Finisce all'ospedale il giorno delle nozze per un ago | MaremmaOggi Skip to content

Finisce all’ospedale il giorno delle nozze per un ago

Irene si è presentata al pronto soccorso con l’abito bianco: ha resistito al dolore lancinante per tutta la cerimonia e per tutta la festa. Per rimuoverlo dalla gamba è servito l’intervento della chirurga: «Dobbiamo ringraziare il personale dell’ospedale»
Irene Fioramanti al pronto soccorso dell’ospedale di Orbetello con l’abito da sposa

CAPALBIO. Aveva atteso il giorno delle sue nozze con Gabriele come tutte le giovani spose: con l’ansia che sale, con il cuore che batte all’impazzata, con l’emozione di pronunciare il fatidico sì. Lo aveva fatto dopo essere stata costretta dal Covid a rimandare per due volte l’appuntamento con il giorno più bello della sua vita. 

Se lo aspettava proprio così, bello come l’amore che la unisce a Gabriele. Invece, il giorno delle nozze di una giovane sposa venticinquenne si è trasformato in un incubo. A causa di un ago che probabilmente era rimasto nello strascico del vestito e che le si è conficcato in una gamba

L’incidente è successo quando la ragazza si è seduta sulla sedia per la celebrazione delle nozze, in Comune a Capalbio. Irene ha sentito un dolore fortissimo e ha cominciato a piangere. «Per noi – racconta la mamma Marta – erano lacrime di gioia ed emozione. E invece stava soffrendo le pene dell’inferno». 

Un ago rimasto nello strascico del vestito

Irene Fioramanti e Gabriele Sesteggiani si sono conosciuti 13 anni fa e a lungo hanno cullato il sogno di diventare marito e moglie. Tutto potevano aspettarsi da questo giorno speciale, tranne di dover far terminare la festa prima del tempo e correre al pronto soccorso dell’ospedale di Orbetello, dove, finalmente, è stato scoperto cosa fosse a provocare quel dolore insopportabile alla sposa. 

Un ago che si era conficcato nella gamba della ragazza e che era finito a una profondità di un centimetro e mezzo

Gabriele e Irene il giorno delle nozze

«Quando Irene mi ha detto di avere quel gran dolore alla gamba – dice la mamma – ho pensato che fosse una cosa di poco conto. Gli sposi sono andati a farsi le foto e tutti gli invitati sono andati ad aspettarli al ristorante. Quando mia figlia è tornata siamo andate in bagno per vedere cosa le fosse successo. Aveva, da tradizione, la giarrettiera, con un cuoricino. Gliel’ho tolta, pensando che si fosse girato proprio quello e che le avesse fatto male». 

Invece, anche al ricevimento, il dolore non passava. Anzi, aumentava sempre di più. 

Alle nozze c’era anche un’amica della sposa che lavora al 118. «Siamo tornate in bagno per vedere se c’era qualcosa – racconta Marta – abbiamo visto solo un puntino rosso. Toccando la gamba di mia figlia, si sentiva che c’era qualcosa dentro, come un pallino. È stato allora che ho pensato a uno spillo». 

L’intuizione della mamma della sposa è stata esatta. Nella gamba di sua figlia c’era un ago lungo cinque centimetri, che probabilmente era rimasto nello strascico del vestito. 

La cena finita in anticipo e la corsa al pronto soccorso

La conferma che a rovinare il giorno più bello di Irene fosse proprio un ago, è arrivata quando la giovane sposa è entrata al pronto soccorso del San Giovanni di Dio

La venticinquenne, accompagnata dalla mamma, è arrivata all’ospedale poco dopo le 23 di sabato 2 dicembre. Il personale del pronto soccorso non credeva ai suoi occhi: con l’abito bianco addosso, Irene si è sdraiata sul lettino dove, grazie a una radiografia, nella sua gamba è stato individuato l’ago

Irene Fioramanti al pronto soccorso con il vestito da sposa

«Era entrato in profondità – spiega ancora la mamma della sposa – tanto che ci hanno detto di tornare domenica mattina, perché c’era bisogno dell’intervento del chirurgo».

Domenica 3 dicembre, la giovane sposa è tornata al pronto soccorso e questa volta l’ago è stato sfilato dalla sua gamba dalla chirurga

La mamma della sposa: «Il personale dell’ospedale è stato fantastico»

Irene e Gabriele, domenica pomeriggio hanno organizzato un rinfresco con gli amici. Ma la sposa è stata costretta a presentarsi in tuta, dopo l’estrazione dell’ago. All’ospedale di Orbetello, il sabato sera e la domenica mattina, il personale non credeva ai suoi occhi. «Non è uno scherzo, è una sposa vera», si dicevano tra loro, per cercare di distrarre anche Irene. 

«Il personale dell’ospedale è stato fantastico – dice la mamma – medici, infermieri, oss, tecnici. Erano tutti lì intorno, chi le teneva la mano, chi la coccolava, chi la abbracciava. Noi non possiamo fare altro che ringraziarli, uno per uno, perché hanno trattato mia figlia con grande sensibilità. Fortunatamente non ha avuto bisogno di andare in sala operatoria perché la chirurga è riuscita ad estrarre l’ago. Ma ne avrà almeno per una settimana». 

È un ringraziamento commosso, quello della sposa e della sua mamma, rivolto al personale dell’ospedale di Orbetello. «È vero, la festa di mia figlia è stata rovinata – dice Marta – ma presto gliene organizzerò una nuova. Non sarà lo stesso, ma almeno sarà libera di festeggiare senza tutto quel dolore». 

 

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