Dormitorio chiuso. «Servono soluzioni strutturali» | MaremmaOggi Skip to content

Dormitorio chiuso. «Servono soluzioni strutturali»

Grosseto al Centro chiede ordinanze e spazi pubblici per l’accoglienza notturna. L’associazione: «Servono dialogo, programmazione condivisa, trasparenza e continuità nelle politiche sociali»
Federico del Cisom e don Claudio parlano con un senzatetto
Un senzatetto

GROSSETO. La prevista chiusura del dormitorio di via De Amicis a Grosseto, in un periodo segnato da temperature rigide e da una presenza significativa di persone senza dimora in città, rischia di esporre soggetti già fragili a gravi pericoli per la salute e l’incolumità personale.

A lanciare l’allarme è l’associazione Grosseto al centro, che sottolinea come, in una fase di emergenza climatica e sociale, il Comune di Grosseto non possa limitarsi a prendere atto delle difficoltà operative, ma debba attivare tutte le soluzioni possibili per garantire un riparo notturno sicuro e dignitoso a chi vive in strada.

Per l’immediato, l’associazione chiede al sindaco di valutare il mantenimento in funzione del dormitorio, anche oltre le scadenze attuali, ricorrendo se necessario agli strumenti straordinari previsti dall’ordinamento, comprese ordinanze contingibili e urgenti a tutela della salute pubblica. Potrebbe essere una soluzione l’apertura notturna di spazi pubblici riscaldati – come il salone della stazione ferroviaria, palestre, cinema, teatri o scuole fuori orario – da destinare temporaneamente all’accoglienza. Fondamentale, secondo Grosseto al Centro, anche il coinvolgimento dell’Asl Sud Est, per garantire assistenza sanitaria di base e il monitoraggio delle situazioni più critiche.

Le possibili soluzioni

Altre città hanno adottato soluzioni simili in risposta a emergenze climatiche o sociali. A Reggio Calabria, durante l’ondata di freddo, le istituzioni hanno aperto l’Urban Center per l’accoglienza notturna delle persone senza fissa dimora. Il Comune di Chieti ha attivato un Piano freddo stagionale con posti letto riscaldati, assistenza continua e un numero di emergenza attivo 24 ore su 24, mentre a Trento è stato allestito d’urgenza un dormitorio temporaneo in coordinamento con Provincia e servizi sociali. A Firenze, infine, è in corso una sperimentazione condivisa tra Comune e associazioni, con una presa in carico più completa e la raccolta di feedback dopo ogni uscita notturna.

Guardando al futuro, Grosseto al Centro propone di avviare una valutazione sull’acquisto di moduli abitativi coibentati, dotati di riscaldamento, elettricità e servizi igienici, da installare stagionalmente nei mesi invernali in aree idonee della città, come parcheggi prossimi ai parchi pubblici, per evitare di trovarsi ogni anno ad affrontare l’emergenza senza strumenti adeguati.

L’associazione ribadisce inoltre la necessità di istituire la Consulta comunale per il sociale, come luogo stabile di confronto tra amministrazione comunale e le associazioni che operano nel settore – tra cui Caritas e le realtà del volontariato locale – per favorire dialogo, programmazione condivisa, trasparenza e continuità nelle politiche sociali.

«La capacità di una comunità di proteggere i più fragili è un indicatore concreto della qualità dell’azione amministrativa – conclude Grosseto al Centro – Grosseto può e deve dimostrare di essere una città responsabile, attenta e solidale».

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