Enrico Rossi: «La mia esperienza al servizio del territorio» Skip to content

Enrico Rossi: «La mia esperienza al servizio del territorio»

Campagna elettorale a contatto con la gente per Enrico Rossi: «Tassare gli extraprofitti delle imprese dell’energia per aiutare le aziende». E sulla Tirrenica…
Enrico Rossi prende un caffè in centro a Grosseto
Enrico Rossi prende un caffè in centro a Grosseto @maremmaoggi

GROSSETO. Enrico Rossi ha preso casa nel cuore del centro storico di Grosseto. Parte da qui la sua campagna elettorale, ogni giorno. Capillare, sul territorio, incontrando ogni giorno centinaia di persone: «Una bella sensazione. Mi riconoscono, mi chiedono di dare loro una mano in un momento così delicato. Sia per le famiglie che per le aziende. E io a tutti voglio assicurare una cosa: se sarò eletto, sarò il deputato del territorio. Venti anni di esperienza in Regione (10 da assessore alla sanità, 10 da governatore, ndr) mi hanno regalato un bagaglio di contatti preziosi, soprattutto a Roma. Insomma, so a chi rivolgermi e so anche che mi ascoltano».

E la prima cosa che farà da deputato?

«Andrò dal dirigente del ministero delle infrastrutture a sbloccare una volta per tutte l’iter per la Tirrenica. Del resto combatto da sempre per farla realizzare».

Enrico Rossi: «Aiuti immediati, ma anche una visione a lunga scadenza»

Enrico Rossi ha scelto di parlare alla gente in questa campagna elettorale. Una campagna elettorale difficile, perché le persone sono in difficoltà. E sono spiazzate, chiedono soluzioni che le aiutino nell’immediato, ma anche una visione per il futuro.

«Stiamo attraversando una fase molto difficile – ci dice – in cui si cumulano difficoltà che vengono da lontano. Si parte dal 2008 con la prima crisi economica, poi ci sono stati gli anni dei tagli pesanti, più di recente la pandemia, poi la guerra, che porta con sé la crisi energetica e l’inflazione. Questa estate ci si è messa anche la siccità».

«La gente ci ascolta, ma si capisce che è stremata. Chiede aiuti immediati, ma chiede anche una visione a lunga scadenza. Il mondo che ci è stato consegnato dal “mercatismo” e dalla speculazione finanziaria non è un mondo bello, il modello capitalistico va un po’ rivisto. Io lo dico da sempre, ma in questa campagna elettorale questo tema incontra più sensibilità del solito».

Ma servono anche provvedimenti immediati.

«Sicuro, la situazione legata ai costi dell’energia è assai più grave di quanto non si legga sui giornali, sia per le aziende con le spalle larghe, penso al caseificio di Manciano, fino al piccolo ristoratore. E gli aiuti dati finora sono piccola cosa, dei pannicelli caldi».

Ma dove si trovano le risorse?

«Vanno tassati gli extraprofitti. Attenzione, non i profitti, gli extraprofitti. Quelli derivanti dai rincari dovuti non all’aumento delle materie prime, ma solo alla speculazione. Si stima che le imprese che gestiscono l’energia abbiano fatto 50 miliardi di euro di extraprofitti, un “maltolto” che deve essere restituito».

Il Pd ha un pacchetto di proposte anche per lavoro e sociale.

«Un pacchetto che, per larghi tratti, assomiglia a quello dei 5 Stelle, peraltro. Penso al salario minimo a 9 euro, che dia dignità al lavoro e risolva anche il problema della mancanza di manodopera e della concorrenza scorretta. Penso alla detassazione del costo del lavoro, per ricavare una mensilità in più per i lavoratori, che restituisca quanto perso con l’inflazione. E io non sono neppure contrario al reddito di cittadinanza, magari con controlli più rigorosi».

L’autostrada Tirrenica, la battaglia infinita

Veniamo alla variante Aurelia, alla Tirrenica. La battaglia infinita.

«Combatto da sempre per averla e, come detto, se sarò deputato sarà la prima cosa di cui mi occuperò. Andando dalle persone giuste a Roma. Perché in tanti anni di esperienza in Regione so bene dove andare a bussare. Certo per la Tirrenica ci sono problemi seri, almeno tre ragioni per cui finora non si è fatta».

Tre ragioni? Quali sarebbero?

«La prima: Società Autostrade ha investito sulla variante di valico e non ha interesse, parlo proprio di convenienza, a realizzare un asse alternativo nord-sud. La seconda: ci sono una serie di persone, che contano molto a Roma, e che passano le vacanze in Maremma, a Capalbio, all’Argentario e in tutta la zona sud, che non vogliono la confusione dei cantieri, vogliono che tutto resti così. Tanto l’autostrada per arrivare da Roma l’hanno realizzata, a loro basta e avanza. Di quello che c’è dopo a loro non importa nulla».

E la terza?

«La terza è una responsabilità del territorio, che non ha mai avuto una rappresentatività coesa su questa battaglia. Si sono guardati troppo gli interessi particolari. E così siamo ancora ad aspettare la nomina di un commissario che doveva avvenire quasi due anni fa. Manca ancora il passaggio di consegna fra Sat e Anas, i ritardi burocratici sono insopportabili. Ma, come detto, se eletto sarà il mio primo impegno».

 

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