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Effetto famiglia nel bosco: «Le donne hanno paura di denunciare»

I centri antiviolenza: il timore di perdere i figli sta diventando un nuovo ostacolo. Esposito: «A Grosseto gli assistenti sociali funzionano»
L'ingresso del centro antiviolenza Tutto è vita e la presidente Susy Esposito
L’ingresso del centro antiviolenza Tutto è vita e la presidente Susy Esposito

GROSSETO. Ormai è diventato uno dei casi mediatici più seguiti d’Italia quello della famiglia nel bosco. Tutte le telecamere sono puntate sulla vicenda da tempo e, più il caso cresce, più aumenta la paura.

L’attenzione mediatica ha avuto anche un risvolto negativo: le donne che vivono relazioni violente hanno ancora più paura di denunciare, temendo che gli assistenti sociali possano portare via i figli.

«In due casi le donne che seguiamo mi hanno detto che, da quando è scoppiato il caso della famiglia nel bosco, temono che dopo la denuncia, o anche a percorso avviato, possano togliere loro i figli – dice Susy Esposito del centro antiviolenza Tutto è Vita onlus – In un caso una donna ha paura perché non ha un lavoro e, nonostante abbia una famiglia alle spalle che la supporta, teme questo evento».

Il caso della famiglia nel bosco, finito al centro dell’attenzione nazionale, riguarda una vicenda complessa che ha visto l’intervento dei servizi sociali e l’allontanamento dei minori. Un episodio che ha acceso il dibattito e generato timori anche tra chi vive situazioni di violenza.

L’effetto famiglia nel bosco

Vivere una relazione violenta è difficile, ma non si tratta solo di calci e pugni: esistono anche la violenza economica e quella psicologica. La relazione lascia paura, ansia e fa perdere ogni speranza in un futuro diverso. Tutto inizia gradualmente, fino a quando la persona si trova intrappolata in una relazione con un partner che la controlla, la isola e la distrugge giorno dopo giorno.

«Da sempre la prima paura delle madri che si rivolgono a noi riguarda i figli: temono già che gli assistenti sociali possano portarglieli via. E ora, con questo caso, le cose sono peggiorate – dice Esposito – Ci tengo a sottolineare che a Grosseto il mondo degli assistenti sociali funziona e che raramente i figli vengono allontanati dai genitori. Le donne in una relazione violenta vivono già nella paura e a questo si aggiunge altro terrore».

Tutto è Vita onlus è un centro antiviolenza molto attivo a Grosseto e collabora con gli assistenti sociali.

«Ci occupiamo anche dei figli, non solo delle madri. Lavoriamo per offrire sostegno a chi subisce violenza e stiamo vedendo crescere la paura delle vittime di perdere i figli da quando è scoppiato il caso della famiglia nel bosco. Già molte vittime non denunciano e così diminuiscono sempre di più – dice Esposito – È un timore comprensibile, ma non corrisponde alla realtà, almeno nel contesto di Grosseto. I figli vengono allontanati solo quando c’è un reale disagio o una situazione di degrado nei confronti dei minori».

La paura delle vittime

Ci vuole molto coraggio per chiedere aiuto quando si vive una relazione violenta. Chi esercita violenza spesso segue uno schema simile: all’inizio si mostra perfetto, poi lentamente mostra la sua reale essenza. I timori, prima di lasciare il partner violento, sono molti: per i figli, per la propria vita e per il futuro. A questi si aggiungono spesso difficoltà economiche o l’assenza di un lavoro.

«Quando le vittime riescono a denunciare, spesso si trovano ad affrontare anche accuse infondate da parte del loro aguzzino. Vengono inventate situazioni per metterle in cattiva luce davanti alle forze dell’ordine o a un giudice – dice Esposito – L’assistente sociale non è sempre visto di buon occhio, ma nella mia esperienza posso dire che a Grosseto si tratta di un sistema che funziona, nonostante alcune criticità».

Denunciare è spesso il primo passo per allontanarsi da una situazione pericolosa. Chiedere aiuto resta difficile, ma sul territorio esistono realtà pronte a offrire sostegno concreto, anche dal punto di vista psicologico.

Contatti utili

A chiunque subisse violenza ricordiamo che per chiedere aiuto basta contattare il 1522 , il numero antiviolenza e stalking, oppure mandare un messaggio sul sito del 1522 – entrambi sono attivi 24 ore su 24. Non abbiate timore di denunciare, perché da quella denuncia riparte la vostra vita.

In caso di bisogno, sul territorio sono attivi diversi centri e sportelli a supporto delle vittime di violenza. A Grosseto è possibile contattare il centro antiviolenza “Olympia de Gouges” ai numeri 0564 413884 e 348 0992098, oppure il centro “Tutto è Vita” ai numeri 0564 160000, 0564 644023 e 331 2316884. Il centro di esposito si trova in via Trento, 72 a Grosseto.

Un punto di riferimento è presente anche a Orbetello con il centro “Olympia de Gouges”, contattabile al numero 348 9376554. Sul territorio sono attivi inoltre diversi sportelli collegati alla rete, tra cui ad Arcidosso allo  0564 965061 oppure al 345 4133666, Follonica allo 0566 59163 e al 371 1798019, Manciano al 375 7100675 e Capalbio al 346 2521932.

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