato l’argomento principe di una riunione in Regione indetta dal presidente Eugenio Giani oggi, venerdì 17 giugno.

All’incontro hanno preso parte il sindaco di Follonica Andrea Benini e l’assessora all’ambiente Mirjam Giorgieri.

La nave rigassificatrice nel porto di Piombino

La nave che dovrebbe arrivare a Piombino è attualmente in rotte lontane, è lunga quasi 300 metri per 40 metri di larghezza. Sarà agganciata ad un tubo che dovrà essere connesso al territorio dal porto, per poi immettersi nella rete nazionale dell’energia del gas. Da qui ad un anno è previsto posizionamento ed entrata in funzione. Il presidente Giani ha intenzione di chiedere azioni di bonifica da svolgere non solo dove ci sarà il tubo, ma per tutto quel territorio dove le bonifiche chieste da anni non sono ma avvenute.

Una foto dell’incontro in Regione

Il presidente Giani nell’incontro ha chiarito perché la nave andrà in porto e non a largo. «Per realizzarla al largo ci vuole più tempo, la Toscana ha già una di piattaforma a 12 chilometri dal porto di Livorno – dice Giani – Dobbiamo agire velocemente con un rigassificatore che allo stato attuale arrivi ad integrarsi in tempi brevi con ciò che abbiamo attualmente. Il porto di Piombino è stato scelto perché ha una banchina lunga in grado di ospitare questa nave e ha un pescaggio di 20 metri di profondità». Entro 120 giorni andranno raccolte tutte quelle autorizzazioni necessarie perché l’opera possa procedere.

Follonica non ci sta

«La riunione di oggi, per la quale ringrazio il presidente Giani, ha senza dubbio dato molte delle risposte che mancavano – ha commentato il sindaco Andrea Benini – fino ad oggi erano infatti mancate tante informazioni per comprendere bene il progetto ventilato per Piombino, un progetto che coinvolge anche ovviamente il Comune di Follonica. Possiamo intanto escludere la possibilità di realizzazione di una piattaforma offshore nelle acque del Golfo di Follonica».

Andrea Benini

Il sindaco di Follonica, di fronte al presidente della Regione e ai colleghi della Val di Cornia, ha poi espresso preoccupazione per un’anomalia definita “inquietante”: «Il posizionamento della nave rigassificatrice nel porto di Piombino sembra essere una decisione già presa dal Governo – ha detto – e non un’eventualità ancora da discutere e valutare. Una decisione che ci è piovuta dall’alto, senza sapere il perché e il per come. Sul territorio, però, a guardare in faccia le cittadine e i cittadini, ci siamo noi, gli amministratori locali. Ed è questo l’elemento spiazzante, l’anomalia: la decisione sembra essere stata presa a prescindere dall’iter autorizzatorio. Ma l’autorizzazione dovrà passare, invece, da molti enti di controllo».

L’inceneritore di Scarlino come esempio

Benini a Firenze ha portato l’esempio delle vicende legate all’inceneritore di Scarlino, una storia recente e dura, che ha visto il Comune di Follonica impegnato a lungo, in varie sedi, per cambiare le decisioni che erano state prese a priori per il territorio.

L'inceneritore di Scarlino
L’inceneritore di Scarlino

«Non possiamo fidarci, a prescindere, dei tecnici Snam senza attivare, prima, tutti i caratteri di controllo necessari – ha affermato Benini – Senza che gli organismi pubblici e di controllo svolgano appieno il proprio ruolo. Noi veniamo dalla vicenda sanguinosa e recentissima del vecchio inceneritore di Scarlino. Per anni si sono susseguite numerose sentenze, che hanno via via massacrato la proposta della società privata Scarlino Energia».

«L’iter per la riaccensione dell’inceneritore è stato travolto dalle sentenze. Alla luce di questa micidiale esperienza – ha proseguito Benini – per il rigassificatore deve esserci un iter vero, non predeterminato. Ancora non abbiamo le carte in mano e non dobbiamo dare nulla per scontato».

Benini, ha infine reso palese la sua preoccupazione per la nave rigassificatrice, che dovrebbe prevedere un circuito aperto per la gassificazione del metano e per le ripercussioni di questa lavorazione nel golfo di Follonica, che da anni, oltre al santuario Pelagos dei cetacei, accoglie il più importante impianto di itticoltura d’Italia, con una produzione che copre circa il 60 percento del fabbisogno nazionale. «La nave potrebbe avere un impatto economico ed occupazionale importante sul nostro territorio – ha concluso Benini – ma potrebbe anche incidere violentemente su un’eccellenza della produzione nazionale e Toscana».

La Regione tra chiarimenti e proposte

Il presidente della Regione Giani, seppur scettico afferma che: «C’è un interesse nazionale che deve essere eseguito e in questo interesse c’è anche il mio impegno ad avanzare al Governo un memorandum in cui il Governo, che chiede questo sacrificio a Piombino, garantisca quegli investimenti che da anni erano promessi e non sono stati fatti. Investimenti che riguardano bonifica ambientale nei luoghi dove le acciaierie hanno prodotto materiale che deve essere rimosso o reso ambientalmente compatibile. Penso anche alle infrastrutture che ci possono consentire di arrivare al porto e alle banchine senza dover passare dal centro di Piombino».

Eugenio Giani

Il presidente allarga l’orizzonte anche alle prospettive, a quello che potrà essere anche un distretto di energie rinnovabili: «L’altro territorio non utilizzato, occupato dalle acciaierie, può essere recuperato e indirizzato verso il distretto delle rinnovabili – annuncia Giani – Ecco, io dal governo vorrei andare potendo prospettare da un lato il gassificatore per come si propone e dall’altro portare anche l’impegno che venga attuato nei prossimi anni l’interesse di un territorio che va ad avere questo gravame»

 

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