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Elly Schlein a Grosseto: «Toscana esempio di buon governo»

Elly Schlein, segretaria del Pd, a Grosseto parla di scuola, lavoro, diritti, salario minimo, povertà. Giani: «Io i Cpr in Toscana non li voglio»
Elly Schlein parla a Grosseto. Con lei i 4 candidati al collegio di Grosseto, il segretario provinciale Giacomo Termine e il candidato presidente Eugenio Giani
Elly Schlein parla a Grosseto. Con lei i 4 candidati al collegio di Grosseto, il segretario provinciale Giacomo Termine e il candidato presidente Eugenio Giani

GROSSETO. «Elly portaci fortuna» così, nello splendido scenario delle Mura medicee, davanti alla sala Eden, alcune centinaia di militanti del Pd hanno accolto la segretaria nazionale Elly Schlein.

C’erano i quattro candidati alle regionali, Leonardo Marras, Lucia Tosini, Alessio Scheggi e Lidia Bai, oltre al segretario provinciale Giacomo Termine, a quello comunale Demetrio Cozzupoli, al deputato Marco Simiani e all’ex parlamentare Luca Sani. In mezzo ai tanti simpatizzanti anche molti volti noti, ma da tempo un po’ fuori dall’agone politico, come l’ex sindaco Emilio Bonifazi e l’ex presidente della provincia, Lio Scheggi, presente anche in sostegno del figlio candidato.

Lei è arrivata puntuale, jeans e giacca panna, di ritorno da Milano dove, sabato sera, ha accolto a Malpensa Paolo Romano e gli altri attivisti della flotilla rilasciati da Israele. «Sono felice di essere qui a sostenere Eugenio Giani – ha detto – anche perché questa Regione è simbolo di buon governo e io mi sento molto legata a questa terra».

In effetti la madre della segretaria Maria Paola Viviani è senese, figlia dell’avvocato antifascista Agostino Viviani.

La sanità, la scuola, i diritti. Le battaglie di Elly con vista sul 2027

Parla mezz’ora a braccio la segretaria, sui temi che più le stanno a cuore. La battaglia adesso è per la Toscana: «Vivere in questa regione dà molti più diritti, penso prima di tutto a sanità e scuola, rispetto a chi vive in altre regioni. Qui ci sono stati 5 anni di ottimo governo, come in Emilia Romagna», ma è evidente che lo sforzo del Pd, insieme alle altre componenti del campo largo, è proiettato alle elezioni del 2027, quando il centrosinistra unito conta di riprendersi il governo del paese.

«Sbloccare il tetto alle assunzioni di medici e infermieri per ridurre le liste d’attesa – ha detto parlando di sanità -. La destra vuole una sanità a misura di portafoglio; noi una sanità universalistica che curi tutte e tutti, come vuole la Costituzione. Il taglio delle risorse destinate alla sanità, dal 7% del Pil al 6,3% parla da solo, si tolgono risorse al sistema pubblico per spingere verso quello privato. E chi non ha i soldi è costretto a rinunciare a curarsi. Per fortuna Regioni come la Toscana e l’Emilia mettono 500 milioni dal proprio bilancio per sopperire ai tagli del governo».

«La scuola deve educare alla cittadinanza e allo spirito critico; non migliora irrigidendo le regole. Bisogna pagare di più gli insegnanti, rendere gratuiti libri di testo, mense e trasporto pubblico locale. La scuola  è il primo luogo di emancipazione sociale e di pari opportunità per tutte e tutti. Bisogna intervenire su asili nido, autonomia scolastica e risorse. In questo la Toscana eccelle, avendo elevato a 40mila euro il reddito Isee per avere il nido gratuito».

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Il salario minimo legale

«Proponiamo un salario minimo legale – 9 euro lordi l’ora – soglia sotto cui non è lavoro ma sfruttamento. E il lavoro deve essere anche sicurezza. Hanno messo il far west del subappalto a cascata dentro agli appalti pubblici. Chiediamo di estendere anche al privato le tutele previste nel Codice degli appalti pubblici. Deve essere esteso il divieto di fare il ribasso sul costo del lavoro e sui costi legati alla sicurezza».

Sulle bollette, legate al prezzo del gas, la soluzione è fare come in Spagna e in Portogallo: «Possiamo separare il costo dell’energia da quello del gas, le bollette più care d’Europa non lo dobbiamo accettare».

E ancora: «Diritti sociali e civili sono inscindibili, sono favorevole al matrimonio egualitario. La famiglia che tanto difende il centrodestra non è una sola, come dicono loro, che poi spesso neppure ce l’hanno. Su questo dovrebbero usare più cautela».

Sulla povertà: «La povertà non è colpa individuale, ma un problema sociale che possiamo cambiare».

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Giani: «I Cpr in Toscana non li voglio»

A chiudere Eugenio Giani, fra i tanti temi, è intervenuto sui Cpr, dopo che nei giorni scorsi i tre sindaci della Toscana del Sud, Grosseto, Siena e Arezzo, tutti di centrodestra, hanno auspicato, d’accordo con il ministro Piantedosi, di accoglierne uno sui loro territori.

I Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri) sono strutture gestite dallo Stato italiano dove vengono trattenuti i cittadini stranieri senza permesso di soggiorno in attesa di essere rimpatriati nel loro Paese d’origine. Non sono carceri, ma centri amministrativi: vi si può essere trattenuti non per aver commesso un reato, ma perché si è irregolari sul territorio italiano (ad esempio con un permesso di soggiorno scaduto o respinto).

«I Cpr – ha detto Giani – non sono come ve li raccontano. Non sono carceri, ma luoghi detentivi impropri. Non è vero che chi viene portato lì ci sta solo qualche giorno. Spesso, a causa di convenzioni mancanti con i rispettivi paesi, chi entra ci resta per mesi, peraltro non sorvegliati da professionisti del settore, ma spesso da persone che non hanno gli strumenti necessari. Ecco che diventano luoghi che accrescono il degrado. Sia chiaro, io in Toscana non ce li voglio».

Giani ha poi difeso la legge toscana sul fine vita: «Ringrazio la presidente della Sardegna, Alessandra Todde (5 Stelle, ndr), per aver approvato una legge che ricalca la nostra. A novembre la Corte costituzionale sarà chiamata a decidere sul ricorso del governo contro la nostra legge. Se ci sarò ancora io alla presidenza della Regione andrò a difendere le nostre ragioni».

 

 

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