Ex Ilva, la giunta Buoncristiani riscrive il masterplan da 10 milioni | MaremmaOggi Skip to content

Ex Ilva, la giunta Buoncristiani riscrive il masterplan da 10 milioni

Apportate modifiche sostanziali al progetto già pronto e finanziato: non solo modifiche tecniche, ma un cambio di impostazione politica sulla rigenerazione dell’area ex Ilva
La ciminiera della centrale elettrica dell'ex Ilva
L’ex Ilva

FOLLONICA. Pronto, approvato e finanziato: il masterplan da 10 milioni di euro che nel giugno 2023 ridisegnava l’area ex Ilva sembrava destinato a entrare nella fase operativa. Ma il cambio di amministrazione ha segnato una svolta. Con una nuova delibera di giunta, il Comune riscrive la strategia “Rigenerazione dell’Area Ilva”, finanziata con fondi del Programma regionale Fesr 2021-2027, introducendo modifiche sostanziali al progetto ereditato dalla precedente amministrazione.

La decisione si inserisce nel lavoro dell’Urban Center, che ha prodotto linee guida e una nuova “vision” per lo spazio pubblico e per la rigenerazione dell’area ex Ilva. Non si tratta soltanto di aggiustamenti tecnici: la delibera dà mandato agli uffici di rimodulare importi e quadri economici e di presentare alla Regione Toscana una proposta di variazione, da caricare sulla piattaforma di Sviluppo Toscana per la verifica di ammissibilità.

Un cambio che appare prima politico che tecnico: non cambiano solo le opere, ma l’impostazione complessiva e la narrazione di interventi già finanziati, riorganizzati e riletti dentro una visione diversa della città.

Il nodo ex falegnameria

Il punto centrale della revisione è la rinuncia agli interventi sull’ex falegnameria, edificio che oggi ospita la scuola media Arrigo Bugiani. Secondo quanto riportato nell’atto, la riqualificazione completa dell’immobile sarebbe possibile solo a edificio libero, ma il trasferimento degli studenti è legato alla realizzazione del nuovo polo scolastico previsto al Parco Centrale, procedura gestita da Inail.

La giunta evidenzia che, allo stato attuale, non è plausibile che il nuovo plesso scolastico possa diventare operativo in tempi compatibili con le scadenze del Fesr 2021-2027. Da qui la scelta di stralciare l’ex falegnameria dal pacchetto degli interventi finanziati e di rimodulare la strategia, mantenendo però le risorse assegnate alle due linee di finanziamento.

Le associazioni che avrebbero dovuto trovare spazio nell’ex falegnameria saranno invece collocate nella Torre dell’orologio.

Cosa cambia nel nuovo piano

La strategia viene riorganizzata in un nuovo elenco di “operazioni”, con l’obiettivo dichiarato di «evitare la dispersione dei cantieri in un’area molto ampia e rendere la rigenerazione più coerente e leggibile».

Viene esclusa la presenza delle auto all’interno del perimetro storico dell’Ilva, con il potenziamento dei parcheggi scambiatori esterni, e viene confermata la permanenza del cinema estivo “Le Ferriere” nella sede attuale.

Stralciati invece i lavori alla centralina elettrica, collegati alla torre dell’orologio.

Vengono infine ripresi e rafforzati due interventi: quello sull’ex officina cilindri, destinata a ospitare la scuola di musica in adiacenza al teatro Fonderia Leopolda, e quello sulla casa dei lavoranti 2, in continuità con la casa dei lavoranti 1, nell’area dell’ingresso su via Roma. Nell’atto si sottolinea che l’officina cilindri è da sempre considerata un cardine del processo di rigenerazione e che la casa dei lavoranti 2 era già prevista nella proposta iniziale, poi esclusa per carenza di risorse.

Le critiche al progeto

Per l’ex assessora Barbara Catalani si tratta di una modifica che rallenta un percorso già  ben definito: «È giusto che ogni amministrazione imposti il proprio lavoro come ritiene più opportuno, ma la preoccupazione nasce dal fatto che si intervenga in modo sostanziale su un progetto che aveva una visione articolata e che nasceva da un’accurata analisi del processo di trasformazione in atto nell’area ex Ilva da decenni. Il masterplan prodotto da Nuvola B analizzava con attenzione il processo di riappropriazione degli spazi da parte della comunità e interveniva con azioni di ricucitura. Era un lavoro corale che teneva conto anche di un lungo percorso partecipativo con società sportive, mondo della scuola, del sociale e della cultura. Con queste modifiche si ritarda un processo che poteva già essere avviato e si rischia di perde di vista la visione generale».

Secondo l’ex assessora, le nuove scelte frammenterebbero la visione complessiva per rispondere più a criteri estetici che realmene funzionali.

Il sindaco Matteo Buoncristiani aveva però dato la sua linea già nei mesi scorsi: «Il masterplan per l’area ex Ilva e le nuove strategie di mobilità sono esempi concreti della visione condivisa che vogliamo portare avanti per Follonica, in discontinuità rispetto al passato» aveva commentato in occasione della presentazione del lavoro dell’Urban Center.

Un filo rosso nelle scelte della giunta

Le modifiche al masterplan dell’ex Ilva si inseriscono in una strategia già messa in atto per altri interventi cittadini. Il parcheggio di Senzuno è stato rivisto a cantiere avviato, il Parco Centrale è stato ripensato come maxi parcheggio da 500 posti, e ora anche il progetto Ilva viene rimodulato.

Un cambio di rotta che segna in modo evidente il passaggio dalla precedente amministrazione di centrosinistra all’attuale giunta di centrodestra: non solo nuovi cantieri, ma una diversa idea di città e di priorità nello sviluppo urbano.

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