Ferie revocate, medico chiede il rimborso: la Cassazione boccia il ricorso | MaremmaOggi Skip to content

Ferie revocate, medico chiede il rimborso: la Cassazione boccia il ricorso

Un dirigente dell’Asl Toscana sud est aveva affittato un appartamento per le vacanze, ma è stato richiamato in servizio. Il caso finisce davanti ai giudici
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GROSSETO. Aveva preso le ferie, affittato un appartamento per le vacanze e sostenuto una spesa che poi non ha potuto sfruttare. Richiamato in servizio per esigenze dell’azienda sanitaria, ha chiesto il rimborso di 535 euro all’Asl Toscana sud est, sostenendo che la revoca delle ferie gli aveva causato un danno economico.

La vicenda, nata a Grosseto, è arrivata fino alla Corte di Cassazione, che però ha dichiarato inammissibile il ricorso, chiudendo così – almeno per ora – il percorso giudiziario.

Cos’è successo

Il dirigente medico aveva regolarmente ottenuto le ferie e aveva affittato un appartamento in una località di villeggiatura. Poco prima della partenza, però, l’azienda sanitaria ha revocato le ferie per esigenze di servizio, costringendolo a rientrare anticipatamente in ospedale.

Secondo il medico, l’Asl avrebbe dovuto rimborsargli le spese sostenute per l’alloggio, che non ha potuto utilizzare. Per questo ha chiesto il pagamento della somma prevista dal contratto nazionale della dirigenza sanitaria.

Il percorso in tribunale

In un primo momento il medico si è rivolto al tribunale di Grosseto chiedendo un decreto ingiuntivo, cioè un ordine di pagamento rapido. Il tribunale, però, ha respinto la richiesta ritenendo di non essere competente.

A quel punto il medico ha presentato ricorso al giudice di pace di Grosseto, che ha chiesto alla Cassazione di chiarire quale giudice fosse competente a decidere il caso.

La decisione della Cassazione

La Corte di Cassazione ha però stabilito che questa richiesta non poteva essere esaminata, perché il provvedimento con cui il tribunale aveva respinto il decreto ingiuntivo non è una decisione definitiva. In parole semplici: non essendo una vera “sentenza”, non può essere portata davanti alla Cassazione.

Per questo i giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso, senza entrare nel merito della richiesta di rimborso.

Cosa significa

La Cassazione non ha detto se il medico abbia o meno diritto al rimborso, ma ha spiegato che la strada scelta per impugnare il caso non era quella corretta. Il dirigente potrà eventualmente ripresentare la domanda davanti al giudice indicato come competente, seguendo però una procedura diversa.

Una decisione che chiarisce i limiti dei ricorsi e che fa da monito a chi, in situazioni simili, intende chiedere rimborsi per ferie revocate e spese non recuperate.

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