GROSSETO. Per entrare in quella casa avevano scelto una mattina qualunque. Una di quelle in cui una pensionata apre la porta senza immaginare che da lì a pochi secondi la sua vita sarebbe precipitata in un incubo.
L’83enne, residente nel quartiere di Barbanella, si ritrovò faccia a faccia con una donna che conosceva e con l’uomo che la accompagnava. Pochi istanti dopo era a terra, immobilizzata, minacciata con un coltello e costretta a consegnare ciò che aveva.
Per quella rapina, consumata il 10 settembre scorso, Samuel Rossi, 42 anni, e Alba Proli, 36 anni, hanno patteggiato una pena di tre anni e otto mesi di reclusione, oltre a 1.423 euro di multa ciascuno.
L’accordo tra il pubblico ministero Giovanni De Marco e l’avvocata Sabrina Pollini è stato ritenuto congruo dal giudice Giuseppe Coniglio, che ha pronunciato la sentenza nella mattinata di lunedì 8 giugno.
Oltre alla pena, il tribunale ha disposto l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni, la confisca dei telefoni cellulari sequestrati durante le indagini e la distruzione del coltello utilizzato durante la rapina.
Rossi resta in carcere, dove si trova per la seconda vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto con proli (oggi ai domiciliari per motivi di salute): quella relativa all’estorsione a sfondo sessuale per la quale erano stati arrestati dalla polizia a maggio.
L’assalto nell’appartamento di Barbanella
Secondo la ricostruzione dei carabinieri del nucleo investigativo, Alba Proli riuscì a farsi aprire la porta dell’abitazione dell’anziana dopo aver citofonato e insistito più volte.
Una volta all’interno, la situazione precipitò. La donna avrebbe spinto con forza l’83enne facendola cadere. Poi l’avrebbe immobilizzata utilizzando del nastro adesivo per bloccarle le mani e tapparle la bocca.
Quando la pensionata non riuscì più a reagire, sarebbe comparso anche Samuel Rossi. La vittima fu trascinata fino alla camera da letto mentre il coltello veniva utilizzato per intimidirla.
«Dammi i soldi o ti ammazzo», le urlarono. Una minaccia che la donna non ha mai dimenticato.
Cercavano denaro e gioielli
I due avrebbero rovistato in tutta la casa alla ricerca di contanti, gioielli e oggetti di valore. Alla fine, però, il bottino sarebbe stato molto inferiore alle aspettative: soltanto alcuni oggetti di bigiotteria custoditi in un piccolo cofanetto. Dopo la fuga, l’anziana riuscì a chiedere aiuto.
Le conseguenze dell’aggressione furono pesanti. La donna riportò infatti una frattura scomposta del femore, che rese necessario il trasporto in ospedale e un lungo percorso di cure.
Le telecamere e il riconoscimento
Le indagini dei carabinieri partirono immediatamente. Fondamentale fu il racconto della vittima, che conosceva già Alba Proli e la riconobbe nelle fotografie mostrate dai militari del nucleo investigativo.
Determinanti si rivelarono anche le immagini delle telecamere installate nella zona dell’abitazione.
Elementi che consentirono ai carabinieri di identificare rapidamente entrambi e di ricostruire il loro percorso prima e dopo il colpo.





