GROSSETO. C’è voluto più di un mese prima che il cerchio si chiudesse intorno al 17enne che la sera del 9 gennaio ha ferito gravemente un coetaneo in via Mazzini, rischiando di fargli perdere un occhio.
La procura per i minorenni di Firenze ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. A ferire gravemente un ragazzino che sta ancora lottando per tornare a vederci, sarebbe stato un coetaneo. Un giovane, come lui, residente a Grosseto, che lo avrebbe ferito non con un coltello, come ipotizzato subito dopo l’aggressione, ma con un machete.
Il giovane è indagato a piede per lesioni personali aggravate e per porto ingiustificato di arma od oggetti atti ad offendere.
La ricostruzione dell’aggressione
Non c’è stata soltanto la ferita all’occhio, ma anche un altro fendente alla schiena, nella serata tragica del 10 gennaio, quando il diciassettenne avrebbe colpito un coetaneo al termine di un litigio che aveva coinvolto altri amici.
L’indagato avrebbe impugnato un machete sferrando un fendente all’altezza dell’occhio sinistro della vittima e, subito dopo, un ulteriore colpo alla schiena.
Il ragazzino ha riportato una lesione traumatica del bulbo oculare sinistro con ematoma ed enfisema dei tessuti molli, una frattura della piramide nasale sinistra e un edema periorbitale intraparenchimale esteso fino all’origine della vena porta. Le sue condizioni sono ancora gravi.
All’indagato vengono contestate le aggravanti dei futili motivi, legati a una reazione durante un litigio con altri ragazzi, e dell’utilizzo di un’arma.
Le condizioni del ragazzo ferito
«Stiamo cercando di salvare l’occhio di mio figlio, facciamo il possibile. È un percorso lento, lungo e doloroso. Questa è la nostra priorità». È stata la mamma del ragazzo accoltellato al volto a raccontare, qualche giorno fa a MaremmaOggi, il dramma che la famiglia sta vivendo.
Il giovane è già stato sottoposto a due interventi chirurgici e affronta una lunga convalescenza. Vive immobile, supino nel suo letto. La coltellata ha colpito in pieno il bulbo oculare, provocando una ferita profonda e devastante.
«Non si può muovere, deve stare fermo tutto il giorno, e questo causa non pochi dolori nonostante tutta l’attrezzatura impiegata. Gli unici spostamenti permessi sono per le visite che settimanalmente svolge in ospedale», aveva spiegato la madre, che segue meticolosamente le medicazioni e la somministrazione dei colliri, necessari ogni due ore.
I prossimi mesi saranno decisivi per il recupero della vista.
Le indagini e la conclusione dell’inchiesta
Intanto gli agenti della squadra mobile di Grosseto hanno portato avanti le indagini acquisendo i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in diversi punti del centro storico, dalle Mura medicee, dove sarebbe iniziata la lite, fino a piazza del Sale e via Mazzini. Il diciassettenne sarebbe stato individuato e riconosciuto da diversi testimoni.
Con l’avviso ex articolo 415 bis del codice di procedura penale, la procura ha comunicato all’indagato, al difensore e agli esercenti la responsabilità genitoriale che le indagini preliminari sono concluse. Da questo momento la difesa ha venti giorni di tempo per esaminare gli atti, presentare memorie o chiedere di essere sottoposta a interrogatorio.
Al termine, il pubblico ministero potrà chiedere il rinvio a giudizio o assumere altre determinazioni previste dalla legge.



